Flight 616, la recensione


Riflessioni sull'esordio del nuovo adventure reality di Italia 1 condotto da Paola Barale

  Le atmosfere evocano in maniera inequivocabile Pechino Express. Le prove a cui sono stati sottoposti i concorrenti sono ispirate in maniera evidente a quelle già viste nell’adventure- show di Rai2 condotto da Costantino Della Gheradesca. Con l’aggravante che la conduttrice, Paola Barale, cercava di imitare tutto quanto già visto e vissuto nel programma di cui è stata concorrente nella scorsa edizione, andata in onda sulla seconda rete di viale Mazzini.

{module Pubblicità dentro articolo}

 Parte con queste premesse Flight 616, il nuovo reality di cui è andata in onda la prima puntata giovedì 12 maggio su Italia 1. Un appuntamento dalle tante promesse e dalle accattivanti premesse: la conferenza stampa fatta all’aeroporto di Milano Linate, coppie di concorrenti giovani, formate da aitanti maschi e belle ragazze che zaini in spalla, devono viaggiare da un capo all’altro del mondo per un totale di 45 mila chilometri. Ma attenzione: per guadagnare il biglietto che li condurrà, di meta in meta, devono sottoporsi a prove di varia difficoltà.

Quelle che abbiamo visto nella puntata d’esordio sono state le solite raccapriccianti “abbuffate” di scorpioni, orridi animaletti e insetti vari. Possibile che un reality non riesca a partorire un’idea originale e peschi esclusivamente dal fondo del barile di show già visti e rivisti? Possibile che una pletora di autori non abbia neppure tentato di conferire una parvenza di novità ad uno show che, invece, fin dalle prime immagini, è apparso l’ennesima copia di prodotti già andati in onda? E, ancora una volta, il riferimento a Pechino Express è evidente, con qualche pizzico di Uomini e donne nella composizione delle coppie e persino qualche atmosfera da naufraghi.

Non solo: la banalità, sempre in agguato, è esplosa dappertutto, in ogni fase del programma. Quando non facevano ricorso a prove disgustose, gli autori hanno tirato in ballo giochini quasi infantili che assomigliavano tanto alla caccia al tesoro, ovvero la rincorsa ad indizi che avrebbero aiutato i “passeggeri” ad andare avanti.

Si chiamano proprio “passeggeri” i partecipanti al reality, perchè si spostano in aereo, per differenziarli dai “viaggiatori” di Pechino e dai naufraghi della Marcuzzi. 

La prima tappa da cui Flight 616 è partito è stata Bangkok: le immagini dei templi, dei Budda, dei mercati alimentari non erano nuove ai telespettatori. Dejà vu.

Certamente Paola Barale non è Costantino Della Gheradesca. Non ha, innanzitutto, il suo sense of humour. La conduttrice, al colmo della soddisfazione di essere di nuovo al timone di un programma tutto suo, è incappata in molte ingenuità. Ha tentato di imprimere al programma un ritmo svelto e incalzante ma è stata, purtroppo, bloccata dal montaggio che ha ignorato molti particolari non cogliendo gli aspetti principali di quanto accadeva e soffermandosi su banalità. 



0 Replies to “Flight 616, la recensione”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*