logo

I bastardi di Pizzofalcone la recensione

Martedì, 10 Gennaio 2017 00:03 - Scritto da 

In apparenza Giuseppe Lojacono è politicamente scorretto, ma è un poliziotto che vuole dimostrare la propria integrità morale e professionale. E sarà proprio il commissariato napoletano dove sono stati riuniti i poliziotti più scomodi, a fornirgliene la possibilità. Con queste premesse è andata in onda su Rai 1, il 9 gennaio, la prima puntata della serie I bastardi di Pizzofalcone.

 Lojacono è interpretato da un credibile Alessandro Gassmann intorno al quale ruota un contorno di personaggi comprimari ognuno con la propria storia, le proprie vicissitudini, un passato di errori da nascondere o riscattare, Viene spontaneo il paragone con un altro poliziotto "scomodo", quel Rocco Schiavone di stanza su Rai2 che ha convinto il pubblico nonostante i suoi comportamenti anticonformisti,discutibili e spesso persino spregiudicati. Schiavone e Lojacono sono però distanti anni luce nonostante siano stati ambedue puniti per gravi mancanze.

Ma qualche piccola somiglianza l'abbiamo pure riscontrata: è accaduto quando Pisanelli (Gianfelice Imparato) uno degli uomini della squadra, si ritrova a parlare da solo con la consorte che non è in casa. Impossibile non rievocare Schiavone che immaginava di discutere con la moglie morta.

Gassmann è riuscito a imprimere al suo personaggio il crisma dell'autenticità ma all'inizio della puntata, è apparso poco coinvolgente, quasi freddo e distaccato. In questa fase anche la sceneggiatura non è stata all'altezza del racconto che scivolava via quasi in maniera scialba. 

Poi, ad un certo punto, la sterzata positiva verso una recitazione più corale che ha fatto la differenza ed ha salvato la storia televisiva basata sulla risoluzione di un caso di omicidio.

Una donna della Napoli bene viene uccisa. Lojacono e la sua squadra, per riscattare la pessima fama del commissariato a cui appartengono, devono a tutti i costi trovare il colpevole. Nel finale si è notata la debolezza della struttura narrativa: quasi come nel più scontato dei romanzi gialli, l'assassino è il maggiordomo.

Sufficiente, senza troppi entusiasmi, la recitazione di Carolina Crescentini e Tosca d'Aquino.

Ma, a parte la trama (la serie è ispirata ai romanzi di Maurizio de Giovanni) è l'ambiente in cui si svolgono le vicende, a fare la differenza. Innanzitutto le location sono quasi tutte importanti: dimore di lusso che evocano atmosfere da soap opera. E poi la città di Napoli rappresentata e fotografata in tutti i particolari e gli scorci caratteristici. La differenza de I bastardi di Pizzofalcone rispetto al altre serie è la gran quantità di esterni: il che significa un notevole dispendio economico. Ma anche un notevolissimo spot pubblicitario per la città partenopea sulla quale le telecamere si sono soffermate a lungo. Non a caso la serie ha avuto il contributo di vari enti locali.

Siamo ancora una volta in presenza di fiction nelle quali l'ambiente assurge al ruolo di co-protagonsita con un ruolo essenziale.E copre molte pecche altrimenti troppo evidenti.

Letto 1989 volte Ultima modifica Martedì, 10 Gennaio 2017 00:50
Marida Caterini

Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni  critico televisivo de Il Giornale d’Italia  con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama.

Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino,  Il Giornale.

Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione,  organizzato dall’Università La Sapienza di Roma.

Ha vinto  il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. . E stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana,  un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

1 commento

  • Link al commento Aldo Martedì, 10 Gennaio 2017 12:52 inviato da Aldo

    Materiale in abbondanza, cast notevole, ma il regista dovrebbe cambiare lavoro.

    Rapporto

Lascia un commento

Gentile lettore, dopo aver premuto il pulsante "INVIA COMMENTO", attendi il messaggio dell'avvenuto invio dello stesso in attesa di moderazione senza effettuare un nuovo invio. Sarà nostra cura validare il prima possibile il commento affinchè sia visibile

Cerca nel sito

In evidenza

Sanremo 2017 ecco il profilo dei 22 Big in gara e i brani che cantano

12-12-2016 Intrattenimento Alice Toscano

 Svelati, da Carlo Conti, nel corso della serata Sarà Sanremo, i nomi dei 22 Big che parteciperanno alla 67esima edizione...

Vai alla news

Sanremo 2017 ecco le otto Nuove Proposte

13-12-2016 Intrattenimento Redazione

 Nel corso della serata Sarà Sanremo, andata in onda lunedì 12 dicembre su Rai1 con la conduzione di Carlo Conti...

Vai alla news

Il commissario Maigret il nuovo interprete è Rowan Atkinson

12-12-2016 Soap e serie tv Lidia Lombardi

 “La voce di Simenon rimane forte. Imprime il suo sigillo a Maigret. Qualsiasi adattamento, anche meno fedele, non può affievolirla...

Vai alla news

Le fiction che vedremo: "C'era una volta Studio Uno" dal 13 …

12-01-2017 Soap e serie tv Serena Angelucci

Andrà in onda il 13 ed il 14 febbraio su Rai1 la miniserie dal titolo "C'era una volta Studio Uno...

Vai alla news


Seguimi sui vari social network

facebook twitter google plus Youtube linkedin

 
maridacaterini.it è una testata giornalistica
iscritta dal 02/12/2015 al registro della stampa del tribunale di Roma, al numero 187/2015
P.Iva 05263700659
Tutti i diritti riservati - Area riservata

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo