Non è l’Arena | diretta 13 gennaio | Salvini conferma : non vado a Sanremo


Non è l’Arena | 13 gennaio 2019 | puntata in diretta. Massimo Giletti oltre ad intervistare il leader della Lega Matteo Salvini, ha ospitato in studio Pierdavide Carone e i Dear Jack, esclusi dal Festival di Sanremo 2019.


E’ andata in onda, alle 20.30 su La7, una nuova puntata di Non è l’Arena condotto da Massimo Giletti.

Il giornalista questa settimana ha intervistato il vicepremier nonché leader della Lega Matteo Salvini per trattare alcuni argomenti riguardanti il Governo, l’intesa con i Cinque Stelle, le polemiche sull’immigrazione e il rifiuto da parte di molti sindaci italiani di applicare alcune delle linee guida che sono contenute nel decreto sicurezza.

In questa puntata ricca di ospiti sono stati presenti il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio, Nunzia De Girolamo,Dino Giarrusso, lo scrittore e accademico Stefano Zecchi, la psicologa Stefania Andreoli, l’economista del Pd Irene Tinagli, l’attore Luca Barbareschi, il sociologo Domenico De Masi, l’attore Leopoldo Mastelloni, il sottosegretario della Lega Claudio Durigon, la giornalista musicale Marinella Venegoni. Si sono aggiunti Leopoldo Mastelloni, Luca Telese, Francesca Barra, Vladimir Luxuria e Daniela Santanchè.

Massimo Giletti inoltre ha ospitato nella sua Arena Pierdavide Carone e i Dear Jack, esclusi dal Festival di Sanremo 2019 con il loro brano intitolato Caramelle incentrato sul tema della pedofilia.

Seguiamo insieme la puntata:

Giletti inizia la puntata introducendo uno degli argomenti della serata: la cattura del terrorista Cesare Battisti, condannato dalla giustizia ma salvato dalla politica.

Dopo la breve introduzione Giletti dà il via al faccia a faccia con Matteo Salvini.

Il leader della Lega riconosce l’ottimo lavoro fatto per la cattura. Il terrorista in passato ha ucciso molte persone, tra cui un gioielliere, un macellaio ed una guardia carceraria. Secondo Salvini deve marcire in galera.

Il terrorista è stato arrestato in Bolivia e sta per rientrare in Italia, è stato condannato a quattro ergastoli. Durante tutte le operazioni è stato importante il coinvolgimento delle forze dell’ordine italiane, tra cui la Polizia di Stato.

Massimo Giletti ricorda una delle vittime di Battisti,l’agente della Digos Andrea Campagna , ucciso a Milano in via Modica il 16 aprile 1979. In collegamento da Milano vi è il fratello di Andrea,Maurizio.

Il fratello racconta ciò che accaduto quel giorno: Andrea Campagna era uscito da casa con la fidanzata e il suocero che doveva accompagnarlo a lavoro. Battisti gli sparò cinque colpi di pistola. Battisti è l’esecutore materiale del delitto.

Venne ammazzato perchè  aveva partecipato ai primi arresti legati al caso di Pierluigi Torregiani, ucciso nel febbraio 1979.

Il Ministro dell’Interno invita Maurizio e i parenti delle altre vittime di Battisti ad un incontro a Roma. 

Dal terrorista Battisti si passa al concetto di immigrazione.

Salvini vuole che l’Unione Europea deve mantenere l’impegno preso con l’Italia ovvero dovranno anche loro accogliere, visto che gli altri paesi avrebbero dimostrato un certo menefreghismo.

Salvini afferma che tra i migliaia di immigrati arrivati nel nostro Paese solo 20% sono veri profughi. Il resto della popolazione che arriva, se non lavora e non sono produttivi nel paese devono tornare nel loro.

Salvini vuole aiutare le popolazioni straniere a casa loro e condanna ferocemente gli scafisti che col traffico degli esseri umani guadagnano moltissimi soldi giocando sui problemi e la disperazione della gente.

Si cambia di nuovo argomento parlando del Festival di Sanremo 2019. Il Ministro come ha già detto in altre occasioni non parteciperà al Festival. Giletti manda in onda una clip del presentatore del Festival, Claudio Baglioni, il quale sostiene che il nostro paese è incattivito e le misure del Governo in tema di immigrazione sono tutte sbagliate.

Salvini non si è per nulla offeso dinanzi a questa dichiarazione ma ribadisce che Sanremo non deve trasformarsi in un palcoscenico politico e che la sola protagonista del Festival deve essere la musica.

