Quinta colonna sui pensionati in Portogallo, Casa Capuozzo sui migranti


Tutti gli ospiti e di argomenti di cui si occupa Del Debbio e il tema trattato da Toni Capuozzo.


  Questa sera, lunedì 15 maggio, alle ore 21.15, su Retequattro, nuova serata dedicata all’informazione. Appuntamento con Quinta Colonna in prima serata e con Casa Capuozzo in seconda.

Il talk di Paolo Del Debbio si occupa di pensioni: dai vitalizi per i politici, ai pensionati che decidono di andare a vivere in Portogallo alla ricerca di una migliore qualità della vita. Nel corso della serata, il racconto in diretta di connazionali trasferitisi a Vila Real de Santo Antonio, una cittadina dell’Algarve al confine con la Spagna.

La trasmissione a cura di Raffaella Regoli mantiene i riflettori accesi sulle polemiche legate al tema dell’immigrazione: il traffico di migranti rappresenta davvero un affare per qualcuno?

Con Del Debbio, politici, giornalisti e persone comuni. Gli inviati si collegano dalle piazze di Prato e Acitrezza (CT). Infine, Gene Gnocchi ironizza su protagonisti e argomenti del programma.

 

“Casa Capuozzo”, il viaggio-inchiesta in quattro puntate nel mondo delle migrazioni di «Terra!» si conclude questa sera, lunedì 15 maggio, in seconda serata, su Retequattro.

Il percorso di Toni Capuozzo e del suo operatore di fiducia Salvo La Barbera parte dalla parola integrazione. Un vocabolo affascinante, che evoca la possibilità di trovare una lingua comune tra uomini diversi, con tradizioni culturali diverse, lingue diverse e tuttavia capaci di riconoscersi in una tavola dei valori comune. Quelli espressi dalla nostra Costituzione ad esempio. Compito arduo. Per qualcuno impossibile.

Questo dilemma si esplicita in un viaggio dal Nord al Sud, dai comuni del Friuli alla comunità islamica di Mazara del Vallo, in Sicilia. Ne emerge «un quadro contradditorio, espressione della cecità politica, dell’impegno dei sindaci in prima linea, della inadeguatezza delle strutture pubbliche».

Capuozzo tocca con mano «i limiti di una integrazione che, di fatto, non esiste se non per volontà delle realtà locali». Scorrono le immagini dei piccoli comuni, dei loro abitanti, degli immigrati. Le voci dei sindaci, impegnati a gestire il problema. Si alternano a queste, le dichiarazioni degli imam, depositari di un credo forte, severo, difficilmente conciliabile con i valori di una società liberaldemocratica. Qualcuno ci prova, qualcun altro, già espulso dall’Italia «predicava in moschea la bellezza del suicidio terroristico…».



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