Superquark e gli effetti della musica sul cervello


Piero Angela si occupa, tra l'altro, degli effetti della musica sul cervello


Piero Angela torna, questa sera, su Rai1 in prime time, con una nuova puntata di Superquark. Tra gli argomenti previsti, il conduttore parlerà  degli effetti della musica sul cervello.

Quello di oggi è il decimo appuntamento con “Superquark”, la trasmissione di Piero Angela che, puntualmente, dal giorno dell’esordio, ha assicurato alla prima rete, il primato degli ascolti. Contrastando ogni concorrenza, il programma di divilgazione scientifica è stato uno dei pochi a ricevere, durante l’estate, il gradimento del pubblico con un’audience che si è attestata intorno al 14- 15%.

Nella puntata in onda, sarà proposto un documentario firmato dal naturalista britannico ottanteseienne, David Attenbourgh sull’affascinante mondo delle piante. Sarà un viaggio alla ricerca dei segreti di molti tipi di piante anche rare arricchito di immagini molto singolari. Con Alberto Angela si andrà, poi, ad Assisi alla scoperta di un antico Foro Romano, i cui resti si trovano sotto la piazza del comune. Un servizio che testimonia, se ce ne fosse ancora bisogno, la ricchezza del nostro patrimonio culturale.

Per la rubrica Come si fa sarà ospite di Piero Angela il neuro scienziato Piergiorgio Strata, per parlare di ossitocina e fedeltà. E qui arriva uno dei servizi più interessanti e affascinanti: è possibile che la musica insegnata ai bambini, riesca a stimolarei in modo particolare il loro cervello? Alcune ricerche sembrano indicare che gli effetti della musica appresa da piccoli siano ancora visibili nell’adulto e addirittura nell’anziano. Lorenzo Pinna è andato negli Stati Uniti per seguire e documentare gli studi che si stanno svolgendo a questo proposito. I risultati finora acquisiti riservano molte sorprese. Sempre di Lorenzo Pinna sono le cronache dal pianeta rosso. Un aggiornamento sulle gloriose imprese della sonda della NASA che sta esplorando una grande regione di Marte.
Un altro argomento di cui ci si occupa riguarda una rivoluzionaria tecnologia di origine tutta italiana: far produrre il polimero da cui si ottiene la plastica a dei comunissimi batteri, che tra le altre cose si nutrono degli scarti dell’industria casearia. Il polimero in questione sarebbe capace di dar vita alle materie plastiche più diverse con un risparmio di energia molto importante. Barbara Bernardini e Marco Visalberghi sono andati a capire come tutto questo si può concretamente realizzare.
Immancabile, come sempre, l’appuntamento con le rubriche. Per Dietro le quinte della storia, il prof. Barbero parlerà di toponomastica; Per Polvere di stelle, Piero Angela e il prof. Bignami tratteranno il tema della fine dell’universo. Per Il viaggio nel comportamento animale il prof. Mainardi  parlerà di leoni; Infine, per La scienza in cucina, la dott.ssa Bernardi si porrà un inquietante interrogativo. tra gli alimenti del futuro potrebbero esserci anche gli insetti?.



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