Terra ribelle: Rodrigo novello Garko


recensione della fiction televisiva Terra ribelle


E’ arrivato un altro “bellissimo” su Rai1. E’ Rodrigo Guirao Diaz, protagonista di Terra ribelle, il nuovo mondo, feuilleton in onda da domenica in prima serata. Il giovane attore (si fa per dire) aveva già sbancato gli ascolti nella prima serie della fiction, naturalmente per la sua avvenenza fisica. Raifiction, in seguito, lo aveva utilizzato addirittura per interpretare Fabrizio Del Dongo, protagonista de La Certosa di Parma, miniserie trasmessa lo scorso marzo. E, prima ancora era stato protagonista anche di Violetta, due puntate dirette da Antonio Frazzi.

Insomma, una carriera veloce da attore che cattura pubblico femminile per il fisico statuario. Una sorta di novello Gabriel Garko di importazione di cui non avevamo bisogno: è già troppo affollato di cattiva recitazione il panorama della fiction nostrana. Il forzuto e inespressivo Rodrigo è arrivato dall’Argentina,  vera “terra ribelle” che, dopo Belen Rodriguez, ci ha spedito questo show boy da mantenere, ribellandosi alle pretese di ambedue che noi invece sopportiamo.

Così eccolo Rodrigo dare il meglio di sè nelle scene passionali che hanno contribuito a far impennare l’audience della prima serie, andata in onda dal 17 ottobre 2010. Già allora ci furono polemiche per l’evidenza esplicita di molte immagini in orari accessibili al pubblico più giovane. Ed ecco che il copione si ripete: nelle primissime immagini Andrea-Rodrigo arriva in camera da letto e sussurra alla moglie sposata da nove anni: ho voglia di te! evocando atmosfere alla Federico Moccia. Intanto la telecamera si posa sul suo torace nudo.

Però Andrea, il buttero divenuto principe nella scorsa serie,  che è già difficile sopportare nella parte del marito, nel ruolo del padre  affettuoso davvero non è credibile. La storia procede per schemi precostituiti e scontati. Il primo schema scontato è quello che ha scardinato ogni happy end nella fiction di casa nostra: niente più e vissero felici e contenti, con chiusura del sipario sulla love story. Ma inizio di nuove sofferenze con incrinature del rapporto sentimentale. E’ quanto avvenuto nel sequel di Terra ribelle tra Elena e Andrea con l’aggravante che la giovane sposa frequenta ambienti troppo aristocratici per l’ex buttero ed ha anche pretese da donna in carriera.

Scontata è anche la progressione degli eventi nella sceneggiatura: fin dall’inizio è evidente il rapimento di Giulia, la figlia di nove anni di Elena (interpretata da Anna Favella) e Andrea, evento che apre la strada a tutti i futuri intrighi e alle vicissitudini della coppia. Naturalmente  i responsabili del rapimento sono subito individuati, Jacopo, il fratello di Andrea e Luisa la sorella di Elena. Ma per scoprirli e recuperare la piccola ci vorranno tutte le puntate della serie. E una serie di espedienti malamente copiati da Il conte di Montecristo.

Il livello di recitazione è men che mediocre, ma le pretese della fiction sono elevate. C’è un unico attore degno di quel nome, e che si sforza, da solo, di riscattare la banalità del feuilleton: si tratta di Lando Buzzanca. Interpreta il generale Alfredo Malagridas che vive in Argentina e ha un’idea fissa: creare una nazione con a capo lui come imperatore. Un personaggio dalle varie sfaccettature che avrà un ruolo importante nella vita della piccola Giulia. Unico interprete che val la pena di sentir recitare. Tutto il resto è noia, pura noia….



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