E lasciatemi divertire, la recensione


Riflessioni sulla nuova trasmissione di Rai 3 con Paolo Poli e Pino Strabioli


Legge Boccaccio, recita Palazzeschi, commenta i suoi spettacoli, evoca episodi che lo riguardano, svela curiosità sui principali personaggi del mondo della cultura. Dinanzi ai telespettatori scorre, cone in una pellicola cinematografica, la storia del grande teatro e del migliore spettacolo italiano. Tutto grazie ad un solo uomo in studio che con ironia e garbo riesce a rendere accessibile nozioni e testi altrimenti relegati negli anfratti delle tv tematiche. Questo signore, perfetta quintessenza del gentiluomo d’altri tempi, con il suo paipillon e il sorriso moderatamente ironico è Paolo Poli.

 Il programma nel quale lo abbiamo rivisto ha per titolo E lasciatemi divertire. L’appuntamento d’esordio è andato in onda su Rai 3 sabato 20 giugno alle 20,15. Pino Strabioli, al quale va il merito di aver riportato Poli in tv dopo quarant0anni, ha accompagnato l’artista nel viaggio attraverso i sette vizi capitali che sono alla base del programma. Se ne analizza uno a settimana in un’ottica molto particolare che spazia dall’antico passato letterario allo spettacolo dei nostri giorni. La prima puntata è stata dedicata alla lussuria.

Paolo Poli ha riempito con la sua leggerezza i 50 minuti di trasmissione: una leggerezza che spazia da Dante a Boccaccio, da Verlaine e Rimbaud, da Maupassant a Flaubert. Poli corre veloce da un’epoca all’altra alla ricerca della lussuria contenuta nei libri dei maggiori scrittori, negli spettacoli teatrali, nelle principali pellicole cinematografiche, nei dipinti dei grandi pittori. La lussuria è raccontata con forbita eleganza, con un bagaglio culturale mai noioso ma denso di leggera ironia e di contenuti.

Esemplare la teatralità e l’espressività con cui Poli legge la novella del Boccaccio Masetto da Lamporecchio: quasi svolazzando tra le pagine, narra la storia del bel giovane che si finse muto per penetrare nel convento di otto giovane “monachelle” che non avevano mai visto un uomo. Poi racconta la sua amicizia con Anna Magnani mentre sullo schermo scorrono alcune immagini della pellicola cult Bellissima.

Per ogni episodio Paolo Poli ha un’emozione da ricordare e da comunicare ai telespettatori. E’ lui stesso, dall’alto della sua professionalità, a fare autoironia su se stesso, a prendersi garbatamente in giro.

Merito di E lasciatemi divertire è soprattutto la brevità. Alla conclusione, il telespettatore è gratificato di aver assistito ad un programma ben fatto, culturalmente valido, con l’idea precisa di offrire un’alternativa alla ripetitiva e obsoleta tv della cronaca nera, della spettacolarizzazione, del trash.

Pino Strabioli che stimola il suo prestigioso ospite, mostra in maniera fin troppo evidente, il privilegio di accompagnare i telespettatori in un viaggio lungo otto settimane nell’anima e nello spettacolo di Paolo Poli.



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