Legami, la recensione


Riflessioni sull'esordio della soap opera di rai1


I personaggi presentano tutte le caratteristiche degli attori da soap opera: hanno un fisico statuario, recitano in maniera abbastanza approssimata, sopperiscono con l’appeal personale alla mancanza di contenuti e alla fragilità delle trame.

 Legami, la nuova soap opera che ha esordito sabato sera in prime time su Rai1, risponde perfettamente a tali storici e immutabili schemi telenovelistici. Che la serie sia portoghese e non brasiliana o spagnola, non fa molta differenza. I contenuti, o forse i non- contenuti, sono riconoscibili.

Non basta l’avvenenza di Diogo Morgado, Diana Chaves e Joana Santos nel ruolo dei tre personaggi principali a salvare dal sottobosco della serialità il nuovo acquisto di Rai1.  Tutto il contesto vive in un’atmosfera fantastica, sospesa tra la realtà dell’epoca moderna e una trama degna dei peggiori feuilleton ottocenteschi. Con l’aggravante che un feuilleton ha una propria collocazione storica e una certa credibilità letteraria che anche la peggiore trasposizione televisiva riesce in qualche modo a mantenere.

Legami, invece ha la pretesa di ammiccare alle grandi serie statunitensi senza averne i meriti. A cominciare dall’esile pretesto narrativo per giustificare l’allontanamento delle due sorelline in età infantile: la tragedia avvenuta nelle acque del lago nelle quali ambedue erano precipitate durante una gita, non convince.Come è possibile, ad esempio, che una delle bimbe possa essere stata accolta da due coniugi senza figli che l’hanno spacciata come propria? E come è possibile che la ragazzina non abbia mai ricordato il suo passato fino a quando non ha ascoltato, per caso, una conversazione tra quelli che crede i suoi genitori?

Certo, il meccanismo della soap opera giustifica (quasi) ogni espediente, compresa la resurrezione di alcuni personaggi, come insegna Beautiful da oramai 25 anni. Ma il regno dei Forrester ha una propria serafica incredibilità che ne giustifica ogni risvolto narrativo. Legami, invece, ha la pretesa di restare ancorata alla realtà di cui vuole affrontare i problemi più strettamente attuali, come ad esempio la crisi, la disoccupazione, ma anche la solidarietà e altri temi.

Accanto a questo universo simil- reale, vive tutta l’essenzialità della soap opera: il dolore e la sofferenza che si placano presto, a seconda delle esigenze, le forti passioni, la rincorsa al potere e alla ricchezza, la tentazione del gioco, l’odio, il rancore, il rimorso, le bugie, i tradimenti.

A differenza di altri prodotti similari, Legami vive talvolta anche al di fuori dei soliti studi televisivi. C’è il lago dove nel 1984 le due bimbe stavano per annegare, ci sono gli esterni di Lisbona, dove si svolge gran parte della serie. Ma non basta a dare un minimo di dignità ad un prodotto destinato a fare concorrenza a Il Segreto di Canale 5. Da domenica prossima infatti, Legami cambia collocazione e finisce nel pomeriggio di Rai1.



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