Alberto Sironi, vi spiego il successo di Montalbano, Don Matteo, Coliandro e Il Segreto


Intervista al regista che ha diretto tutte le serie sul Commissario Montalbano e che parla dello stato della fiction in Italia

 Regista storico della serie nota in tutto il mondo Il Commissario Montalbano trasmessa da Rai1, Alberto Sironi firma anche le prossime due puntate in onda il 22 e il 29 febbraio, con protagonista il noto commissario di Vigata. Abbiamo incontrato Alberto Sironi che ha diretto, oltre Montalbano molte altre fiction tra cui Salvo D’Acquisto e il Pinocchio interpretato da Bob Hoskins. Il regista ha parlato a tutto campo dello stato della fiction in Italia.

Qual è a suo parere il genere di fiction più gettonato nel nostro paese?

La nostra fiction è stata fortemente influenzata dalla lunga serialità americana. Ciononostante il telefilm, ovvero il tv-movie, è meno diffuso nel nostro paese. E’ un tipo di struttura narrativa che incatena di meno il pubblico e ne suscita in maniera minore la curiosità. {module Pubblicità dentro articolo}Les revenants mariee

Dunque il romanzo televisivo dovrebbe essere soltanto seriale? 

Le serie lunghe come Downton Abbey o Les Revenant rappresentano prodotti di grande spessore che affondano le radici nel romanzo dell’Ottocento, quei romanzi che apparivano, a puntate, sui giornali e sui settimanali. Due scrittori rappresentativi di questa tendenza furono Victor Hugo e Eugène Sue.{module Pubblicità dentro articolo}

Pensa che gli italiani siano in ritardo rispetto alla fiction straniera?

Di prodotti lunghi abbiamo visto soltanto Gomorra e La banda della Magliana rappresentata in Romanzo Criminale: tutto il resto è ancorato a miniserie che sul mercato non sono facilmente vendibili.

Perché allora si continuano a produrre miniserie? 

É un problema che non ha una facile soluzione, bisognerebbe prevedere prodotti adatti ad un mercato internazionale. Penso ad esempio alla serie ZeroZeroZero di Roberto Saviano che è prodotta in lingua inglese. Un modo di girare che dovrebbe essere usato anche in Italia. Speriamo che la riforma Rai possa fare qualcosa in questo settore, limitare il numero di miniserie e dare maggiore impulso alle serie di qualità.

Crede sia questo il motivo per cui Il commissario Montalbano è uno dei prodotti più venduti nel mondo?

Sicuramente sì. Il commissario Montalbano è un prodotto che funziona indipendentemente da tutte le logiche che regolano la produzione e i diritti.

Qual è la sua opinione sul proliferare delle serie spagnole in Italia e sul loro successo?

Probabilmente il pubblico si abitua a vedere prodotti di non alta qualità nei quali, però, trova situazioni familiari e consolidate in epoche lontane. Mi riferisco, solo per citare un esempio, ai grandi cortili delle vecchie case. Qui le donne si riunivano per chiacchierare e fare pettegolezzi sui vicini di casa. Con questo voglio dire che il dialogo delle soap opera è più tradizionale rispetto a quello moderno e lo si può trovare ancora oggi nelle botteghe di quartiere. Sotto questo aspetto la soap opera conserva un certo fascino perciò piace ad un pubblico medio.

don mattewHa visto Don Matteo, che ne pensa?

Nonostante le 10 edizioni Don Matteo raccoglie ancora ascolti stratosferici perché è un racconto popolare, consolante e consolatorio. Mutua molti aspetti dalla tradizione popolare soprattutto dal mondo di Guareschi. Ma gli autori sono stati bravi ad adeguarlo alle mode attuali infilandovi dentro anche Guest Star.{module Pubblicità dentro articolo}

E sull’ispettore Coliandro qual è la sua opinione?

Non mi dispiace, viene rappresentato il tentativo di raccontare storie poliziesche in una maniera più spregiudicata ma efficace.

Qual è la serie che più l’ha colpita recentemente?

Mi sono interessato a “Non uccidere” in onda su Rai 3 con protagonista Miriam Leone. Un genere che credo potrebbe essere maggiormente sfruttato. Gli investimenti sono bassi e c’è il tentativo di mettere alla prova attori nuovi e di avvicinarsi al racconto popolare ma in maniera più elegante.

Ha visto 1992?

Sì, credo sia una serie contraddittoria: l’idea di base era buona, fare cioè una fiction che raccontasse nostro passato prossimo. Ma l’errore è stato di mettere insieme personaggi veri e personaggi inventati. Ad esempio Saviano in Gomorra ha utilizzato personaggi veri ai quali si è ispirato inventando i Savastano. Così ha costruito una storia che è una sorta di Padrino italiano, all’insegna di mafia, camorra e ndrangheta.

alberto sironi regista montalbanoUn attore con il quale vorrebbe ancora lavorare?

Tutti i vecchi attori di teatro, persone che si sono formate ed hanno una professionalità di grande spessore.

Una fiction che le piacerebbe dirigere?

Mi piacerebbe raccontare storie del nostro passato popolare partendo da personaggi semplici. Vorrei realizzare “il romanzo di una nazione” partendo ad esempio dal dopoguerra e arrivando fino ad oggi. {module Pubblicità dentro articolo}

Che tipo di letture preferisce?

Adoro Georges Simenon e negli ultimi tempi mi sono appassionato ai libri di storia.



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