#cartabianca versione serale, la recensione


Riflessioni sull'esordio del nuovo programma del martedì sera di Rai3 condotto da Bianca Berlinguer.

 Una puntata lunga, troppo lunga, quasi per farsi perdonare quei 90 minuti concessi al povero Gianluca Semprini con Politics. Fu un esperimento devastante che ha affossato il talk show del martedì sera di Rai3. Adesso Bianca Berlinguer prova a ripartire da zero con la versione in prima time di #cartabianca. Il primo assaggio del nuovo appuntamento si è avuto il 21 febbraio.

 Innanzitutto la nuova proposta, nata dal gradimento di pubblico del programma in fascia preserale, è apparso come un insieme di parti differenti legate tra di loro soltanto dalla presenza della conduttrice. Ci riferiamo, ad esempio, all’ultimo segmento riservato a personaggi “non politici” con ospite Fiorella Mannoia alla quale si è unito, successivamente, Michele Placido. Questa parte poteva diventare una sorta di “intervista” a se stante di seconda tarda serata. La Mannoia ha cortesemente declinato l’invito a parlare dei suoi fatti privati, soprattutto del suo legame con il docente della scuola di Amici, Carlo di Francesco, molto più giovane di lei. Un tentativo, non riuscito, da parte della Berlinguer, di addentrarsi su sentieri che a lei dovrebbero essere sconosciuti ma sui quali, invece, si è mossa con una sorprendente disinvoltura. Al punto da insistere più volte.

Infarcita di politici e di interventi comici, #cartabianca serale ha posto in un gran calderone molti argomenti. Ha ospitato un Massimo D’Alema che, con scarsa credibilità, ha anticipato di voler cambiare la società con idee nuove, dando subito adito a polemiche. Ha accolto Di Maio, ha realizzato sondaggi in diretta sul gradimento delle opinioni espresse dai politici, ha dato spazio a Gabriella Germani e ad Enrico Bertolino. Due interventi che avrebbero potuto essere realizzati in maniera più efficace. La bravura professionale della Germani è stata mortificata da testi poco incisivi e troppo fragili strutturalmente, inseriti, tra l’altro, in un contesto non adatto e alquanto distratto. L’artista sembrava relegata in un ambiente secondario del talk show dove era presente, tra l’altro, con la sua faccia. Infatti le parodie erano espresse solo in voce: Barbara Palombelli, Maria Elena Boschi e Sabrina Ferilli erano riconoscibili dalle imitazioni in voce e da foto laterali.

Enrico Bertolino ha proposto una stantìa rassegna stampa, genere troppo sfruttato, segnale evidente di grave carenza di creatività. Purtroppo ci sono state anche battute imbarazzanti ed estremamente discutibili. Il comico ha ironizzato su una chiusura di Porta a porta dopo la sentenza di Avetrana. “Fate accadere altri eventi, altrimenti non so più di che parlare” ha fatto dire al conduttore Bruno Vespa.

Nel corso della lunga diretta ci sono stati anche parecchi inconvenienti tecnici sottolineati, tra l’altro dalla conduttrice apparsa spesso spazientita. 

Bianca Berlinguer non si è risparmiata: è apparsa abbastanza sopra le righe, segnale di un nervosismo che ha cercato di nascondere con il suo fare scattante, veloce, con i suoi interventi nel corso delle discussioni con gli ospiti.

La scelta dell’ex direttore del Tg3 al timone del martedì sera di Rai3 è apparsa obbligata, ma era l’unica fattibile: almeno è un volto della rete che il pubblico conosce da anni. Semprini, invece, fin dal primo momento, è sembrato un corpo estraneo trapiantato con forza in un ambiente a lui non consono.

Infine: quel vestito rosso non era in sintonia con i classici colori televisivi…



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