Le Iene Show | 11 marzo 2018 | puntata in diretta


Appuntamento domenicale con Le Iene Show, questa sera su Italia 1 alle 21.20.


A metà tra informazione e intrattenimento, seguiamo ora la puntata in diretta.

Stasera il trio di conduttori è composto da Andre Agresti, Nicola Savino e Nadia Toffa. Breve giro di presentazioni, e subito pubblicità.

Si comincia con un servizio di Giulio Golia: Il vicinato non è bello se non è litigarello. Tutto inizia con una mail di aiuto alla iena: le scrive Francesca, raccontando che il vicino di casa Nicola ha persino cercato di uccidere suo padre Mario.
Con il terrore che la situazione possa peggiorare, continuando a litigare e minacciarsi, Nicola una volta ha davvero tentato di sparare a Mario. Golia ascolta il racconto dai diretti interessati, i quali vivono barricati in casa “come se vivessimo agli arresti domiciliari”. Episodio per episodio, denuncia su denuncia, tutto è puntigliosamente documentato: le telecamere installate fuori intanto, mostrano le manovre delle auto sul viale. Ma Golia comincia a nutrire dei dubbi, osservando che si tratti di normali manovre.
L’inviato allora si reca dal famigerato Nicola: l’uomo ha una versione diversa dei fatti, sostenendo di aver genericamente sparato. Dice di essersi sempre difeso, di essere talmente esausto da averlo voluto spaventare: emerge addirittura che Mario aveva pagato delle persone per minacciare Nicola. Provocazioni senza fine, come la bicicletta messa in modo che nessuno possa parcheggiare sotto.
Giulio Golia fa da mediatore, trovando un compromesso: a casa di Mario, dopo 20 anni, vengono alzate le serrande. Una volta registrato il servizio però, la figlia di Mario chiede che siano oscurati i volti per una questione di privacy.

Si prosegue con Nina Palmieri: 2° comandamento: non rompere i coglioni. Per decisione del giudice, Jacopo non può vedere Roberto: Jacopo è un ragazzo autistico, Roberto lo stava seguendo in un  percorso di inclusione.
Non essendo in grado di gestire Jacopo, perché lei stessa sotto amministratore di sostegno, la mamma non ha potuto pronunciarsi a favore di Roberto: i metodi dell’uomo sono stati ritenuti non idonei dal giudice, inserendo Jacopo in un istituto dove non può più avere contatti con lui. Indipendentemente dai voleri di Jacopo. Insomma: Jacopo è detenuto contro la sua volontà, e sta vedendo pochissimo la mamma, che ha avuto problemi di salute.
In seguito è stato deciso il trasferimento in un altro centro, anche se sembra che l’abbia preso positivamente.

Gaetano Pecoraro si occupa di Starbucks: E se il prossimo capo del governo fosse Don Gino?  Don Gino è un prete che ha uno spazio sociale vicino al Duomo di Milano, esattamente dove Starbucks sta per aprire la sua sede in Italia: il parroco perciò, mediando direttamente con il presidente della multinazionale, è riuscito a far assumere 23 dei suoi ragazzi a patto di cedere il suo spazio.
Tocca ad Antonino Monteleone: 167milioni di lavori sulla ferrovia e la sicurezza?
Siamo sulla linea ferroviaria Palermo-Agrigento: il giornalista documenta come alcune aree non siano accessibili ai mezzi di soccorso. Al punto che è stato predisposto il fermo del traffico in caso di condizioni atmosferiche sfavorevoli. La iena raggiunge il responsabile del progetto del nodo di Palermo, l’ingegnere Palazzo: non ottiene nessuna risposta.

Alice Martinelli incontra Luigi: Quando ti ammali e ti negano i diritti. Senza lavoro, senza un euro in tasca, l’uomo vive in un camper: dopo il divorzio non ha più una casa sua, mangia grazie alla Caritas.
Ammalatosi a causa dell’amianto, a Luigi non è stato riconosciuto alcun risarcimento: la prima pensione di Luigi arriva grazie all’ intercessione della Martinelli, visto che la situazione era bloccata perché il provvedimento non era attuativo.

Stefano Corti e Alessandro Onnis raggiungono Vittorio Sgarbi, rischiando di prendere un paio di pedate: Prendiamo le pizze con Sgarbi. Le iene raccolgono la denuncia di un pizzaiolo di Acerra, il quale sostiene che il critico d’arte non abbia pagato il conto nel suo locale. sgarbi reagisce come suo solito, spiegando che in realtà il responsabile sarebbe Cristicchi.

