Boez – andiamo via: dal 2 settembre su Rai 3


La serie documentario rappresenta una alternativa per la rieducazione dei ragazzi difficili attraverso l'esperienza del cammino a piedi.


Dal prossimo 2 settembre Rai 3 trasmette un esperimento totalmente nuovo per la tv italiana.

La rete diretta da Stefano Coletta propone il documentario a puntate dal titolo Boez – andiamo via. Si tratta in particolare di una docu serie in dieci puntate ognuna di 30 minuti. Vanno in onda dal lunedì al venerdì, dal 2 al 13 settembre, alle 20:20 su Rai 3 in prima visione.

Si tratta di una serie documentaria che racconta il viaggio a piedi di sei ragazzi condannati per vari reati e in regime di detenzione sia interna al carcere, sia esterna, ovvero agli arresti domiciliari. Per fare scontare la pena ai sei giovani viene utilizzato un metodo all’avanguardia, già sperimentato in altri paesi.

Si tratta di un viaggio-pellegrinaggio di oltre 900 km che parte da Roma ed arriva a Santa Maria di Leuca in Puglia. Il tragitto è quello pugliese della via Francigena. Inoltre questo metodo sperimenta il cammino a piedi come un mezzo di recupero per i carcerati, ovviamente giovani. È una pena alternativa che ha fatto diminuire di molto le percentuali di recidiva.

In questo senso Boez – andiamo via è un progetto televisivo nuovo, un esperimento rivoluzionario che si è sempre rivelato di grande impatto sociale. Il programma, tutto registrato ha messo in atto un nuovo dispositivo di conoscenza tra i partecipanti. Il programma sperimentale in Italia è stato realizzato dalla Rai con il Ministero di Giustizia che ha creato i presupposti necessari per l’attuazione del progetto.

Il fine dunque è rieducare i ragazzi difficili attraverso l’esperienza terapeutica e formativa del cammino a piedi. Durante il percorso infatti i giovani detenuti hanno modo di instaurare rapporti di amicizia e di confidenza tra di loro scambiandosi esperienze e verificando la possibilità di non cadere più nei misfatti del passato.

Insomma l’obiettivo è di poter inserire un tale strumento di riscatto della pena all’interno del sistema penitenziario italiano.

Ecco alcuni particolari di quanto accade

Innanzitutto il gruppo di condannati è dotato di scarponi ai piedi e zaino in spalla. Con questo abbigliamento parte da Roma, in particolare dal Colosseo, e a piedi deve arrivare a Santa Maria di Leuca, punta estrema dello stivale. In tutto sono 56 giorni di marcia che richiedono un notevole impegno fisico, regole da seguire, nuove modalità di relazione, incontri, riflessioni sul passato di ognuno dei componenti e sui reati di cui si sono resi colpevoli.

Naturalmente ci sono giorni di intensa riflessione sul passato e sull’aver infranto la legge. In questo modo, in solitudine e senza nessuno dei propri cari, i ragazzi cercano il riscatto dalla propria colpa. Elaborano in maniera positiva il futuro che li aspetta sulla base dei ricordi e delle emozioni del passato.

Nel corso dei 56 giorni di marcia sono assistiti da una educatrice con esperienze di gruppo e da una guida esperta che consiglia qual è il percorso da prendere a piedi e cerca anche di far emergere da ognuno dei ragazzi sogni, desideri ed aspirazioni. Un bagaglio di emozioni soffocato da un destino crudele e dalle circostanze della vita che li hanno portati a delinquere.

Boez – andiamo via | i partecipanti

Omar Ben Oaun, Aoun Maria Cristea, Francesco Dinoi, Alessandro Paglialonga, Matteo Santoro, Francesco Tafuno. L’educatrice della comunità è Ilaria D’Apollonio. La guida escursionistica è Marco Saverio Loperfido.

La regia è di Roberta Cortella e Mario Leopardi.



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