Il Collegio 2: il Prof. Andrea Maggi anticipa le nuove dinamiche del docu-reality


Il docente punta i riflettori sui giovani di ieri e su quelli di oggi tracciando un profilo di come siano cambiate le tecniche di insegnamento e di educazione.


Rai 2 propone questa sera la seconda edizione del docu-reality “Il Collegio ambientato in un istituto in cui sono osservate le stesse regole educative del 1961. 18 teenager saranno trasportati indietro nel tempo di 56 anni e dovranno studiare per conseguire la licenza media così come avveniva nel 1961. A spiegarci tutte le regole della seconda edizione è Andrea Maggi docente di italiano e latino della classe che, da questa sera 26 settembre, ogni martedì alle 21:20, dovrà mostrare ai giovani studenti le regole ferree di una scuola di altri tempi.

Abbiamo incontrato il professore Antonio Maggi.

Lei era già è presente della prima edizione?

Sì, io e il Professor Fabio Caccioppoli di educazione fisica siamo stati confermati e saremo insieme agli altri colleghi per valutare e giudicare in maniera severissima i 18 studenti, nove ragazzi e nove ragazze.

Come sono stati selezionati i professori e gli allievi?

Innanzitutto il corpo docente è formato da professori di età compresa tra i 40 e i 50 anni. Sia i professori che gli allievi hanno mandato la propria candidatura alla casa di produzione Magnolia che realizza il docu-reality. Io sono stato l’unico a ricevere invece una mail in cui mi si chiedeva la disponibilità a partecipare ad un programma tv. Pensavo fosse uno scherzo invece ho sostenuto il classico provino. Sono stato selezionato dopo essere stato messo alla prova con un’allieva particolarmente ribelle e problematica.

Qual è la sua scuola di provenienza?

Io insegno alla scuola media di Sacile in provincia di Pordenone. I miei allievi sono leggermente più giovani di quelli che invece avrò nel docu-reality. Insieme a loro ho discusso molto, e proficuamente, delle realtà presentate dal docureality di Rai2.

Che impatto può avere un programma come “Il Collegio” sugli studenti di oggi?

Intanto si vuole dimostrare ai cosiddetti millennials come era diverso studiare solo 50 anni fa. Per molti è stato uno shock privarsi dello smartphone che oramai è diventato una parte essenziale della loro vita. É come impedire ad un giovane di 100 anni fa di fare a meno della propria bicicletta. Noi però qualche risultato lo abbiamo ottenuto.

Quali?

Ad esempio siamo riusciti a far capire ai ragazzi che l’amicizia non è solo quella virtuale di Facebook, ma è qualcosa di molto più profondo e coinvolge i sentimenti e gli aspetti personali.

Quali sono gli aspetti del reality che l’hanno colpita maggiormente?

In particolare la reazione dei ragazzi dinanzi ad esercizi di calligrafia e di poesie da imparare a memoria nel minor tempo possibile. Abbiamo dato delle regole molto severe dinanzi alle quali le reazioni dei giovani sono state le più differenti e controverse.

Significa che ci sono state delle ribellioni?

Certamente, ce ne sono sempre. Le abbiamo viste anche nell’edizione scorsa. Quanto più c’è rigidità tanto più ci sono reazioni importanti. Però alla fine i docenti sono riusciti a far rientrare tutto nell’ordine imposto dalla scuola.

Ci sono storie che l’hanno particolarmente colpita?

Ogni ragazzo è portatore di un percorso e di una storia di vita personale. Tutte hanno suscitato emozioni che sicuramente trasmetteranno ai telespettatori. Nella classe ci sono ragazzi di estrazione sociale differente, c’è il ragazzo africano adottato, quello con problemi familiari e altri con un vissuto molto duro con cui fare i conti.

Si è mai chiesto per quale motivo i giovani di oggi sono così insofferenti alle regole?

Una volta i genitori erano i migliori alleati dei professori e insieme cercavano di stimolare l’interesse degli studenti per la cultura. Oggi invece i genitori sono alleati dei figli e li difendono troppo con i professori.

Perché tutto questo?

I genitori di oggi non vogliono assumersi le loro responsabilità. La verità è che non hanno mai detto un no ai propri figli che sono così abituati ad avere tutto e subito. Quando vengono messi dinanzi ad un no scoppia qualcosa nella loro mente e le reazioni sono spesso anche sconvolgenti. Pensi ad un ragazzino di 16 anni che si sente rifiutato dalla fidanzatina. Casi del genere vengono raccontati purtroppo ogni giorno e spesso con conseguenze drammatiche. Ma c’è qualcosa in più.

Di che si tratta?

Gli psicologi moderni hanno coniato per gli adulti di oggi che non vogliono crescere il termine “adultescenza”. Bisognerebbe riflettere molto su tutto questo.

Infine: qual è stata la trasgressione più frequente degli studenti?

Il poco rispetto degli orari. I ragazzi di oggi hanno dei ritmi biologici a cui non vogliono in alcun modo rinunciare.



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