Sanremo 2017, i 60 anni del Coro Dell’Antoniano


Il piccolo coro dell'Antoniano ospite alla terza serata del Festival di Sanremo

È un’istituzione della Rai: il Coro Dell’Antoniano questa sera si sposta dallo Zecchino D’Oro al Festival di Sanremo. Saranno infatti i bambini ad aprire la terza serata della manifestazione musicale, per iniziare con una ventata di buonumore. 


Lo stesso Zecchino D’Oro, quando nacque, venne fondato pensando a una sorta di Sanremo dei piccoli: era il dopoguerra, Bologna era una città provata, e
Il coro è volato per due volte in Cina, voluto per due date sold out. una “piccola macchina da guerra” che cerca di stare sul mercato, ma sempre mettendo al centro del bambine: nel centro di produzione vengono realizzate le produzioni televisive, le clip dei cartoni, le inicisioni dei dischi. Si tratta di una “qualità italiana”, è stato spiegato in conferenza stampa: si è sviluppata una piattaforma su You Tube molto importante, che ha dato grandi risultati.

“Questa sera l’omaggio che il piccolo coro farà sarà, in primis, al piccolo coro stesso, poi al Festival, con una nostra versione di Che sarà che sarà dei Ricchi e poveri”, ha anticipato la direttrice Sabrina Simoni. I bambini hanno uno sguardo in cui “il lustrino non acceca”, continua l’erede di Mariele Ventre, perciò “quando si rapportano con le grandi personalità, lo fanno con ingenuità”.

Durante la conferenza mattutina, è stato consegnato il disco di platino da parte della Sony. Quella dell’ Antoniano è diventata una famiglia: anche chi è cresciuto e ora fa tutt’altro lavoro, si sente parte di un gruppo: la partecipazione di questa sera perciò, sarà un regalo non solo per chi si esibirà. 

L’Ultimo Zecchino è stato vinto da una canzone che racconta il bullismo, mettendo in campo verdure che subisocno angherie da un carciofo: nelle canzoni viene usato un linguaggio che possa essere capito dai bambini, parlando però di tematiche complesse. “Non cerchiamo talenti -viene chiarito- ma bambini. Le nostre sono canzoni che tutti possono cantare: se cercate il successo, avete sbagliato posto”. Insomma: lo Zecchino D’Oro non è un talent show, quanto piuttosto un “no talent”: ciò che conta è che chiunque il giorno dopo possa cantare i pezzi. In definitiva: se lo scopo fosse scovare un Pavarotti, non avrebbe senso fargli cantare del carciofo bulletto.

Proprio con questa riflessione si è concluso l’incontro con i giornalisti. L’appuntamento dunque è per questa sera su Rai 1.



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