Il giovane Montalbano 2, la conferenza stampa


La presentazione della seconda stagione della serie di Rai 1


Anticipata dalla proiezione del primo episodio, viene presentata oggi la seconda stagione de Il Giovane Montalbano, interpretato da Michele Riondino.

Abbiamo seguito la conferenza stampa.

A pochi giorni dal 90esimo compleanno di Andrea Camilleri, la prima puntata della nuova serie verrà proiettata anche questa sera nella Sala Sinopoli dell’auditorium Parco della Musica.
La stagione si compone di sei puntate, in onda da lunedì 14 settembre. Partecipano alla conferenza autori, produttori e cast.
Apre la direttrice di Rai Fiction Tinni Andreatta: Il giovane Montalbano è stata una scommessa, perché si confrontava con un personaggio di successo quale quello a cui ha dato il volto Zingaretti. Bisognava ricostruire tutte quelle informazioni date per scontate nella serie classica.
Ha i chiaroscuri della giovinezza, di un carattere che si va affermando. Di conseguenza la trama è più “emotiva”, cioè si va costruendo nelle sei puntate: gli episodi infatti, non sono autoconclusivi.
Venduta in 50 paesi tra cui Stati Uniti e Giappone, la prima stagione è stata capace di portare il marchio del nostro paese in tutto il mondo.

La parola passa a Carlo Degli Esposti, produttore per Palomar: la soddisfazione è stata costruire una squadra di giovani attori che attualmente è il meglio nel panorama del cinema e della televisione. Non sono state cercate le “star”, ma gli attori più adatti al ruolo.
Rispetto ad altre operazioni commerciali, Il giovane Montalbano si inserisce nel filone della serialità d’autore. Alcuni aspetti intravisti nei romanzi di Camilleri sono stati ricostruiti: la nascita della relazione con Livia, il rapporto con il padre, il ricordo della madre. Un modo lungo di saldare il racconto, insomma.
Lo sceneggiatore Francesco Bruni ripercorre il lavoro di invenzione da un lato, e ricerca di indizi nei romanzi dello scrittore siciliano. D’altro canto, gli sceneggiatori hanno avuto la fortuna di poter contare su otto racconti scritti dallo stesso Camilleri.

Il regista spiega che la serie coniuga la trama gialla di altissimo livello con un lato da commedia. Inoltre la storia con Livia: “siamo riusciti a raccontare con una forza importante, a dargli una ricchezza da film d’amore”. In definitiva, rispetto alla passata stagione, si è riusciti a coniugare più elementi.
Lo conferma anche l’interprete di Livia: volevamo dare una dignità a questa ragazza. L’obiettivo era quello di mostrare quanto possa essere difficile vivere una storia in cui si crede per una donna che deve affrontare la lontananza e la paura causata da un lavoro pericoloso.
Secondo Michele Riondino l’esperienza-Montalbano è unica. Innanzitutto perché si è dei privilegiati nell’ambiente della fiction italiana, poiché ci si confronta con testi scritti direttamente dall’autore. Alcuni stereotipi lo rendono un successo anche all’estero: Vigata è una rappresentazione teatrale degli stereotipi italiani.
Il segreto del giovane Montalbano sta nel depistare il colpo di scena di ciò che verrà: pur non dovendo raccontare molto, vi sono invece eventi che se fossero andati in maniera diversa, avrebbero cambiato totalmente il corso della storia. Essendo un prequel, sappiamo tutti come evolveranno le vicende. Il commissario ad esempio, avrà un’altra donna, eppure tutti sappiamo che sposerà Livia: gli attori, in definitiva, hanno arricchito il background del personaggio.
Vedremo inoltre un Mimì nuovo, più sentimentale.
Serena Iansiti sarà una “delle cose che non è andata in porto nell’avventura di Montalbano”: si tratta di una new entry, una figura femminile che non esita a tuffarsi nelle situazioni.

Viene chiesto a Bruni qual è il rapporto di Camilleri con il giovane commissario: lo scrittore si è prodogato con generosità, correggendo eventuali punti in cui non riconosceva il suo personaggio.
La serie si chiude con la strage di Capaci, che modifica direttamente la vita di Montalbano.
La conferenza si chiude qui, l’appuntamento è in prima serata su Rai 1.



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