In punta di piedi, la recensione


In punta di piedi, la recensione. Appunti e riflessioni sul film TV andato in onda su Rai 1 e ispirato ad una storia vera. Nel cast Bianca Guaccero, Cristiana Dell'Anna, Marco Palvetti e la giovane Giorgia Agata. La produzione è della Casanova Multimedia di Luca Barbareschi.


Il messaggio insito nel tv movie “In punta di piedi” andato in onda lunedì 5 febbraio su Rai 1, è un invito a combattere contro ogni forma di criminalità organizzata. Nel caso in esame la criminalità è rappresentata dalla camorra che spadroneggia a Secondigliano (hinterland napoletano) e fa affari soprattutto nel business della droga.

 

Sembrerebbero apparentemente le tematiche di “Gomorra – la serie“. Invece ne siamo distanti anni luce. Sottolineiamo che, con tutti i limiti di una sceneggiatura abbastanza prevedibile e una realizzazione notevolmente artigianale, nel film tv, protagonista è il coraggio di opporsi a vessazioni in nome della libertà e della legalità.

La vicenda, ispirata ad una storia vera, racconta di Angela (Giorgia Agata), figlia undicenne di un boss della camorra che sogna di diventare ballerina classica. Essere nata in una famiglia di camorristi le rende molto difficile anche continuare a danzare. Grazie al coraggio della madre Nunzia (Cristiana Dell’Anna) e dell’insegnante di ballo Lorenza (Bianca Guaccero), la ragazzina riuscirà addirittura a ballare alla Scala di Milano e a diventare una étoile.

La positività del tv movie è nella ribellione della madre Nunzia che denuncia il marito e i suoi complici, li fa arrestare per salvare la figlia e assicurarle un futuro dignitoso. Una iniezione di speranza dopo la messa in onda di “Gomorra – la serie” dove la criminalità mostra soltanto il lato più feroce. Mentre i camorristi di Sky lottano soltanto contro clan avversi, senza alcuna presenza della legalità, qui c’è un messaggio rivolto soprattutto ai giovani attraverso la piccola Angela.

NeI tv movie i vicoli di Napoli appaiono sullo sfondo ma immersi in una atmosfera cupa e malinconica, contraltare alla luce che, prima flebilmente, poi sempre più nitida, si fa strada alla fine del tunnel della violenza.

In punta di piedi” è basato su una sceneggiatura abbastanza scolastica. Infatti gli eventi si susseguono uno dopo l’altro in maniera prevedibile. Gli sceneggiatori inoltre si soffermano soprattutto sulla prima parte della vicenda con il padre di Nunzia, Vincenzo (Marco Palvetti), impegnato a tradire il suo clan ed entrare nelle fila di quello avversario. Questa parte della storia viene raccontata troppo lentamente, mentre verso la fine la storia corre quasi verso il finale positivo.

Anche le musiche sono apparse troppo tetre a sottolineare la drammaticità degli eventi in corso.

Nel ruolo di Nunzia c’è Cristiana Dell’Anna che sembra essersi votata a interpretazioni sulla delinquenza organizzata. Dopo averla vista in “Gomorra – la serie“, è apparsa in “Rocco Chinnici – è così lieve il tuo bacio sulla fronte” nel ruolo della figlia del magistrato. E adesso la ritroviamo in una donna coraggio. Come se queste ultime interpretazioni volessero riscattare la ferocia del personaggio di Patrizia nella fiction di Sky. Discreta la sua recitazione, sufficiente il suo inserimento nel contesto totale della storia.

Stesso discorso per Marco Palvetti che si cala credibilmente nella parte di un camorrista legato visceralmente alla moglie e soprattutto alla figlia.

Discorso a parte merita l’interpretazione della piccola Angela. La giovanissima attrice si è calata verosimilmente nel ruolo di una ballerina essendo lei stessa una studentessa di danza classica. Qualche sbavatura nella recitazione si trova in alcuni momenti, soprattutto i più drammatici nei quali la bimba faceva uno sforzo maggiore per rendersi credibile.

Da attrice consumata la Guaccero ha proposto una docente credibile e votata alla causa di Angela. Anche lei si è inserita nel contesto generale: ne scaturisce una recitazione corale che, pur con qualche limite, riesce ad arrivare all’immaginario dei telespettatori.



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