Rimanendo in tema Rai, Salvini critica il fatto che alcuni personaggi televisivi guadagnino molto denaro. Inevitabile il ritorno sul “caso Fazio“. Giorni addietro Salvini ha dichiarato che Fabio Fazio guadagna in un mese, quanto il leader della Lega gudagna in un anno. Ma non farebbe cambio con lui.

Dopo la parentesi Sanremo, Giletti si sofferma su Luigi Di Maio mostrando uno filmato ( caricato sui social e di scarsa qualità) durante una vacanza sulla neve.

Matteo Salvini ammette che in questi sette mesi di governo gialloverde, è soddisfatto dell’impegno dei politici che stanno collaborando insieme per il bene del Paese.

Salvini ricorda inoltre l’anniversario della tragedia di Rigopiano ,avvenuta il 18 gennaio 2017, dove morirono 29 persone.

La scorsa settimana durante la visita del leader della Lega a Pescara, Salvini ha incontrato i famigliari delle vittime e ha trovato 10 milioni di euro per risarcire i parenti delle vittime.

Si passa ora all’argomento pensioni. Giletti mostra un intervento di Elsa Fornero, l’8 gennaio scorso, nella trasmissione Dimartedì di Floris.

La Fornero condanna l’idea di Salvini di riportare la “finestra” sulle pensioni, ovvero il cittadino dopo aver maturato tutti i contributi necessari al fine pensionistico dovrà aspettare qualche mese in più prima di avere la pensione.

Salvini risponde che la finestra sarà solo di tre mesi e che la Legge Fornero ha rovinato milioni di italiani.

Dopo la Fornero si parla del Sindaco di Roma, Virginia Raggi.

Il leader della Lega sostiene che la Raggi non sia in grado di gestire bene la città. La Raggi deve occuparsi dei rifiuti incombenti sui marciapiedi e le strade, dei gabbiani che invadono la città, del malfunzionamento dei mezzi pubblici nella Capitale.

Terminata l’intervista con Matteo Salvini, entra in studio il giornalista Marco Travaglio. Autore del libro, insieme con Marco Lillo Padrini fondatori .

Sul tema immigrazione Travaglio sostiene che per quanto riguarda i migranti che bivaccano nelle città, i governanti dovrebbero impegnare questi uomini e ragazzi in dei lavori.

E’ convinto inoltre che del fatto dei migranti non deve occuparsene solo l’Italia solamente perché è il paese più vicino nel Mediterraneo. 

Massimo Giletti fa ora ascoltare l’audio originale riguardante l’omicidio di Paolo Borsellino avvenuto il 19 luglio 1992. Venne ucciso in quanto era contrario alla trattativa Stato Mafia. Oltre Borsellino, furono uccisi anche cinque uomini della scorta. Dal luogo dell’attentato sparì la ormai celebre “Agenda rossa” di Borsellino sul quale appuntava scrupolosamente ogni sua scoperta sulla Trattativa.

Si rientra dalla pubblicità con la polemica sul caso del brano Caramelle di Pierdavide Carone e i Dear Jack. La canzone sarebbe stata censurata da Baglioni e la sua commissione in quanto dedicata al tema della pedofilia.  Giletti li ha invitati in studio in quanto anche il giornalista è stato censurato.

Nelle parterre di ospiti in studio vi sono la giornalista Marinella Venegoni, la psicoterapeuta Stefania Andreoli, Stefano Zecchi e Nunzia de Girolamo.

Claudio Baglioni dichiara che non c’è stata alcuna intenzione censoria nei confronti della canzone, non è semplicemente rientrata nella graduatoriaPierdavide Carone e i Dear Jack si accomodano in studio.

Carone racconta di aver scritto il brano nel mese di giugno e gli è stato suggerito si presentarla alla commissione del Festival visto che con la canzone vuole trasmettere un messaggio molto forte. Baglioni dice di aver mandato un messaggino al cantautore ma Carone non l’ha mai ricevuto.

Stefano Zecchi pensa che la canzone sia modesta, la definisce una canzonetta. Zecchi afferma che la televisione non supplisce le Istituzioni , la scuola e la famiglia. Sanremo non dovrebbe affrontare questi temi seri. La canzone sarebbe solo una strategia di merketing.

Nunzia de Girolamo attacca il professore. Non può definire canzonetta il lavoro fatto dai ragazzi che sognano il loro futuro pieno di speranza e successo.

E’ partita anche una grande catena solidarietà sui social da parte di molti cantanti e gruppi italiani che sostengono in pieno Carone e i Dear Jack.

