Livio Beshir, io e Syusy Blady come Dante e Virgilio In viaggio con la zia


Intervista a Livio Beshir che conduce In viaggio con la zia, ogni sabato su Rai1 alle 12,30 insieme a Syusy Blady.


 Nei panni del nipotino curioso e affamato di sapere lui ci sta proprio bene. Anche perché, accanto, ha una zia che di cose da raccontargli e da insegnargli ne ha davvero moltissime e interessantissime. Livio Beshir è il protagonista, insieme a Syusy Blady, del programma itinerante di Raiuno In viaggio con la zia, in onda fino al 30 luglio ogni sabato alle 12.30.

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Durante la loro visita in nove splendide città italiane, la coppia di viaggiatori andranno a curiosando nell’arte o nei siti archeologici meno conosciuti, tra botteghe artigianali e vecchie mercerie. Entreranno in musei originali, in periferie riqualificate, nei conservatori e nelle scuole di musica. Persino in qualche luogo dedicato al ‘mistero’ o dove è stata girata la scena di un film famoso. A fare un po’ da Cicerone, con qualche incursione qua e là, c’è Costantino D’Orazio, un veterano, ormai, dei programmi a tema artistico.

Livio, ci vuole raccontare com’è andare In viaggio con la zia? E com’è questa zia?

Divertentissimo! E molto formativo. Con questa zia meravigliosa che è Syusy Blady che porta in giro per l’Italia il nipote alla scoperta di luoghi e argomenti sconosciuti. Ogni volta che la chiamavo Syusy mi riprendeva: ci teneva tantissimo che la chiamassi zia. Con lei mi trovo davvero bene; girare l’Italia e farlo con una icona di viaggi in tv come lei è per me un motivo di grande entusiasmo.

Come potremmo definire questo format?

Direi una travel comedy, in quanto raccontiamo dei viaggi, ma non lo facciamo in modo istituzionale e canonico. Le informazioni, i contenuti vengono infatti fuori attraverso un rapporto tra moderni Dante e Virgilio. Adoro questo programma e questo tipo di conduzione mi rende entusiasta. E far parte di questa prima sperimentazione della rete mi riempie d’orgoglio.

E chi è Dante e chi Virgilio?

Syusy mi fa scoprire alcune realtà legate alla sua saggezza, quindi è un po’ più classica, mentre io attingo informazioni più dal web, come qualsiasi giovane. Lei mi fa scoprire novità di cui godo. E poi ci sono i personaggi che via via incontriamo in questo viaggio: il tipo di argomentazione di questi protagonisti dei luoghi che stiamo visitando è bellissima.

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Nel ruolo di zia dalle ampie conoscenze, Syusy com’è?

Diciamo che ci gioca un po’ sulle non conoscenze di questo nipote. Scherzi a parte, ci sono state cose che davvero non conoscevo. A Torino, ad esempio, ho conosciuto il figlio di un grande scrittore, Dino Segre, noto con lo pseudonimo di Pitigrilli: è stato uno splendido incontro. Per questo devo assolutamente ringraziare chi ha ideato il programma, perché attraverso queste storie portano alla conoscenza di cose che altrimenti rimarrebbero dimenticate. Il figlio di questo artista ci ha ringraziato commosso in quanto sta cercando di dare dignità al padre dimenticato dall’Italia ma tradotto all’estero in tutte le lingue.

Un luogo che le è entrato particolarmente nel cuore?

Difficilissimo dirlo, anche perché ho visto davvero realtà e posti meravigliosi e sono venuto a conoscenza di storie incredibili, stupende. Comunque sia, sono rimasto letteralmente incantato dalla Napoli sotterranea, dai luoghi in cui Nerone si esibiva suonando la lira. Napoli ha storie antiche, che appartengono alla nostra grande cultura e che spesso ignoriamo. Pensate che Nerone impedì al pubblico, durante una sua esibizione, di alzarsi nonostante ci fosse in atto un terremoto. Raccontare la città attraverso la sua storia è una delle cose che ho amato di più.

E un segreto che ci vuole anticipare?

Riguarda sempre Napoli: pare che lì si trovi la tomba di Dracula. Siamo andati a visitarla con Lello Arena, che è un grande conoscitore della Napoli sconosciuta, misteriosa.

Dopo In viaggio con la zia cosa la aspetta?

Sono appena stato al cinema con La coppia dei campioni e ci tornerò con un film con Luca Argentero, Al posto tuo. Poi continuerò sicuramente con la conduzione de La mostra del cinema di Venezia, con speciali live da Venezia per la Rai. Ma ora che ho scoperto questa dinamica dei viaggi, mi piacerebbe continuare anche con questo filone. Ho un animo nomade, se non si è capito… (ride)…

Attore, conduttore, autore. Lei è un artista poliedrico, ma c’è un ruolo che sente più suo?

Vengo dal teatro, quindi è lì che ho imparato a toccare con mano, a sperimentare la mia poliedricità. Sicuramente venire da quell’ambiente mi ha aiutato a essere versatile, multitasking. Adoro il contatto con il pubblico, con gli attori, con la compagnia quando ei in tournée. Come il teatro, anche tutti gli altri lavori che ho fatto sono stati una grande scuola. E a me piace dare il meglio in ogni cosa che faccio. Quindi assorbo e faccio mio ogni tipo di insegnamento. E poi faccio tutto con entusiasmo; non mi piacciono le cose meccaniche. Ci devo sempre mettere il cuore.



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