Vip e letteratura, Barbara Palombelli: mi batto contro la letteratura per ragazzi


Intervista con la giornalista, conduttrice televisiva e radiofonica, Barbara Palombelli che parla del suo rapporto con i libri e la letteratura.


Giornalista, conduttrice televisiva e radiofonica, Barbara Palombelli ha un curriculum televisivo che inizia nel 1987 con Domenica in e si conclude con la conduzione di Forum di cui è ancora al timone nelle due versioni di Rete 4 e di Canale 5. Per la radio ha condotto i programmi “Se telefonando”, “Il gambero” e “28 minuti”. La Palombelli è una lettrice attenta ed ha un rapporto molto intenso con la letteratura.

L’abbiamo incontrata per farci raccontare i suoi libri del cuore.

I suoi libri dell’infanzia?

Ho iniziato molto presto a leggere i gialli della Mondadori. E tra questi preferivo Agatha Christie, Ellery Queen e Wallace. Avevo una cugina più grande di me che possedeva la collezione dei classici BUR, da questa collezione rubavo libri come ad esempio “Lolita”. Un giorno mia madre e se ne accorse e molto intelligentemente mi dette da leggere i testi di Moravia. 

Quindi per lei niente letteratura per ragazzi?

Assolutamente no, io mi batto contro la letteratura per ragazzi e sono sicura che se non avessi letto quei libri in giovane età adesso non avrei la stessa passione per la letteratura. Proprio grazie a tali esperienze ho capito che la lettura è un’avventura emozionante

barbara palombelli letteraturaAvrà una libreria piena di libri?

La tecnologia ci ha offerto la possibilità di utilizzare il Kindle che mi consente di leggere ovunque e appena ho un momento di tempo, in questo modo riesco anche a finire un libro al giorno.

Ci racconta i suoi studi?

Io mi sono laureata in antropologia culturale con Ida Magli. Amo la letteratura americana, inglese e francese e mi muovo su due binari, il primo è quello della letteratura che io definisco”colta”, il secondo contempla la letteratura “incolta”. In effetti adoro Roberto Calasso in particolare “Il Cacciatore celeste” che studia il rapporto tra l’essere umano e l’animale dalle origini ad oggi. Per quella che io chiamo letteratura “incolta” mi considero una giallista incallita, adoro il noir norvegese e tra gli italiani “Il commissario Ricciardi” e “Il commissario Schiavone” (che è diventato una fiction televisiva in onda a breve, ndr). Se un giallo mi attira riesco a leggerlo in una sola notte.  

Ama anche i fumetti?

Sì in particolare mi piace Dylan Dog.

E i classici?

Li ho letti all’università. Joyce è stato oggetto di studio mentre Proust con la sua “Recherche” ha rappresentato uno dei momenti fondamentali della mia vita. L’ho letto quando avevo una gamba ingessata ed ero costretta all’immobilità. Una volta le lunghe malattie consentivano di leggere come anche le antiche villeggiatura al mare. Oggi è tutto molto più veloce.

Quale aspetto della Recherche l’ha colpita di più?

La capacità dell’autore di rappresentare il meccanismo sociale. Credo che con Proust sia iniziata la grande cultura del salotto e forse anche del gossip.barbara palombelli facebook

Tra gli scrittori contemporanei quale preferisce?

Ho letto con grande piacere Simonetta Agnello Hornby, Rosetta Loy e Lia Levi. Ho amato anche “La scatola nera” un capolavoro della letteratura israeliana.  {module Pubblicità dentro articolo}

Con quale criterio sceglie i suoi libri?

Io sono molto amica di Carmen Llera Moravia. È lei che mi consiglia quali testi a leggere. Grazie a lei ho scoperto Hanif Kureishi di cui ho letto alcuni libri tradotti da Ivan Cotroneo.

Quali sono invece le letture dei suoi figli?

Come tutti i giovani purtroppo non leggono molto. Da piccoli si sono interessati a Federico Moccia poi successivamente a tutti i libri sulle “sfumature”. In particolare il più grande dei miei figli ama leggere in lingua originale.

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