Cucine da incubo con Chef Cannavacciuolo, la prima puntata


I primi due salvataggi di Che Cannavacciuolo che è andato prima in Lombardia e poi a San Benedetto del Tronto


 Prima puntata di Cucine da incubo. Antonino Cannavacciuolo si è spostato sul canale 9 del digitale terrestre. E questa sera arriva in soccorso dei primi ristoranti sull’orlo del fallimento.

Si comincia: siamo nella provincia torinese e Chef Cannavacciuolo va alla ricerca del Totem Pub, gestito da David in sala, e Lucetta, invece, opera in cucina. Quando lo Chef entra nel locale, trova atmosfere davvero da incubo, tutto è fatiscente e c’è troppa improvvisazione e superficialità. 

Lucetta è una padrona singolare: cucina solo quello che vuole e che le piace. E se i clienti non vogliono mangiare, li manda via. Cannavacciuolo è allibito. E resta ancor più sorpreso quando vede l’insegna del locale: ritrae i due proprietari, marito e moglie.

Quando è dentro, ecco le cicche sotto i tavoli, le ragnatele, e poi si fa servire un pranzo completo per il primo assaggio. Ci sono gli spaghetti aglio e olio ma…. orrore l’aglio è in polvere. Inoltre lo Chef ha atteso troppo tempo prima di essere servito.

Cannavacciuolo comincia a dare lezioni di cucina a Lucetta che si prende qualche confidenza di troppo, addirittura dà una pacca sulla spalla allo Chef che non si fa impietosire. 

Cannavacciuolo adesso ha le idee chioare e spiega ai due proprietari quello che ha intenzione di fare. Arriva la squadra che mette a nuovo tutto il locale, cominciando dall’insegna fuori.

Poi si passa alla preparazione dei piatti. Cannavacciuolo è inflessibile e controlla tutto con puntuale attenzione. Sono cambiate le divise del personale, la posizione dei tavoli, le tovaglie e finalmente ecco inquadrati i piatti per l’apertura ai clienti. Essendo Pasqua c’è la costoletta d’agnello. 

E’ finita la prima missione per Cannavacciuolo che subito si mette in moto per raggiungere il secondo Ristorante da salvare.

cucine da incubo

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Adesso Cannavacciuolo è a San Benedetto del Tronto. Il locale da salvare si chaiama Dalla padella alla brace... tutto un programma. I proprietari sono Mauro ex tassista romano e Paola ex ballerina che non ha mai sopportato di spostarsi da Roma.

I due coniugi litigano in continuazione. Paola accusa il marito di aver pensato solo a se stesso. Ha deciso di andar via da Roma e di comprare un ristsorante senza neppure interpellarla. E lei non voleva finire in una cucina. Anche il personale del locale, interpellato da Cannavacciuolo, conferma la litigiosità tra i coniugi e l’impossibilità di lavorare bene.

Quando lo Chef chiede di mangiare inorridisce. Innanzitutto il menù è davvero inguardabile e poi la durata dell’attesa prima di essere servito è estenuante. Una sogliola? Non le somiglia affatto, sembra una sòla, commenta amaro Cannavacciuolo. E si mette subito all’opera per il salvataggio. 

Innanzitutto lo Chef parla con i proprietari e successivamente con tutto il personale: li galvanizza nella giusta maniera. Poi arriva la squadra di lavoro per la trasformazione del locale. Tutto viene riproposto in una chiave molto più moderna e accattivante a cominciare dal menù e dal bancone.  E quando si avvicina il momento della riapertura, la corsa per fare bella figura e riguadagnare la dignità perduta è sentita da tutti. Buon segno, secondo Cannavacciuolo.

Adesso Paola sembra finalmente motivata e sorride tra la gente che affolla il suo Ristorante e sembra soddisfatta di quello che mangia.

Anche questa è fatta. Arrivederci alla prossima puntata.



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