“Rocco Chinnici” il 23 gennaio su Rai 1


Sergio Castellitto interpreta il magistrato ucciso dalla mafia il 29 luglio del 1983. La fiction è firmata alla regia da Michele Soavi.


Il 23 gennaio su Rai 1 in prima serata va in onda il tv movie “Rocco Chinnici” che racconta la vera vicenda del magistrato Chinnici assassinato il 29 luglio del 1983.

 

Nel ruolo del protagonista c’è Sergio Castellitto, ad interpretare la figlia più grande del magistrato c’è invece Cristiana Dell’Anna che gli abbonati della piattaforma satellitare hanno conosciuto nella parte di Patrizia la camorrista che ha fatto innamorare Don Pietro Savastano in “Gomorra – la serie“.

Nel cast ci sono anche Bernardo Casertano che interpreta Paolo Borsellino, Ugo Bentivegna ed Emanuela Ventura nel ruolo della moglie di Chinnici. La regia è firmata da Michele Soavi. La produzione è della Casanova Multimedia di Luca Barbareschi.

“Rocco Chinnici”: dove è stato girato il tv movie

Set delle riprese stata naturalmente la Sicilia. Le prime immagini sono state girate a Napoli, città che ha ospitato anche gli ultimi ciak della fiction. I luoghi principali della Sicilia sono stati Palermo, Mondello e Santa Maria di Gesù, una borgata di Palermo. Inoltre le altre zone interessate sono state Castelluzzo, piccolo centro abitato vicino San Vito Lo Capo in provincia di Trapani e la zona di Monte Cofano, area naturale protetta della Sicilia, una delle più interessanti attrazioni naturali della costa trapanese.

Altre riprese hanno avuto luogo nell’Orto botanico di Palermo, uno spettacolare museo all’aperto che vanta oltre 200 anni di attività.

“Rocco Chinnici”: la trama del tv movie in onda il 23 gennaio

La fiction racconta la storia del magistrato Rocco Chinnici ucciso dalla mafia. Era il 29 luglio del 1983 quando una Fiat 127 esplose in via Pipitone Federico. Ad azionare la micidiale bomba contenuta all’interno fu Antonino Madonia che agiva per conto dei boss di Cosa Nostra. Fu una vera e propria strage.

A perdere la vita furono, oltre il magistrato Rocco Chinnici, il Maresciallo dei Carabinieri Mario Trapassi, l’appuntato Salvatore Bartolotta che facevano parte della scorta del magistrato e il portiere dello stabile di via Pipitone Federico, Stefano Li Sacchi. L’attentato aveva l’obiettivo di dimostrare tutta la potenza della mafia che doveva imporre le proprie leggi.

Nel corso del tv movie viene raccontata anche la vita privata del protagonista che, nato nel 1925, ha vissuto a Palermo ed ha avuto come unico obiettivo la lotta a Cosa Nostra e la costituzione del Pool Antimafia. Il primo grande processo a Cosa Nostra, il cosiddetto maxiprocesso di Palermo, è stato proprio il risultato del lavoro istruttorio svolto nel corso degli anni da Rocco Chinnici. Nel team entrarono a far parte alcuni giovani magistrati dell’epoca tra i quali Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Della presenza dei due giovani Rocco Chinnici fu molto orgoglioso perché vedeva in loro il perpetuarsi della lotta contro la criminalità organizzata.

I telespettatori vedranno Chinnici partecipare a molti congressi e convegni nei quali tentava sempre di coinvolgere i giovani e incentivarli ad opporsi allo strapotere della Mafia. Proprio per raggiungere questo obiettivo si recava nelle scuole per parlare agli studenti soprattutto del pericolo della droga che era uno dei business di Cosa Nostra.

L’ultima intervista da lui rilasciata a Pippo Fava, poco tempo prima dell’attentato, sottolineava proprio che bisognava combattere la mafia per evitare che giovani cadessero preda della droga. Lo sentiremo infatti ribadire che nella sola Palermo esisteva un fatturato di droga di almeno 400 milioni di vecchie lire al giorno. Il rifiuto della droga rappresentava l’arma più potente che avevano in mano i giovani per combattere contro la mafia.



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