Il mago del Cremlino – Le origini di Putin (The Wizard of the Kremlin) è un thriller politico del 2025 diretto da Olivier Assayas, in onda lunedì 24 agosto 2026 alle 21.15 in prima visione su Sky Cinema Uno, in streaming su NOW e disponibile on demand. Protagonisti sono Paul Dano, Jude Law e Alicia Vikander, rispettivamente nei ruoli di Vadim Baranov, Vladimir Putin e Ksenia.
Tratto dal romanzo bestseller di Giuliano da Empoli, il film porta lo spettatore nella Russia degli anni Novanta per raccontare, mescolando personaggi reali e di finzione, la costruzione del nuovo potere russo dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Al centro c’è Baranov, brillante produttore televisivo che diventa lo stratega della comunicazione di un ex agente del KGB destinato a cambiare la storia del Paese: Vladimir Putin.
Regia, produzione e protagonisti de Il mago del Cremlino
La regia è firmata da Olivier Assayas, che ha scritto la sceneggiatura insieme allo scrittore Emmanuel Carrère. Il film è stato presentato in concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2025.
Paul Dano interpreta Vadim Baranov, personaggio di finzione ispirato liberamente alla figura dello stratega politico Vladislav Surkov. Inizialmente artista e produttore televisivo, Baranov comprende prima di molti altri che nella nuova Russia il potere non passa soltanto attraverso la politica, ma anche attraverso la capacità di costruire e controllare la percezione della realtà.
Jude Law interpreta Vladimir Putin, mostrato durante la sua ascesa da ex funzionario del KGB fino ai vertici dello Stato russo.
Alicia Vikander è invece Ksenia, donna indipendente e sfuggente che rappresenta per Baranov qualcosa che le strategie del potere non riescono a controllare.
Nel cast spiccano inoltre Jeffrey Wright nel ruolo dello scrittore Rowland, Will Keen come Boris Berezovsky e Tom Sturridge nei ruolo di Dmitri Sidorov.
Dove è stato girato?
Nonostante la storia sia ambientata principalmente in Russia, Il mago del Cremlino – Le origini di Putin è stato girato soprattutto a Riga, in Lettonia.
Le riprese si sono svolte tra gennaio e aprile del 2025. L’architettura della capitale lettone e la vicinanza culturale e paesaggistica con il mondo ex sovietico hanno permesso alla produzione di ricreare Mosca e altri ambienti russi senza girare realmente nel Paese.
Palazzi istituzionali, strade e ambienti interni sono stati trasformati per rappresentare la Russia degli anni Novanta e dei primi anni Duemila.
Trama del film Il mago del Cremlino – Le origini di Putin
La storia comincia nella Russia dei primi anni Novanta.
L’Unione Sovietica è crollata e il Paese attraversa un periodo di caos economico, politico e sociale.
In questo scenario emerge Vadim Baranov, giovane intellettuale proveniente dal mondo del teatro d’avanguardia che comprende immediatamente le enormi possibilità offerte dalla nuova televisione.
Baranov diventa un produttore di successo e la sua capacità di manipolare il linguaggio e l’immagine attira l’attenzione dell’oligarca Boris Berezovsky.
L’uomo sta cercando una figura politica capace di garantire stabilità e soprattutto proteggere gli interessi del nuovo sistema di potere.
La scelta cade su un ex agente del KGB apparentemente poco carismatico: Vladimir Putin.
Baranov viene chiamato a costruirne l’immagine.
Ed è qui che comincia la sua vera ascesa.
Come Baranov contribuisce all’ascesa di Putin?
Vadim comprende che il nuovo leader non deve necessariamente conquistare il pubblico attraverso il carisma tradizionale.
Deve diventare il simbolo dell’ordine dopo il caos.
Baranov costruisce quindi strategie, discorsi, immagini e narrazioni capaci di trasformare Putin nell’uomo forte di cui una parte della Russia sente di avere bisogno.
La politica comincia a funzionare come uno spettacolo televisivo.
Il confine tra realtà e rappresentazione diventa sempre più sottile.
