Made in Sud 2014, la recensione


riflessioni sulla prima puntata dello show in onda dall'Auditorium della rai di Napoli


Made in Sud, show della comicità napoletana, ha sempre avuto una propria dignità basata su una sorta di filosofia comica che ha guardato con particolare attenzione alle mode e all’attualità. Una comicità di costume il cui pregio è stato di aver intercettato i gusti e le tendenze delle nuove generazioni. Questa caratteristica di essere al passo con i tempi ne ha fatto la differenza e l’ha salvato da un decadimento televisivo precoce contrariamente a quanto è accaduto con Zelig.

                                                                                       

 Made in Sud è tornato su Rai2 con un nuovo ciclo di puntate. E la sensazione avuta non è rispondente a quanto precedentemente detto. Innanzitutto i protagonisti dello show sembrano essere finalmente “arrivati”. Danno, cioè, l’impressione di aver acquisito una popolarità tale da metterli al sicuro da qualsiasi critica, anche se le battute non sono più all’altezza del loro standard precedente. Il programma, inoltre, ha definitivamente sdoganato la parola “ca..o” della quale molti degli artisti hanno abusato, quasi si trattasse di un valore aggiunto.

{module Google richiamo interno} Una neo moda che sta investendo lo spettacolo in tv ma non era certo auspicabile in un programma come Made in Sud. Lo show non avrebbe alcun bisogno di grossolanità linguistiche. Ma il team di comici, consapevole di essere divenuto oramai famoso a livello nazionale, si lascia andare a cadute di stile assenti in passato, perchè la creatività è stata spremuta ai massimi livelli. Persino l’imperturbabile professor Fischietti, il “terronometro” traduttore dal napoletano all’italiano, si è lasciato andare a qualche volgarità gratuita.

Novità della nuova stagione il gruppo tutto al femminile Sex and the Sud che non ha fatto eccezione e si è impantanato nella comicità a doppi sensi, o peggio a sensi espliciti, che ha abbassato il livello dello show.

Certo, ci sono state, nella prima puntata, performance di tutto rispetto: la parodia di Kekko dei Modà ha convinto, l’intervento di Marco Capretti sulla moda dei telefonini ultra- moderni è stata in sintonia con i tempi e le abitudini. E l’imitazione di Mika, il giudice di X Factor, pur se ripetuta, potrebbe riuscire ancora gradevole se i testi fossero migliori.

Ma le parodie si sono ripetute identiche al passato: da MasterChef a Uomini e donne, segno che la creatività ha segnato il passo e che si preferisce rifugiarsi “nell’usato sicuro”. Si è insistito su alcuni personaggi che già avevano espresso il massimo e sarebbe stato meglio non inserire: un esempio il concorrente del Grande Fratello.

Infine: tra i quattro conduttori, Fatima Trotta, Gigi & Ross e Elisabetta Gregoraci, la signora Briatore non ci sembra funzionale all’economia dello show.



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