Le iene show servizi del 20 novembre


Questa sera domenica 20 novembre in prima serata su Italia 1, va in onda un nuovo appuntamento con “Le Iene Show”. Conducono Nadia Toffa, Andrea Agresti, Paolo Calabresi, Giulio Golia e Matteo Viviani.


 Questa sera domenica 20 novembre in prima serata su Italia 1, va in onda un nuovo appuntamento con “Le Iene Show”. Conducono Nadia Toffa, Andrea Agresti, Paolo Calabresi, Giulio Golia e Matteo Viviani.

Tra i servizi previsti, ve ne segnaliamo alcuni:

Molti degli incidenti stradali che vedono coinvolti i mezzi pesanti sono causati dai colpi di sonno. Quali sono i motivi principali per cui avvengono? Inchiesta di Luigi Pelazza che intervista alcuni camionisti e il titolare di un’azienda di trasporto per capire se vengono rispettati i tempi di guida giornalieri previsti dal regolamento comunitario.

Reportage di Marco Maisano che si reca in Marocco e documenta come alcuni clandestini africani riescano ad arrivare irregolarmente in territorio europeo. A distanza di pochi chilometri da Ceuta, un’enclave spagnola completamente recintata nella quale gli extra comunitari senza regolari documenti (passaporto, visto o permesso di soggiorno) non possono entrare, si trova il porto di Tangeri Med. Da qui, quotidianamente, i migranti cercano di imbarcarsi per giungere in Europa. L’inviato incontra alcuni di questi clandestini, tra i quali ragazzi molto giovani, che gli raccontano come riescano spesso a sfuggire ai controlli. Il metodo più diffuso per lasciare il paese consiste nel nascondersi sotto i camion in partenza per la Spagna.

Bracconaggio: inchiesta di Veronica Ruggeri, che si reca nel casertano e documenta come due uomini, nei campi attigui alla loro abitazione, sarebbero soliti catturare illegalmente specie appartenenti alla fauna selvatica protetta, come gufi, barbagianni e assioli. Per fare ciò utilizzerebbero diversi metodi e stratagemmi, tra cui richiami acustici di finti uccelli, reti, trappole e laghetti artificiali.

In Umbria sono oltre 5mila gli sfollati che, dopo il recente terremoto, sono costretti a vivere in auto, tendopoli o alberghi distanti quasi due ore dalle loro case. A poche decine di chilometri da Norcia, però, esisterebbero oltre 700 prefabbricati in legno, costruiti in seguito al terremoto del 1997 che colpì Umbria e Marche. Nonostante ciò, la Regione ha recentemente aperto un bando per la costruzione di nuove “casette” che potrebbero essere disponibili solo la prossima estate. Alcuni consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno quindi presentato un’interrogazione per chiedere alla Giunta della Regione di riutilizzare a favore degli sfollati parte dei prefabbricati già esistenti, poiché “le strutture, ormai affidate ai Comuni, sono largamente disabitate e si trovano per lo più in buone condizioni grazie all’onerosa manutenzione in carico agli enti locali”. Inoltre, anche se alcune di queste case sono affittate ai turisti, il contratto prevede che in caso di emergenza terremoto debbano essere sgomberate nel giro di poche ore per essere messe a disposizione degli sfollati. Nel primo servizio Roberta Rei si era occupata della vicenda, intervistando anche Catiuscia Marini, Presidente della Regione Umbria e vicecommissario alla ricostruzione post sisma. A distanza di alcuni giorni sarà cambiato qualcosa?

La Iena torna in Umbria, in particolare a Foligno, dove si trova il maggior numero di casette di legno. Qui l’inviata incontra il sindaco Nando Mismetti per chiedergli, tra le altre cose, che uno degli oltre 300 prefabbricati a disposizione del comune venga dato come sistemazione a un giovane che, come tanti altri sfollati, dopo il sisma ha continuato a dormire in macchina con la sua famiglia.

Per motivi di par condicio il servizio non potrà andare in onda in televisione, pertanto sarà visibile sul sito e sulla pagina Facebook del programma.

Nella puntata odierna ci sarà anche un’inchiesta di Gaetano Pecoraro sul Terzo Valico, un progetto che prevede la costruzione di una linea ferroviaria ad alta capacità veloce lunga oltre 50 km, con 37 km di gallerie, che serve a collegare Genova e Tortona e creare così un percorso in piano tra il Mar Ligure e la Pianura Padana. Il costo complessivo previsto per quest’opera è di 6,2 miliardi di euro.

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Nel 2003 il Cociv, ovvero il Consorzio che sta effettuando i lavori, redasse un’analisi costi benefici dell’opera per dimostrare che di lì a 10 anni le ferrovie esistenti da Genova a Milano non sarebbero bastate né per le merci né per i passeggeri. Il traffico di container sarebbe dovuto quindi aumentare a dismisura, cosa, però, che non sarebbe successa.

Nonostante l’Unione Europea non lo abbia mai finanziato, lo Stato Italiano continua ad investire in questo progetto. L’ultimo finanziamento per 1.6 miliardi di euro risale, infatti, all’11 agosto di quest’anno. Inoltre, secondo le mappe, nelle montagne in cui si stanno scavando i tunnel ci sarebbe un gran quantitativo di amianto, ma nel progetto da 6 miliardi non sono previsti i costi per lo smaltimento.

È veramente utile affrontare costi così elevati? La Iena intervista in merito Marco Ponti, membro dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti e di altri enti internazionali, consulente della Banca Mondiale e della Comunità Europea; il dr. Maffiotti di Arpa Piemonte; un geologo; un ingegnere chimico; Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato Ferrovie Dello Stato Italiane ed, infine, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio (ndr, quest’ultima intervista, per motivi di par condicio, sarà visibile solo sul sito e sulla pagina Facebook del programma).



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