Ma mentre Putin consolida il proprio potere, cambiano anche i rapporti con gli oligarchi che ne avevano favorito l’ascesa. Berezovsky scopre che l’uomo che credeva di poter controllare non ha alcuna intenzione di rimanere una pedina.
Lo stesso Baranov comprende progressivamente di aver contribuito a costruire un sistema diventato molto più potente dei suoi stessi creatori.
Chi è Ksenia?
L’unica persona che sembra sottrarsi alla capacità manipolatoria di Vadim è Ksenia.
La donna rappresenta l’opposto del mondo nel quale Baranov ha scelto di vivere.
È indipendente, imprevedibile e soprattutto non vuole essere controllata.
Il loro rapporto attraversa gli anni mentre Vadim entra sempre più profondamente nei meccanismi del Cremlino.
Proprio attraverso Ksenia emerge il prezzo personale pagato dal protagonista. Baranov è diventato bravissimo a modificare la percezione di milioni di persone, ma non riesce a governare i sentimenti e le scelte della donna che ama.
Spoiler finale: come finisce Il mago del Cremlino – Le origini di Putin?
Con il passare degli anni Putin non ha più bisogno di chi lo ha aiutato a costruire la propria immagine.
Il sistema si è consolidato.
Baranov comprende che ciò che inizialmente considerava un gigantesco esperimento di comunicazione politica si è trasformato in una struttura di potere nella quale la distinzione tra informazione, propaganda e realtà è quasi scomparsa.
Dopo anni trascorsi nelle stanze del Cremlino, Vadim decide di ritirarsi dalla vita politica.
Quindici anni più tardi accetta di raccontare la propria esperienza allo scrittore americano Rowland.
È attraverso questa lunga confessione che lo spettatore ha conosciuto gli eventi del film.
Ma anche in quel momento rimane un dubbio fondamentale: quanto di ciò che Baranov racconta è realmente vero?
Baranov tradisce Putin?
Il rapporto tra Baranov e Putin arriva inevitabilmente a un punto di rottura.
Vadim comprende che la creatura politica alla cui costruzione ha contribuito è ormai completamente autonoma e che lui stesso può essere considerato sacrificabile.
Il protagonista sceglie quindi di allontanarsi dal sistema, ma non può cancellare il ruolo avuto nella sua nascita.
La conclusione non offre una semplice redenzione.
Baranov può abbandonare il Cremlino, ma rimane consapevole di aver contribuito personalmente alla costruzione di un meccanismo destinato a sopravvivere anche senza di lui.
Il significato del finale è proprio nell’ambiguità tra verità e narrazione. Vadim ha trascorso la propria carriera creando versioni della realtà capaci di influenzare milioni di persone. Quando finalmente racconta la propria storia, lo spettatore non può quindi sapere con certezza se stia confessando la verità oppure se il mago del Cremlino stia realizzando la sua ultima grande manipolazione.
Il mago del Cremlino è una storia vera?
Il mago del Cremlino non è un biopic tradizionale, anche se utilizza numerosi personaggi ed eventi realmente esistiti.
Vladimir Putin e Boris Berezovsky sono figure storiche reali, mentre Vadim Baranov è un personaggio immaginario.
Baranov è però liberamente ispirato a Vladislav Surkov, influente consigliere politico russo considerato uno dei principali teorici della comunicazione utilizzata dal Cremlino negli anni dell’ascesa di Putin.
Il film mescola quindi storia, finzione e interpretazione politica, seguendo la stessa impostazione del romanzo di Giuliano da Empoli.
Cast completo de Il mago del Cremlino – Le origini di Putin
- Paul Dano: Vadim Baranov
- Jude Law: Vladimir Putin
- Alicia Vikander: Ksenia
- Jeffrey Wright: Rowland
- Will Keen: Boris Berezovsky
- Tom Sturridge: Dmitri Sidorov
- Magne-Håvard Brekke: Eduard Limonov
- Matthew Baunsgard: Larry
- Dan Cade: agente Johnson
- Alexander Johnson: segretario di Putin
- Alexandra Dinu: Tatiana
- Anastasia Reshetnikova: Natasha


