The opening, la recensione


Riflessioni sulla serata televisiva dedicata all'apertura dell'Expò


Uno show che ha perso spessore e credibilità fin dai primi minuti. Un programma in Mondovisione che avrebbe dovuto essere il biglietto da visita per il nostro Paese sede dell’Expò. Niente di universale, nulla di credibile,se si eccettuano i grandi momenti dedicati all’opera lirica e alla musica.

 Andrea Bocelli, il pianista cinese Lang Lang tutti gli altri cantanti di musica impegnata hanno salvato The opening, la serata che Rai1 ha dedicato all’inaugurazione a Milano dell’esposizione universale. L’appuntamento in prime time, andato in onda il 30 aprile, è stato un crescendo di delusione. A cominciare dai due conduttori, Paolo Bonolis prestato per l’occasione alla Rai da Mediaset, e Antonella Clerici.

A destare meraviglia nel pubblico è stato il ruolo secondario, quasi da valletta, o peggio di ancella, della Clerici. Defilata, in secondo piano, quasi la Cenerentola della situazione, è intervenuta molto poco e con un tono di voce sommesso, quasi volesse far capire ai telespettatori di essere li per dovere, per impegni presi ai quali non avrebbe potuto sottrarsi. Talvolta ha cercato di giustificare il proprio comportamento dando la colpa al freddo che la rendeva quasi intirizzita e incapace di muoversi.

{module Google richiamo interno}Accanto all’aziendalista Clerici, un Paolo Bonolis che ha cavalcato la serata prendendosi tutti gli spazi possibili. Ha dominato il palcoscenico, ha sfoggiato un “inglese da manuale” traducendo anche gli interventi del pianista cinese Lang Lang, si è messo in evidenza il più possibile quasi volesse ribadire su Rai1 la propria superiorità.

Davvero difficile comprendere i motivi che hanno determinato simili comportamenti. Da due professionisti come Antonella Clerici e Paolo Bonolis ci si attendeva una prova ad alto livello , per di più dinanzi ad una platea mondiale. Non solo, ma tutta la serata è stata pensata e strutturata malissimo: è apparsa vuota di qualsiasi contenuto, senz’anima.

Le performance di opera lirica, hanno rappresentato, per gli appassionali di tale musica, gli unici momenti godibili. La presenza di Andrea Bocelli ha costituito il valore aggiunto. Ed ha fatto la differenza.Ma la serata era rivolta al più ampio pubblico generalista di Rai1 che avrebbe apprezzato qualche guizzo creativo in più. Avrebbe voluto uno show di ampio respiro, non un semplice e arido elenco dei padiglioni espositivi la cui presentazione è stata accompagnata da pochi, sintetici, tratti divulgativi.

‘Meglio, allora, sarebbe stato, confezionare una serata tutta incentrata sulla musica impegnata che è l’orgoglio dell’Italia.

Vera protagonista è stata la piazza del Duomo di Milano, spettacolo di grande impatto emotivo. E l’Orchestra del Teatro alla Scala. Infine: a conclusione della serata, Bonolis ha fatto l’elogio dell’evento. E il pensiero correva a Rudy Pecorari, l’Excuse manager dell’Expò, parodia di Ubaldo Pantani…

Qui la diretta della serata.



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