Interviene la psicoterapeuta Stefania Andreoli la quale sostiene che la musica è cultura ed essendo Sanremo un grande palcoscenico popolare, il messaggio della canzone può arrivare ad una fascia maggiore di popolazione.

Stefano Zecchi continua a rimanere fermo sulla sua posizione, non si possono trattare argomenti difficili in canzonette.

La giornalista Marinella Venegoni ricorda al professor Zecchi che il tema della pedofilia era già stato trattato nel 1971 nel brano di Lucio Dalla e Ron, Il gigante e la bambina. Un altro brano in cui è presente il tema è la canzone di Fabrizio de Andrè nel 1968 intitolato  Leggenda di Natale.

Una delle vittime di pedofilia è stata l‘attrice Elena Sofia Ricci che durante un’ospitata da Bruno Vespa a Porta a porta ha confessato gli abusi subiti da ragazzina.

Non ha raccontato nulla fino alla morte della madre perchè  la donna non sa che è stata lei, ovviamente inconsapevole, a mettere la figlia in mano al suo carnefice.  Nonostante siano passati tanti anni la Ricci sta ancora lavorando su questo, racconta di quanto sia brutta la sensazione di sentirsi “sporca” e del senso vergogna che ti accompagna. Questi orchi uccidono la femminilità potenziale di una donna ,distruggono l’anima di una donna.

Dopo la dichiarazione dell’attrice, Carone e i Dear jack fanno ascoltare al pubblico il brano “incriminato” Caramelle. Il brano è accolto da un fragoroso applauso.

Nunzia de Girolamo si avvicina al conduttore con un pacchetto di caramelle che vuole utilizzare come simbolo di lotta alla pedofilia ed invita il pubblico a postare sui social delle foto con delle caramelle.

Successivamente Giletti si mette in collegamento telefonico con l’attore Luca Barbareschi. All’età d 6 anni è stato anche lui molestato.

La madre lo ha saputo diversi anni dopo ed ha affermato che se il figlio per anni non ha detto nulla significa che gli piaceva.

Chiuso il capitolo Sanremo ed abusi si passa al reddito di cittadinanza e pensioni.

Sono presenti in studio Claudio Durigon, Irene Tinagli, Dino Giarrusso e il sociologo Domenico De Masi.

Le due sedie libere sono riservate a Leopoldo Mastelloni e Filippo Riniolo.

Mastelloni è diventato il paladino dei pensionati in quanto che sostiene l’innalzamento delle pensioni basse, dato i pensionati faticano ad arrivare a fine mese.

Va in onda un servizio dedicato a Claudio, un uomo di mezza età che per colpa delle continue riforme e ora dello stop della futura, vedere slittare sempre di più la propria pensione. Presumibilmente giovedì 17 gennaio dovrebbe diventare attuativa la nuova riforma.

Claudio Durigon spiega che la Quota 100 sarà un sistema democratico che darebbe a migliaia di italiani la possibilità di andare in pensione.

Dopo 50 anni di lavoro, Leopoldo Mastelloni confessa di prendere una pensione di circa 900 euro al mese. La pensione è cosi bassa perchè il calcolo viene fatto considerando solo gli ultimi anni contributivi.

Anche i dipendenti statali sono abbastanza arrabbiati. Molti di loro non aderiranno alla Quota 100 e continueranno a lavorare sia perchè il TFR è stato posticipato, sia perchè non versando tutti gli anni di contributi la pensione è più bassa, quindi preferiscono essere ancora attivi nel mondo del lavoro per accedere al massimo .

Irene Tinagli si interroga su chi pagherà gli interessi. Il sociologo De Masi afferma che è difficile trovare i soldi solo quando si parla di poveri e sostiene che l‘allungamento della vita media ha portato di conseguenza ad allungare sempre più l’età per andare in pensione. Viviamo tre volte in più rispetto ai nostri trisavoli.

Ora va in onda un servizio dedicato ad un Centro per l’impiego che si trova a Napoli. Gente iscritta da anni non ha mai trovato lavoro.

Solo il 3% di chi è iscritto ad un centro per l’impiego ha trovato lavoro. Da anni è risaputo che il sistema non funziona perchè non fa incrociare la domanda con l’offerta. L’iscrizione serve ad ipotetiche aziende ad incentivare ad assumere, nient’altro.

Dino Giarrusso afferma che lo Stato spende milioni  di euro per pagare i dipendenti dei centri e le strutture a vuoto visto che non funzionano. Ci vorrebbe una riforma seria dei centri per l’impiego. E’ sostenitore del reddito di cittadinanza.

Nella fetta dei disoccupati non viene calcolata la fascia di popolazione che non studia, non lavora e non cerca lavoro.

