Pechino Express 3, la recensione


Osservazioni sulle prime due pubtate dell'adventure show andate in onda su Rai2


Dopo le due puntate dell’adventure show di Rai 2, si può tracciare un primo bilancio di questa terza edizione. L’inizio è stato scoppiettante, come il kick off di ogni reality che si rispetti. La conoscenza dei partecipanti, di cui si era già tanto parlato alla vigilia dell’esordio, desta sempre gran curiosità nel pubblico.

                                                                  

 Ed infatti, le due puntate andate in onda a distanza ravvicinata di 24 ore, hanno ottenuto un buon riscontro d’ascolto. Share del 9,57% e un pubblico di 1milione 876mila telespettatori per l’esordio di domenica, 2.265.000 telespettatori e share del 9.84% per la puntata dell’8 settembre. Dunque Pechino Express cresce negli ascolti.

I concorrenti suddivisi in coppie hanno cercato una propria identità con la quale accreditarsi presso il pubblico. Il ritmo si è rivelato giusto, il montaggio veloce e appropriato. Le coppie sono state seguite con particolare attenzione.

Il valore aggiunto dell’esordio è stato rappresentato dalla bellezza dei luoghi del Myanmar attraversati: spendidi templi, spettacolari costruzioni, e su tutto la popolazione locale apparentemente semplice e sinceramente meravigliata da quei singolari personaggi italiani così “imbranati” che hanno cercato in tutti i modi di aiutare.  E’ stato interessante notare come, al momento opportuno, tiravano fuori il cellulare e scattavano foto.

{module Google richiamo interno}Vi si aggiunga la conduzione leggera, ironica, di Costantino Della Gherardesca che si è rivelato più credibile e maggiormente padrone del suo ruolo di cicerone, rispetto alla scorsa edizione. Non solo, Costantino ha tirato fuori un sottile sadismo mai penalizzante, che evoca la gestione di Vladimir Luxuria a L’isola dei famosi.

C’è stata però, subito una negatività, visibile e ascoltabile, già dalla prima puntata: l’utilizzo di parlolacce e di un linguaggio abbastanva volgare che si è accentuato nel secondo appuntamento di Pechino Express andato in onda lunedì 8 settembre. Sarebbe bastato l’uso dei bip da parte della regia. Certamente non sono stati utilizzati per conferire una maggiore spontaneità ai dialoghi che, invece, spesso infastidivano soprattutto in prima serata.

Al dirty language comunemente usato da alcune coppie, si è aggiunto il dejà vu. In effetti, è la continua rincorsa ai passaggi e alla sistemazione per la notte che rende lo schema ripetitivo. Buona parte delle puntate scorre tra questi due momenti e spesso le prove a cui devono sottoporsi i concorrenti appaiono forzate: si nota l’impegno di proporre un’originalità rispetto al passato che spesso non trova riscontro nella realtà.

Da sottolineare, inoltre, il temporaneo ripescaggio dal passato della marchesa Del Secco D’Aragona, uno dei pochi concorrenti della scorsa edizione che sia riuscito a conquistare una propria visibilità: la marchesa, infatti, frequenta con molta assiduità i salotti televisivi. Tale presenza è servita a creare un filo rosso con la seconda edizione e catturare l’interesse di quel pubblico che, magari, dopo la puntata d’esordio, aveva deciso di disertare l’adventure- reality di Rai2. Sotto questo punto di vista l’esperimento è riuscito. Ma ci sia augura che non abbia un prosieguo.



0 Replies to “Pechino Express 3, la recensione”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*