Don Matteo 11, la recensione


Don Matteo 11, la recensione. Riflessioni sulla prima puntata della nuova stagione della fiction in onda su Rai 1 con Terence Hill.


E’ tornato Don Matteo. Sempre in bicicletta, sempre alle prese con i medesimi problemi sui quali sembra far discendere la sua benedizione foriera di redenzione. E’ da undici anni che Terence Hill presta il suo volto al prete che adesso opera nella città di Spoleto. E’ da undici anni che la serie procede immobile, ingabbiata in uno schema prevedibile che ha sempre catalizzato l’attenzione dei telespettatori, offrendo a Rai 1 ascolti su un piatto d’argento.

Nelle stagioni andate in onda il sacerdote si è occupato di innumerevoli omicidi. Tante morti avrebbero annientato una qualsiasi piccola cittadina, ma non quella dove opera Don Matteo. Invece il prete è ancora tra di noi a scoprire nuovi colpevoli, a comprenderne umanamente e religiosamente le motivazioni degli errori commessi, prima di assicurarli alla giustizia.

E’ l’usato sicuro, il personaggio che non delude ma che è sempre uguale a se stesso, nel linguaggio, nell’unica espressione del viso, nella recitazione che procede statica. Sono proprio queste le caratteristiche che il pubblico di Rai 1 ama nel prete nel quale ritrova una sorta di amico che non cambia nel tempo e snocciola sentenze, buoni consigli, insegnamenti evangelici in un’epoca di grandi incertezze.

E’ l’immagine di un’Italia non solo televisiva che sembra essersi cristallizzata in un format in grado di ripetersi all’infinito, mescolando delitti e buoni sentimenti. Don Matteo dimostra, con il suo intuito, che in ogni animo umano, esiste sempre una sofferenza che solo lui riesce a lenire. E, grazie al suo approccio a metà strada fra la spiritualità e la comprensione, riesce sempre a far confessare all’assassino la sua colpa. In quest’ottica è il giustiziere buono, una sorta di super eroe.

Questa è la base su cui si costruisce ogni stagione della serie. Ma adesso si è cercato di inserire nel racconto qualche innovazione ritenuta necessaria per rivitalizzare le dinamiche che rischiavano di apparire obsolete. Non si è trovato di meglio che cacciar via il capitano Tommasi (interpretato da Simone Montedoro) e sostituirlo con una “capitana” apparentemente inflessibile, burbera e scontrosa, nonostante la giovane età. Una donna che nasconde il suo segreto, naturalmente.

Un tentativo maldestro finalizzato a creare scompiglio nelle dinamiche della caserma e ad impensierire il maresciallo Cecchini (Nino Frassica) che teme di essere trasferito. Infine, si è fatto tornare il Pubblico Ministero dagli atteggiamenti anticonformisti.

Tutto il resto è il solito miscuglio di situazioni difficili sulle quali Don Matteo fa scendere la sua comprensione. C’è l’adolescente difficile che ha perso i genitori e sembra essere rimasta sola al mondo, c’è la ragazzina in coma per essere stata investita da un pirata della strada, ci sono i genitori che non sopportano il dolore del suicidio dell’unica figlia e si trasformano in assassini. E c’è Natalina, la perpetua che, in questa stagione, cerca a sua volta, di ritagliarsi un ruolo più significativo mostrando comportamenti più aggressivi.

Il cocktail è servito, ben miscelato per un pubblico che, alla fine di ogni puntata, attende il finale risolutore e l’assicurazione del colpevole alla giustizia. Accade nella fiction, molto meno nella realtà.Per questo motivo Don Matteo è indistruttibile.



2 Replies to “Don Matteo 11, la recensione”

  • Lucia

    Don Matteo sempre piaciuto,ma invece di sostituire il capitano non si poteva eliminare il maresciallo Cecchini?Quel suo modo di fare sta veramente stufando,se continua così non so quanto continueranno a vederlo.Avete voluto rinnovarlo ok ma un pubblico ministero che sembra uscito dal circo propio no,ridateci la vecchia sigla.

  • roberto

    ciao lasciamo stare il maresciallo cecchini che e´ inportante quanto don matteo. la sigla e orribbile ,non e´don matteo, e non a niente a che fare, con un prete. Ma lavete capito tutti , in quanto alla capitana tinager, non va assolutamente bene , e´inverosimile. vogliamo il nostro capitano sinpatico indietro. stiamo attenti a inserire troppi giovani seno´ci guardiamo che dio ci aiuti ,lunico azzeccato mi sembra maurizio il ricciolino simpatico….

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