Il dibattito viene improvvisamente interrotto dal conduttore perchè è appena arrivata in redazione una foto da mostrare al pubblico.

Si tratta di un cartello appeso su un ponte romano, vicino al Colosseo, nel quale si incita la liberazione del terrorista Cesare Battisti. L’immagine crea sdegno in studio.

Riprendendo il discorso dei centri dell’impiego ed inevitabilmente dei giovani, Filippo Raniolo sostiene che il nostro paese non dà opportunità ai giovani e li costringe a scappare in altri paesi, dove sono apprezzati e gli stipendi sono alti. In Italia invece i giovani sono sfruttati e sottopagati.

Massimo Giletti illustra in grafica i prerequisiti per accedere al reddito di cittadinanza: oltre ad un basso isee, bisogna avere pochi soldi nel conto in banca e bisogna non avere auto e motocicli al di sopra di una certa cilindrata.

Dopodichè Giletti riprende un servizio del collega Corrado Formigli, tratto dalla trasmissione Piazzapulita, nel quale alcuni furbetti napoletani spiegano come ingannare lo Stato al fine non solo di avere l’ipotetico reddito ma anche per ottenere denaro in quanto nullatenenti e/o disoccupati. La prima regola infatti è non intestarsi mai una casa, bisogna trovare una fidanzata che non lavora, non bisogna sposarsi altrimenti ci sono meno vantaggi.

E’ arrivata la mezzanotte e Giletti cambia argomento. Mostra un filmato in cui si susseguono una serie di risse avvenute nei parlamenti esteri. Si parla ad esempio di Albania, Ucraina, Sudafrica, Georgia, Kosovo e tanti altri.

Dopo il film il conduttore presenta il nuovo parterre di discussione, si sono accomodati  Luca Telese, Vladimir Luxuria e Francesca Barra. Si aggiunge in collegamento Daniela Santanché.

Luxuria racconta che mentre era nel Translatlantico, un parlamentare la corteggiava. Non era di suo gradimento e lui era diventato un po’ stalker nei suoi confronti così lo minacciò di raccontare tutto ai giornalisti. Da quel momento è sparito.

Daniela Santanchè afferma che le donne molto corteggiate sono quelle che si dimostrano disponibili e che le ragazzine di oggi sono molto spudorate.

Tornando al tema risse, Giletti ricorda l’episodio di Nino Strano che festeggiò con mortadella e champagne in Parlamento la caduta del governo Prodi.

Un altro episodio è accaduto a fine dicembre 2018. Nel corso della discussione di una manovra in Aula, il deputato del Pd Emanuele Fiano ha lanciato il testo della legge di Bilancio, colpendo il sottosegretario Massimo Garavaglia.

Dopo Fiano anche i deputati Nobili e Mollicone sono stati i protagonisti di un’altra rissa sempre in Parlamento.

Massimo Giletti ricorda anche la celebre rissa tra Vladimir Luxuria e Alessandra Mussolini avvenuta nel 2006 nella trasmissione Porta a porta durante la quale la Mussolini disse che era meglio essere fascisti che omosessuali.

Recentemente Luxuria si è scontrata con Asia Argento in una puntata di Cartabianca di Bianca Berlinguer, durante la quale accusava l’attrice Argento non solo di aver sbagliato a denunciare una violenza dopo vent’anni ma che poteva evitare l’abuso.Successivamente Luxuria ha scritto ad Asia una lunga lettera di scuse in quanto ha compreso di aver sbagliato.

La Santanchè si schiera con le vere donne che sono state abusate, come le operaie e le altre categorie di donne comuni.Secondo lei le attrici non vengono violentate ma è una libera scelta di scambio merce per fare carriera. La Santanchè condanna le donne che utilizzano le scorciatoie per ottenere il successo.

Francesca Barra si infastidisce con la Santanchè perchè non condivide le sue opinioni ed aggiunge che le prime nemiche delle donne sono le donne stesse.

Daniela Santanchè e Luca Telese sono stati i protagonisti di un simpatico siparietto durante una puntata de L’aria che tira condotta da Myrta Merlino. In quella occasione si discuteva della forma fisica della donna confrontata con quella non proprio perfetta di Telese.

La puntata si conclude con il litigio avvenuto tra Vittorio Sgarbi e Francesca Barra durante una puntata di In onda durante la quale la giornalista indossava le vesti di conduttrice del programma.

Dopo l’ultimo filmato il conduttore congeda i suoi ospiti.

Termina così la puntata di Non è l’arena. Appuntamento con Massimo Giletti  domenica 20 gennaio.



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