Non è L’Arena: Giletti ai blocchi di partenza tra lacrime e sangue


La presentazione del nuovo programma di Massimo Giletti e le dichiarazioni del giornalista e conduttore


Probabilmente tra i suoi amici non ci sarà più il dg Mario Orfeo, visto che dopo una militanza più che ventennale Massimo Giletti ha lasciato la Rai. Tuttavia l’ex gladiatore dell’Arena comincia l’avventura a La7 portato in braccio verso la supersfida contro Fabio Fazio niente poco di meno che da due colossi degli ascolti tv: Maria De Filippi – che sabato lo ospita a Tù si que vales – e Fiorello che gli fa un regalo facendo un’apparizione domenica sera per salutare e augurare buona fortuna al nuovo programma dal titolo, che già la dice lunga, Non è l’Arena. In verità Fiorello ha salutato anche Fazio alla sua prima uscita. Lo showman evidentemente è già in par condicio.

Ma Giletti non ha ancora superato il trauma della chiusura dell’Arena. Lo fa visibilmente vedere anche durante la conferenza stampa. Si commuove al ricordo di come abbia salutato la sua squadra dopo aver saputo dello stop al programma. Si commuove e tra le lacrime confessa: “Scusate, evidentemente non è passata ancora. Umanamente è stato dolorosissimo. Io non sono più lo stesso. Quello che ho vissuto mi ha marchiato. Devo dire grazie ai miei ragazzi. Quando sono uscito dal colloquio con Orfeo ho detto loro: dovete cercarvi un posto di lavoro. E loro mi hanno detto: noi stiamo con te”.

La Rai rimarrà sempre nel mio cuore – confessa – ma ho sbattuto la porta in faccia nei confronti di chi non capisce che uno come me e come la Gabanelli hanno dignità. È innaturale chiudere un programma di 35 puntate con 4milioni di telespettatori che lo guardano. Essendo una tv pubblica, si deve dare una risposta vera a chi paga il canone. L’idea era di distruggere la mia squadra di lavoro. Mi offrivano il varietà, 12 serate invece che 35 puntate. Così lo distruggi un gruppo di lavoro. Chi sta al potere non può “comprare” le persone. Il dg può fare quello che vuole, ma deve spiegare i motivi della sua decisione. Io sono cresciuto in una Rai pluralista dell’informazione e quando ti eliminano perché dai fastidio è una medaglia appuntata sul petto. Non mi sento un martire. Il vero discorso da fare sulla Rai è la normalizzazione dell’informazione”.

Giletti è un fiume in piena, ma anche abile a dribblare le provocazioni e le polemiche. “Non penso sia colpa di Fazio se l’Arena sia stata chiusa. Non penso che Fazio abbia potuto chiedere la mia rimozione perché disturbavo. Non lo penso. E comunque, ad ora, forse era meglio avermi alle 14. Ma è folle pensare che Fazio abbia chiesto la mia testa”.

Sulla Domenica In delle Parodi se la cava con una frase che però la dice tutta: “Gli ascolti si commentano da soli. Il problema non sono le Parodi, ma scegliere di fare al posto dell’informazione di Giletti le polpette. Questo è il punto. È triste vedere cucinare frittelle, al posto di chi stanava problemi forti”.

Domenica sera si parte. Alle 20:30, come fa Fazio su Raiuno. Il Faccia a faccia di Giovanni Minoli trasloca alle14 contro Lucia Annunziata. Al suo battesimo su La7, oltre al regalo a sorpresa di Fiorello, ci sarà Lavitola e si parlerà dell’arresto di Tulliani, il cognato di Fini, scaturito proprio dalla presenza di un giornalista (Daniele Bonistalli) di Non è l’Arena. “Se punto a far saltare Fazio? – chiude Giletti – lui ha 4 anni di contratto milionario, io no. Secondo me domenica sera avrà ospite pure il Papa…”.



0 Replies to “Non è L’Arena: Giletti ai blocchi di partenza tra lacrime e sangue”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*