A testa alta – Libero Grassi: la conferenza stampa in diretta


A testa alta - Libero Grassi, la conferenza stampa in diretta del film tv sulla vita dell'imprenditore siciliano ucciso dalla mafia dopo essersi opposto a richieste di pizzo


Milano. Viene presentato, questa mattina, il tv movie A testa alta – Libero Grassi che fa parte del ciclo di quattro pellicole dal titolo Liberi sognatori. Il film tv è in onda su Canale 5 domenica 14 gennaio. La storia è ispirata alla reale vita dell’imprenditore ucciso perchè si era ribellato all’imposizione di pagare il pizzo.

Il primo a prendere la parola è il produttore Pietro Valsecchi: “è un film intenso, è stato un lavoro difficile e complesso. Vale la pena rimanere a casa domenica sera, anche coi figli, per far conoscere questa storia. Ci siamo ripresi lo spazio con cui abbiamo iniziato venticinque anni fa“.

Il regista Graziano Diana parte coi ringraziamenti: “a Mediaset e alla famiglia Grassi, che ha collaborato con noi. Abbiamo girato nella sua casa messa a disposizione dalla figlia Alice, la quale l’ha arredata per l’occasione. Questa storia è importante perché parliamo di un imprenditore, non di un magistrato, una persona che credeva anche nella comunicazione ed è ben espresso più volte nel film. L’impegno di Libero Grassi è quello di un uomo di cultura, metteva le lavoratrici in regola, era veramente un libero sognatore. Sono grato di averlo potuto raccontare e con questo gruppo di attori“‘.

 Prende la parola il protagonista Giorgio Tirabassiapprofondendo ho scoperto come sia stata una persona di una lucidità incredibile. Son sincero, non ce l’ho questo coraggio, io faccio l’attore, che è qualcosa di molto lontano da chi decide di dedicare la vita alle istituzioni. La sceneggiatura era perfetta, io nasco con Valsecchi, basti pensare a ‘Ultimo’ e dopo a ‘Distretto di polizia’. Non dimentichiamoci che prima che Pietro prendesse attori cinematografici, c’erano attori plasticoni in tv. Lui ha introdotto anche gli accenti regionali. Sono molto contento di questo ciclo perché racconta persone anche meno conosciute, parliamo dell’uomo comune, credo che ci sia un po’ di coraggio in più in tal senso“.
Segue l’intervento di Michela Cescon, che interpreta la moglie: “lei è mancata due anni fa. Io scelgo sempre la via dell’interpretazione, non dell’imitazione. Ho visto giusto due fotografie, quando intuisco qualcosa, lavoro su quello e mi riferisco, nel suo caso, alla grande dignità e alla simpatia. Loro erano uniti come famiglia, si volevano bene. Alcune collane che ho indossato erano di questa donna, con la figlia che ogni giorno ci seguiva sul set portandoci cimeli“.
Parla adesso Diane Fleri (Alice, la figlia di Grassi): “è la prima volta che mi rapporto con una storia vera, sentivo una grande emozione. Nella mia ignoranza non conoscevo la vicenda di Grassi, ma parlando con le persone per strada, ho avvertito quanto fosse nota perché la mafia, seppur in modalità diverse, esiste ancora oggi. Ho potuto conoscere il mio personaggio, Alice, ed è stata un’esperienza fortissima e spero che si noti“‘.

Le domande dei giornalisti

Come vi siete mossi per evitare retorica e pessimismo, visto che tutte e quattro le storie si concludono con la morte?
G. Diana: speriamo di esserci riusciti parlando anche del movimento nato tra i ragazzi e puntando l’attenzione sulla centralità della figura di Libero Grassi che diventa un mentore. Infatti abbiamo raccontato come ci fosse una presa di coscienza nelle persone accanto a lui.

Cosa pensate che resti di questo genere di film?

P. Valsecchi: Pina Grassi aveva espresso il desiderio che i film venissero diffusi nelle scuole. Su di me queste storie hanno avuto un effetto risolutivo: mi hanno convinto a fare questo lavoro.

Giorgio Tirabassi, che responsabilità avverte visti i ruoli precedenti? che riscontro ha dal pubblico?

Si è creata questa empatia con gli spettatori. Io penso sempre che sia importante raccontare l’uomo comune, quando in un film riesci a toccare una corda particolare, vuol dire che il lavoro è fatto bene. Quando ho interpretato Borsellino ero terrorizzato, poi leggendo una sua frase sulla paura mi ci son buttato. Son arrivato a questo lavoro su Grassi in maniera più serena.

Come è stata la vostra vita sul set?  Avete avuto fastidi?

No, non ne abbiamo avuti. Insieme alla famiglia Grassi abbiamo partecipato alle feste di addio pizzo, con ragazzi che ballavano. Facendo i sopralluoghi ho conosciuto, a Mondello, anche una coppia che me ne ha parlato malissimo, attaccando la sua memoria e questo vuol dire che ancora la sua figura divide a distanza di ventisei anni. Su quell’esempio mi è venuto in mente lo sfogo del ragioniere che ha paura del suo coraggio.

Avete in mente di realizzare iniziative in Sicilia?

Sì, organizzeremo anche incontri con le scuole. Poter accompagnare il discorso con una storia è sempre importante.Spesso nei nostri giornali si parla poco di mafia perché si dice che è noioso. È un impegno molto importante per Mediaset, ancor più in un’azienda in cui a volte il fondatore è stato connesso…ci sembra anche coraggioso e un segno di chi sa distinguere i piani.

P. Valsecchi “se non ci fosse stata Mediaset io non avrei mai fatto il produttore. Non avrei mai potuto fare in Rai, ad esempio, Il capo dei capi. È un’azienda libera, che vuole fare profitto”.
Giancarlo Scheri, il direttore: “la libertà avuta qui in Rai non c’era, sposo assolutamente le parole di Pietro”
Quali sono i prossimi progetti di Taodue?
Ne potrei citare quattro ma ho paura che la Rai me li rubi, poi per carità son bravissimi. (Scherza Valsecchi)

Abbiamo in cantiere altre quattro storie, ci stiamo confrontando con Graziano e Umberto Ambrosoli. Sono film costosi, vedremo. Mi auguro che si continui a dar vita a queste storie”.

Per Tirabassi: qual è stata la difficoltà più importante e cosa le ha lasciato?
Si parla di anima, tanto che dice “il silenzio avvelena l’anima. Inizialmente ho guardato una foto e mi son spaventato (non c’è molta somiglianza) e abbiamo fatto un passo indietro.
Il primo incontro con Alice Grassi è stata una doccia fredda perché mi ha detto: “tu non gli assomigli per niente”. Non deve esser stato semplice anche per loro aver a che fare con un gruppo di persone che decidono di raccontar la propria vita.
Capendo poi l’importanza dei rapporti famigliari anche rispetto al pubblico, abbiamo lavorato col cuore.
Ritornando sulla valenza didattica, la televisione spinge verso un certo rigore e il cinema preferisce un tono diverso. Ad esempio, in La mafia uccide solo d’estate si ridicolizza il fenomeno. Che pensate?
G. Diana sì si può schernire e ridicolizzare la mafia, ma noi abbiamo preferito raccontare la storia delle vittime. È giusto parlarne, farlo in modo diverso è un vantaggio per gli spettatori.
Come mai la predominanza della mafia?
Certamente ci allargheremo anche ad altre tipologie di situazioni malavitose.

La conferenza stampa si conclude qui.



0 Replies to “A testa alta – Libero Grassi: la conferenza stampa in diretta”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*