Mary Sarnataro da Le Iene a “Scusate ma non posso essere anche intelligente”


Mary Sarnataro, all'anagrafe Maria Annassunta Mustela Sarnataro dice di essere nata con la comicità inserita nel suo DNA. Noi l'abbiamo intervistata.


I suoi servizi dissacranti a Le Iene si rivelano sempre interessanti per i telespettatori affezionati allo show di Italia 1. Mary Sarnataro, all’anagrafe Maria Annassunta Mustela Sarnataro sembra nata con la comicità nel DNA. La sua vena ironica si è sviluppata negli anni fin dall’infanzia. Lei stessa svela di aver avuto otto fratelli maschi. Un contesto familiare non semplice da gestire che, nella realtà meridionale nella quale ha mosso i primi passi, ha contribuito a sviluppare un sense of humor molto spesso cinico, dissacrante, sbilanciato verso la cattiveria, però non banale.

Abbiamo incontrato la Sarnataro che tra l’altro sta portando in giro per l’Italia il suo spettacolo comico “Scusate ma non posso essere anche intelligente“. 

Come definirebbe la sua comicità?

Il mio obiettivo è suscitare l’ilarità di chi mi ascolta ma sempre con intelligenza. Io punto non solo a raccontare spaccati di vita ma soprattutto a far riflettere su quanto narro agli spettatori sia televisivi che teatrali. Ed è su questo assioma che si fonda il mio spettacolo attualmente in giro per l’Italia.

Crede che ci sia una differenza tra la comicità maschile e quella femminile?

Sono certa che la comicità maschile sia quasi autorizzata ad essere irriverente e spesso anche volgare. Io mi attribuisco il merito di aver sdoganato alcuni concetti e argomenti che potevano sembrare borderline. Certo lo stereotipo comico maschile esiste ancora, ma io che ho avuto la fortuna di avere otto fratelli maschi non ne ho davvero risentito. Loro sono sempre stati dalla mia parte. 

Come si fa a convivere in una famiglia così numerosa?

In effetti dal primo all’ultimo di noi fratelli c’è di mezzo una vera e propria generazione e spesso le occasioni per ritrovarci insieme si sono limitate solo alle grosse festività.

Ci spiega il titolo del suo spettacolo teatrale?

È una frase che ho inventato io. Voglio rompere lo stereotipo secondo il quale una donna è bella ma stupida, oppure è brutta ma intelligente. Io mi ritengo bella e da qui il titolo dello spettacolo. 

Che tipo di contributo crede di aver dato alla comicità ne Le Iene Show?

Penso di aver portato una irriverenza intelligente, di essere stata la rappresentante di una comicità femminile che mancava. Ogni mia esperienza, compresa naturalmente quella a Le iene, è stata per me formativa migliorandomi sempre di più. Inoltre io desidero dare voce a tutti senza alcuna discriminazione. Proprio per questo ho realizzato ne “Le Iene” un servizio sugli sposi gay, in particolare sulla prima fiera dei matrimoni omosessuali. Un’inchiesta che mi ha fatto conoscere un mondo pieno di sorprese e con mia grande incredulità, ho constatato che alcuni dei presenti non desideravano essere riconosciuti.

Quali sono, tra le protagoniste della comicità, le donne alle quali assegna la sua stima?

Stimo tutte le donne impegnate a dare della nostra società una visione ironica e dissacrante. Seguo con molto interesse Luciana Littizzetto. Ma ho molta stima per tante comiche teatrali che non hanno mai avuto passaggi televisivi. 

E tra gli uomini?

Li conosco tutti, mi è un po’ difficile fare una scelta. Dirò che Bruschetta e Pucci mi fanno ridere anche nella vita perché li conosco. Anche Vincenzo Paci che ha partecipato all’ultima edizione di Colorado  gode della mia stima. {module Pubblicità dentro articolo}

Progetti futuri?

Voglio essere la protagonista di un one woman show. E non mi accontento di una location normale: voglio esibirmi a San Siro!



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