La terra dei cuochi: la recensione


Recensione della prima puntata de La terra dei cuochi, in onda su Rai1


 

La delusione è stata grande, ma non inaspettata. Il format La terra dei cuochi non funziona. E Antonella Clerici non è mai sembrata così poco convinta di quanto si svolgeva (rigorosamente in differita) sotto i suoi occhi. La prima puntata del nuovo cooking show di Rai1 è andata in onda venerdì sera. L’Auditel le ha consegnato il 14,40% di share e 3.547.000 spettatori. Bottino ben scarso per il prime time della rete ammiraglia di viale Mazzini, destinato ad assottigliarsi nel tempo.

 La sensazione iniziale è stata di venire catapultati in una sorta di MasterChef dei poveri con la riproposizione di molte fasi del talent di Sky.  La seconda, più imbarazzante, è che Rai1 sta raschiando il fondo del barile culinario, incurante delle conseguenze: i fornelli potrebbero saltare in aria e distruggere il trend televisivo- gastronomico finora molto in voga. La terza è la considerazione del gran dispendio economico che è stato necessario per realizzare le cucine high tech e la spettacolare scenografia.

A dare il colpo di grazia al programma, è la presenza dei presunti Vip che vanno da Giorgio Mastrota a Ugo Dighero, a Walter Nudo, per citarne solo alcuni. Appaiono estranei al contesto in cui si trovano, senza alcuna personalità, del tutto in balia dei Nip cuochi in carriera che si sforzano di preparare piatti da incubo. Un comportamento sicuramente studiato a tavolino, che dovrebbe imprimere più appeal alla gara ma che, invece, la fa crollare definitivamente nella banalità.

La figura più misericordiosa del programma è lo chef stellato Davide Scabin che guarda con commiserazione e pietà sia i concorrenti che le pietanze preparate. Avrebbe voglia di buttar tutto a terra, seguendo l’esempio della triade Cracco-Bastianich-Barbieri ma deve contenersi e bocciare i cuochi allo sbaraglio con apparente aplomb. Sembra spiazzato, quasi incredulo di trovarsi dinanzi a tanta approssimata cultura culinaria.

E poi c’è l’invenzione da parte degli autori, degli assagggi al buio: parenti dei cuochi Nip devono assaggiare i piatti scartati dallo chef stellato senza sapere chi li ha preparati.Una sensazione di una tristezza infinita: non si sa più a che santo (culinario)  votarsi nel tentativo di fare ascolti. E tralasciamo la presenza della figliastra di Beppe Grillo,Valentina Scarnecchia che ha superato la prima fase del cooking show.

Inoltre i tempi sono lenti, lunghi e noiosi. MasterChef aveva il pregio di durare molto meno. Non si può pretendere di mantenere una prima e seconda serata passando da un baccalà a un pollo, da un polpo a un piatto di rane preparati in maniera raffazzonata con il povero Scabin che invita a maggiore attenzione e creatività. Da professionista, Antonella Clerici dovrebbe capire che questo programma sminuisce la sua Prova del cuoco.



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