Calcio Champagne, la recensione


Riflessioni e critica della prima puntata di Calcio Champagne, il nuovo programma sportivo di Rai2.


 

 Troppo champagne. E poco calcio. O meglio poco calcio commentato a dovere. Troppe chiacchiere e troppe frasi sopra le righe da parte del conduttore Marco Lollobrigida. Troppa l’invadenza di Mario Sconcerti, presenza fissa ma ingombrante di Calcio Champagne, il nuovo programma sportivo all’esordio il 27 agosto su Rai 2 in seconda serata.

 In una sorta di lounge bar piena di avventori ai quali viene servito champagne stappato con tante bollicine frizzanti, inizia l’avventura di questo nuovo programma che sostituisce Sabato Sprint in definitivo letargo. 

Le aspettative erano tante: programma giovane con pubblico giovane, un nuovo modo di interpreatre il calcio e commentarlo, cercando di farlo vivere ai telespettatori sotto un’ottica più moderna.

Invece la delusione arriva subito: innanzitutto con il modo di condurre di Lollobrigida: pretenzioso e falsamente ironico. In effetti il neo padrone di casa ha tentato in tutti i modi di rendersi simpatico al pubblico del calcio del sabato sera grazie ad un linguaggio da umorismo involontario. Ha utilizzato frasi studiate probabilmente a tavolino come: l’insostenibile leggerezza della vittoria, il cesello di mercato. Ha citato Proust definendolo “uno dei più grandi dell’umanità” senza dire in quale settore fosse grande. Ed ha presentato per l’ospite vip di turno il “questionario di Pruzzo” parafrasando con il nome dell’ex giocatore della Roma, quello del celebre scrittore.

L’autore della Recherce (ma Lollobrigida saprà di che stiamo parlando?) si starà rivoltando nella tomba. Possibile, chiediamo al responsabile di Rai Sport Gabriele Romagnoli, che qualche anima buona non gli abbia spiegato prima della messa in chi era Proust? O forse Lollobrogida lo ha dimenticato nella frizzante emozione dell’esordio? Sono interrogativi ai quali non sapremmo dare una risposta. Ma resta l’amarezza dell’approssimazione e dell’ostentata ricerca di una pseudo- cultura umanistica da voler inserire a tutti i costi nel programma.

Insomma troppe bollicine in giro nello studio. Bere con consapevolezza a Calcio champagne potrebbe diventare un imperativo categorico per Lollobrigida e i suoi ospiti. 

Il contributo dato da Mario Sconcerti ai commenti delle partite è stato assolutamente nei limiti della norma. Niente di diverso rispetto agli altri suoi innumerevoli interventi. Niente di più profondo: d’altra parte le bollicine che guizzavano nello studio e componevano le lettere del titolo del programma erano davvero inebrianti. Ed hanno procurato dei danni.

Lollobrigida alla fine della prima puntata dà appuntamento a sabato prossimo dimenticando la pausa del campionato. Penoso anche il tentativo di coniugare musica e sport.

Unica donna nello studio tutto al maschile Katia Serra ex calciatrice della Nazionale italiana femminile. La avevamo vista anche a Il grande match in occasione di Euro 2016. Unica ospite (fissa) che ci è sembrata più consapevole delle proprie parole in uno studio pieno di retorica grandeur.

Per adesso calcio Champagne è un programma da evitare. A meno di concedergli una “second chance”



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