Che Dio ci aiuti 3, la recensione


considerazioni sulla nuova serie con Elena Sofia Ricci


Lo schema è sempre lo stesso, ma questa volta si son voluti innestare nelle storie raccontate altri ingredienti con l’obiettivo di sterzare ulteriormente sull’attualità e sulle tematiche giovanili.Si è notato questo ed altro ancora nella puntata d’esordio della terza serie di Che Dio ci aiuti.

                                                                          

In onda su Rai1 da giovedì 25 settembre, Suor Angela, ovvero la Don Matteo al femminile, si è proiettata nell’universo degli adolescenti. E’ diventata insegnante in un liceo. La vicinanza con gli studenti e con i loro problemi evocava serie analoghe nelle quali si cerca di accontentare un pubblico il più trasversale possibile inserendovi generazioni differenti. Un trend che ha sempre pagato in termini di ascolto. E infatti l’esordio di Suor Angela docente ha conquistato nei due episodi, rispettivamente 6.284.000 e 5.808.000 spettatori pari al 23.56% e 26.52%

La religiosa ha cambiato pelle. è divenuta più “mamma”, cerca di comprendere i problemi dei ragazzi ma non dimentica mai di indossare l’abito religioso. Ed in questo si differenzia da altre serie nelle quali il giovanilismo sembra divenuto obbligatorio.

Il pensiero talvolta è andato a Fuoriclasse, la serie di cui è protagonista Luciana Littizzetto. L’approccio con gli studenti apparentemente è il medesimo ma cambiano radicalmente, le modalità di gestire il rapporto con i ragazzi, al punto da considerare la docente Suor Angela l’antitesi di Isa Passamaglia. La prima si comporta come una suora, la seconda come una suora laica con pretese radical chic.

Per non ripetere pedissequamente i modelli dei personaggi delle prime due stagioni, si sono apportati dei cambiamenti. Il primo riguarda Azzurra, interpretata da Francesca Chillemi. La giovane donna che è apparsa viziata ma dal comportamento abbastanza tranquillo nelle serie precedenti, improvvisamente riesce persino a tradire il fidanzato alla vigilia delle nozze. Con conseguenze prevedibili: un innesto da telenovela con l’obiettivo di suscitare curiosità. Azzurra addirittura si accapiglia con la nuova venuta Rosa (Neva Leoni)  scendendo a livelli mai notati precedentemente.

Altro ingrediente telenovelistico inserito è la comparsa del nonno del piccolo Davide (Cesare Kristian Favoino) che complicherà ancor più la situazione.

Ma nonostante questi innesti, su tutto dominano i buoni sentimenti che alla fine prevalgono sempre. Suor Angela è rassicurante come Don Matteo. Anche lei spesso parla con frasi prevedibili, come prevedibili sono i risvolti degli eventi. Si cerca, in ogni caso, di mescolare gli eventi più seri ai toni da commedia che alla fine finiscono per catturare l’attenzione.

Da sottolineare, inoltre, che quasi tutta la serie è registrata in interni: scene girate in esterno sono pochissime: segno che la spending review è arrivata anche nel convento di Che Dio ci aiuti.

Infine: la recitazione, questa volta, ci è sembrata meno credibile, più forzata e talvolta eccessiva.



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