Chi l’ha visto? discutibile intervista al padre dell’assassino di Noemi


Linguaggio scorretto e pieno di insulti: così Ciro Marzo, padre dell'assassino di Noemi, ha parlato della ragazzina in un servizio andato in onda.

E’ accaduto nella puntata di Chi l’ha visto? ed si è ripetuto nella striscia quotidiana andata in onda alle 11,30 dedicata agli aggiornamenti sui principali casi di cronaca. Tra gli argomenti del programma in prima serata e dello spin off mattutino, si parlava di Noemi Durini la sedicenne uccisa a Specchia (provincia di Lecce) dal fidanzato Lucio, di soli 17 anni.

E’ stato mostrato un servizio nel quale una delle inviate del programma intervistava, nella giornata  del 13 settembre, i genitori del diciassettenne che ha ucciso Noemi. Apparentemente i due non conoscevano ancora la drammatica realtà che ha trasformato il figlio in un assassino, anche se, già da ieri, si sapeva che anche il padre, Ciro Marzo, era indagato per aver aiutato il figlio.

A colpire è stata la valanga di insulti che l’uomo ha riversato sulla ragazzina. L’ha dipinta nel peggior modo possibile, accusandola di essere molto più “esperta” della sua età e di aver soggiogato il figlio che era stato già sottoposto già a trattamenti sanitari obbligatori.

Male educata, rissosa, violenta e poco di buono sono soltanto alcuni degli epiteti riservati alla ragazzina. Tutto questo con la complicità della giornalista che non ha interrotto il fiume in piena di insulti neppure per invitare il suo interlocutore a moderare i termini ed il linguaggio. Alla fine, telefonino alla mano, ha comunicato ai due genitori che “Noemi è stata trovata”. Ad un grido di esultanza dell’uomo, la giornalista ha soggiunto: “l’hanno trovata morta”. E qui, dopo un grido dei due, si è interrotto il servizio.

Tutto questo non avrebbe mai dovuto andare in onda per rispetto della morte di una adolescente la cui madre, tra l’altro, aveva già denunciato il fidanzato del figlio lo scorso luglio per violenze. Aveva anche fatto vedere una foto della figlia in cui erano evidenti i segni di percosse. Non è accaduto niente, secondo il solito ignobile corso italiano della giustizia, in questi casi.

Chi l’ha visto? ha abdicato alla sua missione di informare correttamente nel rispetto dei telespettatori, ma soprattutto delle persone di cui si parla. Un’intervista che mai avrebbe dovuto andare in onda soprattutto perché questa mattina, alle 11,30 la notizia dell’omicidio di Noemi era già nota da almeno 24 ore.

Il programma ha consentito che si gettasse fango su una adolescente che sulla sua pagina Facebook aveva lasciato un ultimo accorato messaggio “non è amore se ti fa male”.Una frase che suona ora come un vero testamento spirituale di cui, naturalmente, la redazione di Chi l’ha visto? era a conoscenza.

Dispiace constatare che un programma così accreditato presso il pubblico,abbia rincorso l’audience con mezzi brutali, discutibili, poco corretti.



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