Matteo Viviani ascolta la testimonianza di Jurec: Un prete come un papà, ma che abusa di te. Arrivato in Italia dalla Polonia per studiare, sotto tutela di un prete che aveva conosciuto al suo Paese, Jurec è stato abusato dal prete: quella che doveva essere una grande occasione di vita,si è trasformata in un incubo.
Il ragazzino veniva ricattato: se ad esempio voleva andare a pattinare, doveva lasciarsi mettere la mano dentro i pantaloni. Dopo un lungo periodo, divenuto adolescente, il ragazzo si apre con un altro prete: gli viene detto di stare zitto, in quanto sarebbe stato il diavolo a fargli credere di essere abusato. Solo intorno ai 17 anni il parroco ha perso interesse per lui.
Ora adulto, Jurec sa che il prete esercita in Molise: anche nella nuova parrocchia, circondato da bambini. Viviani lo raggiunge, notando che ha due cani: Jurec gli aveva raccontato che era costretto a dormire insieme al cane, perché l’odore dell’animale eccitava l’uomo.
La iena non solo va dall’orco, ma anche dal vescovo della diocesi di Isernia: gli viene risposto che nessuno ha denunciato, che se ci fosse un riscontro si avrebbe la rimozione.

Nadia Toffa documenta Il palazzo dove le persone non esistono. Siamo a Milano, a via Cavezzali, dove c’è un condominio zona franca: la polizia non vigila, l’area è controllata da sentinelle-spacciatori che scrutano attentamente chi scende e chi sale dalle scale.
Tutto in nero, a 300 euro circa per appartamento, chiunque può vivere negli alloggi liberi: per chi ha qualcosa da nascondere insomma, un posto sicuro. Potenzialmente ideale per un terrorista, ad esempio.
Grazie a un complice che si finge bosniaco senza documenti, vediamo come funziona il racket. Al Comune di Milano sanno del giro: attendono che la magistratura disponga come sgombrare lo stabile.
La Toffa a questo punto va proprio dall’ uomo che trattava con il complice senza nulla chiedere: lui non sa niente perché lavora.

È il momento di Mary Sarnataro: Eva Henger: faccia a faccia con la sua hater. Dopo la partecipazione all’ Isola de Famosi, il nome della Henger è rimbalzato nei social: la iena le fa incontrare una delle commentatrici più accanite. Solo che stavolta, a differenza di tanti altri hater, la donna non rinnega niente di quanto scritto online: rivendica tutto.

Filippo Roma ancora sui plichi elettorali: Diritto al voto negato agli italiani all’estero. Diversi i video messaggi di persone che, dalla Svezia agli Usa, hanno il sospetto che il loro voto sia stato rubato da qualcuno.
Una scrutatrice denuncia a Filippo Roma le irregolarità svoltesi nel suo seggio. Adele Castellaccio, candidata, sostiene che la procedura del Ministero dell’Interno non sia stata rispettata: a una settimana dallo scrutino, lo spoglio dei voti non è ancora concluso.

Andrea Agresti è a Venezia: Il ponte per andare all’ospedale. Voluto dall’amministrazione Cacciari, realizzato dall’architetto Calatrava, il ponte incriminato è responsabile di numerose cadute: pavimentazione scivolosa in vetro, gradini irregolari, sono alla base di molti infortuni per chi scende le scale.
Ma non è andata meglio per la ditta che ha vinto l’appalto: i lavori si interrompevano per lunghi periodi, e i costi aumentavano. Essendo Calatrava in giro per il mondo infatti, era difficile ottenere indicazioni su come procedere. L’azienda costruttrice non ha nemmeno ottenuto tutti i soldi dovuti, nonostante la consegna dei lavori: il proprietario dice di vergognarsi per essersi prestato a un’opera simile, dove i disabili non possono nemmeno transitare.
Agresti si reca da Cacciari, il quale non sa che il costo iniziale di 5milioni di euro è lievitato a 12. Simili problemi si erano verificati anche in altre opere dello stesso Calatrava.

Cizco si propone come Uno spogliarellista in convento. in occasione dell’otto marzo, la iena suona il citofono di alcuni conventi, sostenendo di essere stato chiamato per uno spettacolo.

A mezzanotte viene replicato un servizio della Toffa: 13enne stuprata dal branco e ripudiata dal paese.
Luigi Pelazza da Lazarat: Gli albanesi che spacciano in Italia.

La puntata si conclude qui.



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