Le Iene show 2014, la recensione


riflessioni sull'esordio della nuova edizione del programma di Italia 1


Lo schema non cambia: è quello collaudato del programma la cui parte migliore sono i servizi degli inviati. Da Nadia Toffa a Luigi Pelazza, da Giulio Golia a Filippo Roma, solo per citare alcuni nomi, le inchieste sul territorio non solo italiano, si susseguono a ritmo serrato. Sono caratterizzate dallo spirito incisivo e dalla caparbietà con cui inseguono gli obiettivi che si sono proposti: portare alla luce situazioni incivili, drammatiche, smascherare i soliti furbetti che sfruttano qualsiasi occasione per imbrogliare e carpire la fiducia degli altri.

                                                                                      

 Le iene sanno che la loro forza è nelle inchieste. Perchè al di fuori dei servizi c’è il vuoto assoluto. Parliamo dei conduttori: Ilary Blasi e Teo Mammucari coadiuvati dalle voci fuori campo della Gialappa’s band.  Innanzitutto le battute, soprattutto quelle di Mammucari, appaiono sempre più banali e superficiali. E non sono rari i casi nei quali ci si abbandona con nonchalance anche a parolacce. Questa parte del programma è la più debole e non rende un buon servigio ai tanti inviati impegnati in un lavoro di grande impegno.

Mammucari, in questa prima puntata andata in onda mercoledì 17 settembre su Italia 1, ha mostrato una supponenza troppo al di sopra delle righe. Anche nei dialoghi con la Blasi ha superato di gran lunga l’eleganza, in un programma di prima serata che è alla portata dei bambini. E’ lui la parte più debole, dà la netta sensazione di volersi prendere la scena negli intermezzi tra un servizio e l’altro.

E anche le battute della Gialappa’s hanno meno incisività e sono diventate più banali e grossolane. Inoltre c’è da registrare che le interruzioni pubblicitarie stanno diventando sempre più invasive e più lunghe. Dilatano in questo modo la durata del programma che potrebbe benissimo fare a meno dei conduttori e procedere per servizi successivi spiegati dagli stessi inviati.

Altra caratteristica de Le iene show è la durezza dei servizi: alcuni mettono in evidenza la parte peggiore della società, un’Italia che non vorremmo mai vedere, fatta di imbrogli ai danni del prossimo. Truffe, falsi maghi, falsi procacciatori di affari. E poi inchieste forti sulla pubblica amministrazione (il servizio sulle pensioni della prima puntata è stato stupefacente), sulla pedofilia, sulle guerre in giro per il mondo ( la settimana trascorsa da Nina Palmieri presso una famiglia che abita sulla Striscia di Gaza ha avuto un grosso impatto emotivo).

Infine ci sono gli immancabili servizi sulla prostituzione, il turismo sessuale. Un universo dalle mille sfaccettature che scorre sotto gli occhi dei telespettatori e che troppo spesso ha la stessa forza di un pugno nello stomaco. Proprio per questi motivi, le battute irritanti della conduzione andrebbero eliminate.



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