Le tre rose di Eva 3 recensione finale


Riflessioni sul finale di stagione della serie andata in onda su Canale 5


Quattordici lunghe puntate all’insegna di intrighi, misteri, morti, sangue, omicidi, bugie. Quattordici puntate nel corso delle quali è stato difficile individuare i confini tra il bene e il male, l’illecito e il lecito. Una lunga stagione dominata da passioni nascoste, rancori, odi. Il tutto in atmosfere torbide, mai trasparenti.

 La terza stagione de Le tre rose di Eva era iniziata all’insegna di una ritrovata serenità. Sembrava che, finalmente, i telespettatori potessero assistere al ritrovato amore tra i due protagonisti, Alessandro (Roberto Farnesi) e Aurora (Anna Safroncik).

L’idillio è durato solo otto puntate. Alla nona, improvvisa, inaspettata, arriva la morte di Aurora, colpita a tradimento alle spalle. Le successive puntate, sempre tra dissimulazioni, segreti, tornaconti personali, hanno avuto come obiettivo la scoperta dell’assassino della protagonista. Il sipario cala su un finale di stagione naturalmente aperto, ma nello stesso tempo “chiuso”: Alessandro decide di continuare a vivere per amore della figlia Eva e nel nome di Aurora.

Una retorica sfacciatamente mielosa ha caratterizzato le ultime scene. Abbracci e baci dopo tanti odi e rancori sono apparsi stridere con l’apparato della serie che ha miscelato tutti i generi possibili e immaginabile: dal gotico, al thriller, al feuilleton. In un turbinio di sentimenti contrastanti, di atteggiamenti diffidenti, di morti violente, la terza stagione ha mostrato una rappresentazione dei rapporti interpersonali molto discutibile anche all’interno dello stesso nucleo familiare: basti pensare al rapporto tra i due fratelli Edoardo e Alessandro, solo per fare un esempio.

La vicenda, fin dalle prime immagini, si è svolta in un clima di ambiguità che ha coinvolto tutti, nessuno escluso. Nel corso delle stagioni, ma anche delle stesse puntate, i comportamenti dei personaggi non hanno mai mostrato stabilità. E spesso la sceneggiatura si è come attorcigliata su se stessa: in alcune situazioni, è stato difficile cercare una via d’uscita.

Alla presentazione della terza stagione gli autori avevano anticipato che l’amore sarebbe stato il fulcro del racconto. Ma non avevano rivelato che si sarebbe trattato anche di “amori malati” che hanno dominato in tutte le puntate e spinto anche all’omicidio.

Unico modo per riportare la storia su binari di una apparente credibilità era puntate sull’amore tra Alessandro e Aurora. Anche qui, come in un feuilleton, ecco arrivare dall’aldilà, l’immagine sorridente di Aurora che quasi benedice il suo uomo e sembra dargli il consenso di ricominciare a vivere. Come infatti accade. Ma per rendere ancor più struggente la scena madre conclusiva, Alessandro annuncia che tutto sarà fatto “come voleva Aurora”.

La speranza, adesso, sarebbe che le menti imprevedibili e diaboliche degli autori possano riposare in pace per un lungo periodo. Ma già sappiamo che la quarta stagione è in agguato.



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