Alberto Rimedio: La telecronaca di Italia-Svezia? Un dolore fisico (VIDEO)


L'intervista al giornalista Rai, dal 2014 telecronista ufficiale della Nazionale di calcio, in occasione della presentazione dell'offerta Rai per festeggiare il 120° compleanno della Figc.


Il 45enne giornalista romano, telecronista della Nazionale e attualmente conduttore di 90° Minuto su Rai 2, illustra l’impegno della Rai per celebrare i 120 anni della Figc e ci svela alcune curiosità del suo lavoro.

In che modo la Rai sta contribuendo a festeggiare i 120 anni dalla fondazione Federazione Italiana Giuoco Calcio?

Quello tra Rai e Figc è un binomio indissolubile. Esiste da sempre un legame tra la nostra azienda e la maglia azzurra. Lo dimostra il fatto che alcuni miei predecessori hanno avuto la fortuna di raccontare l’Italia campione del mondo in radio o in televisione, regalando emozioni indimenticabili: penso a Nicolò Carosio, Nando Martellini, Enrico Ameri, Sandro Ciotti, Riccardo Cucchi, Bruno Gentili e Marco Civoli. La Rai sta ospitando, non solo nelle trasmissioni sportive, alcuni esponenti della Federcalcio. Per quanto concerne 90° Minuto, oggi sarà presente in studio Roberto Fabbricini, commissario straordinario della Federcalcio. Uno dei vice commissari, Alessandro Costacurta, parteciperà in serata a La Domenica Sportiva. Con loro avremo l’occasione di affrontare vari temi, cercando di capire come far rinascere la Federcalcio dopo le difficoltà evidenziate nell’ultimo periodo sul piano sportivo e anche politico. L’augurio è che la Figc possa torna all’antico splendore e che soprattutto si possa voltare pagina dopo la delusione derivante dall’esclusione dai prossimi Mondiali in Russia.

Alberto Rimedio e Paola Ferrari, conduttori di 90°Minuto su Rai 2

Lei è il telecronista della Nazionale di calcio dal 2014. A lei, dunque, è spettato raccontare la sfortunata partita Italia-Svezia, che è costata agli azzurri la mancata partecipazione ai Campionati del mondo dopo molti anni. Quali erano le sue sensazioni nel descrivere soprattutto gli ultimi minuti di quel match?

Ho provato un vero e proprio dolore fisico. Più passavano i minuti e più si avvertiva l’impotenza dell’Italia e l’incapacità di sfondare il muro eretto dagli svedesi, anche a causa di una serie di errori tecnico-tattici commessi e sui quali è ormai inutile ritornare a parlare. In quegli istanti e dopo il fischio finale dell’arbitro si avvertiva tristezza, amarezza, delusione. Sensazioni, dunque, estremamente spiacevoli, soprattutto se confrontate con le meravigliose emozioni che gli azzurri seppero regalare a me e a tutti gli italiani in occasione degli Europei del 2016 in Francia: basti pensare al match con la Spagna, valido per gli ottavi di finale, in cui la Nazionale, data per sfavorita, vinse per 2-0 con una prestazione fantastica. Il confronto tra le due esperienze è stato sportivamente drammatico.

Ad Alberto Rimedio abbiamo anche chiesto quale sia il suo approccio al racconto di una partita, specialmente se il match è “di cartello”. Il giornalista ci ha dato la sua “ricetta”: per scoprire nel dettaglio quale sia la sua risposta basterà ascoltare l’intervista integrale che ci ha rilasciato. Il modo è molto semplice: basterà cliccare sul pulsante Play del video che apre il nostro post. 



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