Fazio-Saviano: prove tecniche di Sanremo 2013


Recensione di Che tempo che fa, edizione del lunedì


Torna la premiata coppia Fabio Fazio e Roberto Saviano. Il lunedì sera, fino a metà dicembre, ci sarà un’edizione speciale di Che tempo che fa, in onda dalle 21,15 alle 22,30. Cambiata, dunque, la collocazione del sabato e della domenica dello scorso anno. L’impressione avuta dall’appuntamento all’esordio lunedì 1 ottobre, è la medesima che prova il telespettatore dinanzi alle trasmissioni di Fabio Fazio. Cioè l’immutabilità degli argomenti e delle atmosfere e la staticità dello stile fintamente low profile, ma molto supponente e intellettualeggiante.

 Fazio spesso da la sensazione di essere il custode unico e universale di ogni verità, il personaggio dal quale corrono ministri, presidenti, scienziati, filosofi che non potrebbero permettersi di partecipare ad un’altra trasmissione televisiva, perchè nessun conduttore sarebbe all’altezza di reggere la dialettica della conversazione.

Fazio è la summa di ogni nozione, lui lo sa bene, ma finge di porsi in atteggiamenti modesti e minimalisti, per esaltare ancor di più la propria onniscienza. Risultato: la sensazione che prova il telespettatore è di una profonda sottomissione intellettuale. Fazio ci fa sentire, insomma, ignoranti, quando parla di nichilismo filosofico, di assolutismo e fondamentalismo, solo per fare un esempio. Nelle interviste ai grandi della religione, della storia, della scienza, della filosofia, il telespettatore comune si sente inadatto, vorrebbe scappare verso lidi più accessibili, invece resta sintonizzato, anche se non riesce a seguire le evoluzioni del discorso, perchè così è giusto che sia.

Se chiedessi ad una persona comune, come mia madre, il senso del discorso del cardinal Ruini, ospite della prima puntata, sono certa che non saprebbe rispondermi. Ma Saviano fa tendenza. E proprio perchè fa tendenza, è stato scelto per la prossima edizione del festival di Sanremo. Alla manifestazione deve dare quall’aura culturaleggiante e seria, necessaria in tempi di austerità dopo i fasti nazional-popolari delle ultime edizioni.

Ora le argomentazioni di Fazio le conosciamo tutte; sono quelle di Vieni via con me, di Quello che (non) ho, e naturalmente di Che tempo che fa. Su questa base verrà costruita anche la sceneggiatura del festival di Sanremo, con alternanza di momenti comici e irriverenti a atmosfere di grande impegno sociale, umano. E la rappresentazione più viva di tutto ciò è la presenza di Roberto Saviano, tornato su Rai3 dopo la parentesi forzata trascorsa a La7 lo scorso anno.

Saviano sarà presente con i suoi monologhi anche a Sanremo, proprio per nobilitare la manifestazione, come già accadde con i festival di Paolo Bonolis e dello stesso Fazio dieci anni fa. Saviano dice cose sacrosante, documentate con puntigliosa accuratezza, fa riflessioni profonde affrontando tematiche di grande impatto. Come la constatazione che la nostra nazionale Paralimpica ha vinto lo stesso numero di medaglie di quella normodotata.

Infine: la consapevolezza della sua superiorità, Fabio Fazio la estrinseca nei rapporti con i mass media. Poche, pochissime interviste, mirate, spesso esclusive che secondo lui fanno la differenza e che sono dispensate a quotidiani di grande tiratura.



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