La difesa della razza | puntata 27 maggio | il razzismo degli smemorati


La difesa della razza | puntata 27 maggio | il razzismo degli smemorati. Ultima puntata del programma che fa il punto sulle discriminazioni di cui erano vittime gli immigrati italiani nel passato. Si parte dalla tragedia di Marcinelle, in Belgio.


Puntata conclusiva, questa sera del programma La difesa della razza. L’appuntamento è su Rai 3 alle 20:30. Gad Lerner, il conduttore, si occupa di un tema molto sentito: il razzismo degli smemorati.

Questo infatti è il titolo della sesta ed ultima puntata che accende i riflettori sulla discriminazione contro gli immigrati italiani nei tempi passati. Il tutto a 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia.

Nel corso del viaggio, il conduttore ha voluto realizzare una sorta di provocazione mettendo in primo piano coloro che in qualche modo sono o sono stati razzisti. Lerner oggi si occupa di come sono stati trattati gli italiani quando dovevano emigrare per cercare lavoro all’estero.

La difesa della razza | la tragedia di Marcinelle

La prima tappa è Marcinelle in Belgio dove sorgeva la Miniera del Bois de Cazier. Qui nel 1956 hanno perso la vita 262 minatori e tra questi 132 erano italiani. Ad accompagnare Lerner in questo doloroso viaggio c’è uno dei sopravvissuti, Urbano Ciacci che racconta non solo la sua storia di immigrato in Belgio a soli 17 anni per aiutare la famiglia, ma svela anche come quel posto sia sopravvissuto ad una speculazione edilizia che lo voleva trasformare in un centro commerciale.

Oggi Marcinelle conserva il ricordo di quella tragedia. Umberto Urbano Ciacci parla anche della solidarietà che univa i minatori migranti che giungevano da tutto il mondo per scavare carbone. Rai 1 ha dedicato alla tragedia una serie tv in due puntate, andata in onda nel 2003 con Claudio Amendola e Maria Grazia Cucinotta, scritta e sceneggiata da Laura Toscano.

La difesa della razza | altre testimonianze

Poi Lerner incontra una signora di 67 anni Katia Porri che vive a Zurigo ed è sempre impegnata nel sociale contro ogni forma di discriminazione e razzismo. La donna racconta la sua storia di bambina, una tra i tanti cosiddetti figli proibiti, i bambini fantasma dei lavoratori italiani stagionali a cui era proibito portare con sè i figli per una norma che dal 1934 è stata in vigore fino al 1996. Katia per 3 anni ha vissuto in una stanza chiusa senza finestre senza andare a scuola e senza far rumore per timore che i vicini di casa svizzeri potessero accorgersi della sua presenza e denunciarla.

Un altro bambino fantasma è Egidio Stigliano che ha trascorso tutta l’infanzia nascosto in una casetta in un bosco.

Lerner si reca a Colonia, nella piazza dove nella notte di Capodanno del 2016 centinaia di giovani immigrati aggredirono donne tedesche. Quell’evento ha cominciato a dar fiato a movimenti contrari alla politica di apertura ai profughi della cancelliera Angela Merkel.

Lerner incontra Tommaso Pedicini caporedattore di Radio Colonia nata nel 1961 per dar voce ai connazionali emigrati in Germania. Il giornalista racconta come venivano trattati gli emigrati italiani tra gli anni 60 e 70. Poi Lerner parla con i vecchi lavoratori italiani che sono molto arrabbiati contro i nuovi immigrati accusati di non voler fare sacrifici, non rispettare le regole, e affermare soltanto i propri diritti.

Poi siamo a Macerata dove nei giorni del processo a Luca Traini accusato di strage aggravata da razzismo, Lerner intervista lo psichiatra Giovan Battista Camerini incaricato di stilare una perizia della difesa che cerca segni di infermità mentale per colui che il 3 febbraio scorso ha cominciato a sparare contro persone di colore.

Infine altri servizi conducono Lerner fino al Museo Lombroso di Torino.



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