Mara Maionchi: positivo il mio bilancio di XFactor


Parla la "cacciatrice di talenti" di Xtra Factor


La sua vita professionale è riassumibile in una sola parola: musica. La sua personalità è sintetizzabile con l’aggettivo dirompente. Come le acque di un fiume in piena. Mara Maionchi, cacciatrice di talenti musicali che non canta nemmeno sotto la doccia “perché sono davvero una frana”, ha appena concluso la sua esperienza nei panni della commentatrice di Xtra Factor, lo spazio-opinione di X Factor, il talent show di Sky, dove è tornata dopo una parentesi alla corte di Maria De Filippi e dei suoi “Amici”, e traccia un bilancio di questa nuova esperienza. Che si è conclusa ieri sera, giovedì 3 dicembre. Il prossimo 10 dicembre, infatti, al Mediolanum Forum di Assago, si terrà la finalissima, che decreterà il vincitore di questa nuova edizione.

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Mara, è tornata a far parte del cast di X Factor, ma non più in giuria. Si è divertita di più ad avere il suo spazio-opinione o si è sentita un po’ messa da parte?
In questo nuovo spazio mi sono divertita di più perché non ho avuto nessuna responsabilità; ho detto str…ate, ho potuto criticare, ma non ho avuto il peso, ad esempio, di far sbagliare – sempre in buona fede, naturalmente – il mio artista, di non capire uno dei ragazzi che si presenta alle audizioni, di guidarlo nella formazione… è molto più complicato essere giudice. Qui non ho nemmeno avuto bisogno di prepararmi; andavo là e commentavo quel che vedevo e sentivo. È stata una passeggiata.

Nella giuria, quest’anno, ci sono Elio, Skin, Mika e Fedez. Un aggettivo per ciascuno dei giudici?
Skin è passionale; mi piace perché ha molta passione quando sostiene un suo ragazzo, anche magari sbagliando, come lo difende, lo protegge. Elio è un professore, nel senso che cerca sempre la diversità assoluta. Mi ricordo l’anno che abbiamo fatto X Factor insieme, aveva trovato Nevruz, un pazzo. Elio è un grande combattente; un ingegnere direi. Fedez è bravo, un discografico che è molto di moda e segue la moda, nel senso di attualità; conosce bene ed è capace di far fare ai suoi ragazzi delle cose interessanti. Mika è un uomo molto gentile, è un musicista molto forte. Ha agito su se stesso in maniera determinante e qualche volta, secondo me, valuta tutti in modo molto gentile, anche se qualcuno dentro ha un modo di comunicare cose in modo differente. Lui è certamente un ragazzo musicale, che ha gusto. È uno forte.

E poi c’è Alessio Viola, con lei in Xtra Factor.
Sì, lui è il mio giornalista. L’anno scorso, invece, avevo il badante (Davide Camicioli, giornalista sportivo di Sky, ndr).

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Aurora Ramazzotti con la madre Michelle Hunziker

E di Aurora Ramazzotti che ci dice?
L’ho trovata brava. Mi è piaciuta. È molto spigliata, sciolta, fresca. Quando tutti all’inizio l’hanno criticata preventivamente, ho detto: aspettate almeno di vederla. Io capisco che uno possa dire ‘eh, ma è la figlia di Eros Ramazzotti e di Michelle Hunziker’.. si vabbè, ok. Però poi basta. Chissenefrega, la vedremo all’opera. E all’opera lei se l’è cavata molto bene. E poi dai: se lei aveva delle passioni non può seguirle perché ha genitori famosi? Adesso capisco che essere la figlia del mostro di Lockness possa dare qualche problema, ma in fondo suo padre è un cantante. Io credo che lei abbia delle qualità.

E Cattelan?
Lui è davvero forte. Abbiamo anche fatto uno spot insieme. È un ragazzo molto piacevole, spigliato, sempre pronto, sempre con la battuta pronta, vigile su quello che gli altri dicono per approfittare e fare un commento. È sempre sul pezzo. Ed è sempre molto carino.

A X Factor si cercano nuovi talenti della musica. Nella sua carriera di talenti lei ne ha scoperti molti. Quale è stata la sua più grande vittoria?
Sicuramente Gianna Nannini in cui nessuno credeva, ma che aveva qualcosa da dire nel cervello, nel cuore, nel fegato, nello stomaco. Portarla al successo è stata una grande vittoria per me. E poi naturalmente Tiziano Ferro e Mango, una voce unica e spettacolare e unica. Purtroppo, invece, non ho saputo riconoscere o credere abbastanza in Biagio Antonacci.

Sempre a proposito di talento, Mara Maionchi l’ha trovato, in oltre 40 anni di attività, il suo x-factor?
Ma quale x-factor! Io chiacchiero e al di là delle chiacchiere non so fare un granché… Non credo di avere un gran talento; nel mio caso potrei più che altro definirlo più che altro intuizione. E qualche volta, lo devo ammettere, ho avuto davvero delle belle intuizioni (ride).

La Maionchi a Xtra Factor

La musica ha sempre fatto parte della sua vita. E lei spesso ha preso parte a programmi musicali in qualità di giudice o opinionista. Dato che la parlantina non le manca come neppure l’amore del pubblico, non crede sia giunto il momento di un programma tutto suo?
Ma non so se sarei capace di farlo! Devo ammettere, però, che un po’ per presunzione e un po’ per ambizione non mi dispiacerebbe. Sicuramente sarebbe un programma musicale nel quale vorrei al mio fianco Stefano Bollani, un genio della musica secondo me. Lo stimo tantissimo e sono pazza di lui e gliel’ho detto. Pensa, l’ho incontrato a Roma; lui era in un ristorante e io mi sono fermata appota per dirglielo. È un ottimissimo musicista, un grande strumentista, ma soprattutto ha un modo davvero incredibile, unico, intenso di raccontare la musica, la canzone, la canzone popolare. Lo fa con una grande capacità di conoscenza e di racconto molto piacevole. Ecco, mi farebbe piacere far conoscere agli italiani dei musicisti fantastici come Mesolella, napoletano, chitarrista degli Avion Travel, che suona in maniera veramente mondiale. Oppure come Ginevra Di Marco, straordinaria, canta in maniera divina. La porterei subito a Sanremo, ma non in gara, perché lei fa una canzone popolare, bellissima. E far parlare di musica a 360 gradi, in modo un po’ diverso. Parlando anche di quegli ‘insuccessi’ che poi nemmeno si sa perché lo siano stati. O di quei successi che chissà perché sono diventati tali. Insomma, mi piacerebbe fare qualcosa di diverso. Ma poi non so nemmeno se sarei capace. Tra dire e il fare c’è di mezzo il famoso mare. Non so se farebbe successo una cosa del genere, ma sarebbe finalmente un punto di svolta, che porterebbe a non parlare più di musica colta, seria, ma di musica e basta.



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