Colorado 2017 la recensione


Riflessioni sulla prima puntata dello show comico di Italia 1 condotto da Paolo Ruffini, Gianluca Fubelli e Federica Nargi.


Non è cambiata l’impostazione di Colorado rispetto al passato. Sempre la medesima concessione alla volgarità della battuta ed alla grossolanità dei monologhi. La trivialità fa parte integrante del Dna dello show comico targato Italia 1. Ne abbiamo avuto una ulteriore dimostrazione nella prima puntata della nuova edizione andata in onda sulla giovane rete di Cologno Monzese mercoledì 2 novembre.

E, man mano che ci si addentrava nella seconda serata, la curva della grossolanità aumentava esponenzialmente raggiungendo livelli imbarazzanti. Tutta la puntata ha avuto un unico filo conduttore che ha legato insieme sia le esibizioni dei comici che gli interventi dei conduttori Paolo Ruffini Gianluca Scintilla Fubelli e Federica Nargi: una licenziosità scurrile che spesso è sfociata nella sguaiataggine.

Persino l’ex velina di Striscia la notizia non ha trovato di meglio per intrattenere i telespettatori che parlare della “cacca” della sua bambina e della carta igienica che il suo compagno, da casa, non riusciva a trovare in bagno. E, a proposito di escrementi, ecco un’altra battuta da brividi: Lady Caca al posto di Lady Gaga. Il motivo per bambini Ci vuole un fiore è stato completamente stravolto in chiave simil- sessuale. I nomi di alcuni panini evocavano chiaramente gli organi genitali maschili. E come intercalare, la parola più “elegante” era proprio quella che, in gergo colloquiale, indica il sesso maschile. Si è preteso di proporre una battuta scurrile anche con l’espressione Viva l’Africa alla quale è stata tolta la consonante “r”.

Insomma battute a doppi sensi sessuali in rappresentanza della solita, scontata comicità “dalla cintola in giù” di cui Luciana Littizzetto è una delle rappresentanti più accreditate.

Per il resto non si è notata nessuna originalità nei monologhi dei comici, sia provenienti dalle passate edizioni, sia new entry. Una banalità diffusa ha attraversato le performance che, spesso, hanno fatto ricorso anche freddure di bassissimo livello. Un esempio: come si chiamano gli abitanti di Gela? Gelatai.. Il buon gusto è definitivamente precipitato in un baratro senza fine quando è stato menzionato il “Puttan tour” presentato come la più felice delle battute. E non andiamo più oltre.

Insomma, nessuno dei comici è riuscito ad intercettare i bisogni e le mode della società come si addice ad uno show comico con l’obiettivo di far riflettere sorridendo. Tutti si sono soffermati su tematiche scontate. In Colorado la battuta è di pancia, non di testa.

Uno dei punti più bassi dell’inventiva autorale è stata raggiunta nelle performance di Francesca Cipriani. Abbiamo visto la prorompente e sempre più svestita show girl, accanto ad un improbabile Donald Trump e successivamente in una sorta di “meteorina” che evocava le analoghe “colleghe” del  defunto Tg 4 di Emilio Fede.

O tempora, o mores….



0 Replies to “Colorado 2017 la recensione”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*