Meraviglie – La penisola dei tesori, puntata del 10 gennaio in diretta


Secondo appuntamento con il programma di divulgazione di Rai 1 condotto da Alberto Angela


È andata in onda su Rai 1 la seconda puntata di Meraviglie – La penisola dei tesori. Nel programma di divulgazione di Alberto Angela stasera sono state protagoniste la Reggia di Caserta, le Langhe Piemontesi ed Assisi.

Viene riproposto lo stesso cappello introduttivo della prima puntata, in cui Alberto Angela parla delle ricchezze e delle meraviglie italiane e della necessità di conservarle per garantirle alle generazioni future.

La Reggia di Caserta, prima protagonista di serata, venne costruita per volere dei Borbone: la sua edificazione venne stabilita nel 1752. L’architetto che permise di realizzarla fu Luigi Vanvitelli, che però non la vide conclusa dato che i lavori durarono più di un secolo. 1742 finestre, 5 piani, 1000 ambienti in totale: un’opera a dir poco immensa, non a caso è la residenza reale più grande al mondo.

Alberto Angela comincia a spostarsi all’interno della maestosa dimora reale, raccontando cosa accadeva all’epoca nelle sue stanze, fino a quella del trono, ricca di dorature.

L’attore casertano Toni Servillo racconta il suo legame con la reggia, estendendo la sua riflessione anche al parco della residenza borbonica. Poi, Angela entra nella stanza da letto di Francesco II di Borbone. Dalla vicina San Leucio proveniva la seta che copriva il talamo: dalla cittadina casertana ancor oggi la seta viene esportata in tutto il mondo.

Alberto Angela mostra anche gli ambienti in cui i reali si lavavano: prima la vasca, poi anche il bidet, un accessorio che fu una assoluta novità per l’epoca, praticamente sconosciuto per gli altri reali esteri. Dopo, spazio alla docufiction con Christiane Filangieri e Sergio Assisi nei panni di Carolina di Borbone e re Ferdinando I.

Le telecamere si spostano nel grande parco, lì dove si trova – tra le tante attrattive – la fontana dei delfini. L’immensa mole di acqua all’epoca veniva fatta arrivare da un acquedotto distante ben 38 km, ideato sempre da Luigi Vanvitelli. Anche all’interno del parco non mancano le opere d’arte: essendo state esposte alle intemperie, alcune di esse non versano in ottime condizioni.

Come avvenuto la settimana scorsa, prima di passare alla prossima meta la voce di Francesco Pannofino in una breve clip ci porta all’Abbazia di San Galgano, immersa nella campagna toscana. Poi, le telecamere si spostano a Fontanellato (Parma) dove si trova il Labirinto della Masone.

La seconda tappa di questa puntata è il Piemonte, nelle Langhe. Il primo posto visitato è il castello di Grinzane, che per vent’anni ospitò uno dei più importanti personaggi del Risorgimento Italiano: Camillo Benso Conte di Cavour.

Il territorio è noto per la grande produzione di una numerosa varietà di vini, tra cui il Barolo e il Nebbiolo. A darci qualche delucidazione in più sulla tradizione enologica della zona è Paolo Conte, noto cantautore piemontese. Non è un caso che nel castello ci sia un grande torchio usato proprio per la produzione vinicola.

Ancora spazio alla docufiction, stavolta per raccontare il rapporto tra re Vittorio Emanuele II e Rosa Vercellana all’interno della tenuta di Fontanafredda: i due erano amanti ma poi si sposarono in un secondo tempo. La donna è interpretata da Violante Placido. Nell’ex residenza del re non mancano le cantine, ben 5, destinate ad ospitare grandi botti di vino.

Prima di spostarsi ad Assisi, ecco un’altro breve filmato: stavolta i protagonisti sono i Bronzi di Riace, risalenti al V secolo a.C. e custoditi all’interno del museo Archelogico Nazionale di Reggio Calabria. Un altra splendida meraviglia italiana è il David di Michelangelo, che si trova all’interno della Galleria dell’Accademia di Firenze.

Il percorso odierno giunge all’ultima stazione: Assisi. Lì c’è il monastero dedicato a San Francesco: la struttura cominciò ad essere costruita nel 1228 e per volere del Santo si decise di edificarla in collina. Per secoli non si è saputo dove fosse sepolto il corpo del poverello di Assisi, fino a quando a metà dell’800 non venne rinvenuto il suo sarcofago contenente le sue ossa. Impressionante lo spazio dedicato agli affreschi: ben 10.000 metri quadrati.

Quando penso ad Assisi la collego alla mia adolescenza, alla mia libertà“, dice Monica Bellucci, attrice nata a Città di Castello e molto legata alla cittadina in provincia di Perugia.

Alberto Angela si trova all’interno della Basilica Inferiore: in tutto il complesso religioso ci sono affreschi di Cimabue, Simone Martini e, ovviamente, Giotto: nella docufiction ad interpretarlo è Alessandro Tersigni.

Salendo nella Basilica Superiore, Alberto Angela ci spiega la ricchezza artistica che si può notare ad ogni angolo. Scopriamo che le grande vetrate verticali risalgono al 1200: sono le più antiche del mondo. Sulle pareti dell’edificio ci sono grandi affreschi di Giotto, che riassumono la vita di San Francesco. Come si sa, nel terremoto del 1997 una parte della volta crollò. I lavori di consolidamento e restauro iniziarono subito, concludendosi prima del termine previsto nonostante i 300.000 frammenti creatisi dopo il crollo.

Fuoriusciti dalla Basilica francescana, Alberto Angela ci porta a scoprire qualcosa di non conosciuto ai più: l’Assisi romana, con alcune domus, i relativi resti e un grande patrimonio artistico che è ancora possibile ammirare tra affreschi e colonne. Nella piazza principale della città c’è il tempio della Minerva, proprio di epoca romana.

Ecco le mete per la prossima settimana: Pisa con il Duomo e la piazza dei Miracoli con il ricordo di Galileo Galilei (interpretato nella docufiction da Andrea Giordana). Ci sarà la testimonianza di Andrea Bocelli.

Matera, capitale europea della cultura per il 2019, sarà la seconda meta. A raccontarla sarà anche l’attore e regista Sergio Castellitto.

Le Dolomiti chiuderanno la terza puntata. Erano molto amate dall’imperatrice Sissi (interpretata dall’attrice Mary Petruolo nello spazio docufiction), che le considerava un posto dove trovare pace e tranquillità interiore. Il noto violinista Uto Ughi spiegherà perché i violini Stradivari sono costruiti con il legno delle valli dolomitiche.

Termina qui la puntata odierna. 



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