Storie maledette, 18 marzo 2018, diretta seconda puntata


Secondo appuntamento con il programma di Franca Leosini che prosegue nelle interviste a Sabrina Misseri e Cosima Serrano, ritenuti responsabili dell'omicidio di Sarah Scazzi.


È andato in onda su Rai 3 il secondo appuntamento con Storie maledette, il programma ideato e condotto da Franca Leosini. Trasmessa la seconda parte dell’intervista a Sabrina Misseri e Cosima Serrano, condannate all’ergastolo per l’omicidio ad Avetrana della piccola Sarah Scazzi, avvenuto nel 2010.

Anteprima: servizio in cui Franca Leosini ricostruisce le tappe della triste vicenda della giovane pugliese: il suo racconto si ferma al ritrovamento del cellulare della ragazzina il 29 settembre 2010, proprio dove la prima puntata era terminata.

La Leosini chiede ad entrambe il motivo che spinse Michele Misseri a far ritrovare il cellulare della nipote. La moglie: “Forse non ce la faceva più a tenere tutto questo peso dentro di sé“. “Non ho mai sospettato di lui“, dice Sabrina. La Serrano fa capire alla conduttrice che il marito ha riflettuto a fondo sulla volontà di far rinvenire il telefonino di Sarah. Misseri voleva che tutti i sospetti si concentrassero su di lui. Il 5 ottobre, alla vigilia del suo interrogatorio, l’uomo, nella sua auto, parlò tra sé e sé: un soliloquio sconclusionato probabilmente legato a quanto stava accadendo e interpretato diversamente da accusa e difesa nel processo.

Il 6 ottobre, a Chi l’ha visto?, venne comunicata alla mamma di Sarah il ritrovamento del corpo della figlia e che il cognato aveva confessato l’omicidio della nipote. Franca Leosini chiede a Sabrina Misseri di ricostruire quei momenti: “Piansi per ore”, rivela. Tra lei e il padre ci fu una telefonata dopo quella diretta, nella quale chiese al genitore il perché del suo gesto. Misseri, stando ai documenti, disse: “Non lo so“.  La ragazza si proclama innocente e tra le lacrime dice: “Fino ad ora è stata proprio Sarah a non aver avuto giustizia“. 

Michele Misseri dichiarò in seguito anche di aver violentato la nipote dopo averla uccisa, affermazioni ritrattate più volte come noto. “Non so se Michele avrebbe potuto essere capace di abusare di Sarah”. La donna poi svela come negli ultimi periodi di matrimonio i rapporti tra loro non erano buoni, ricordando due episodi in cui il marito, durante altrettanti litigi, minacciò di aggredirla fisicamente. “Negli ultimi anni di matrimonio non lo consideravo una brava persona, era un po’ falso“, aggiunge. Dal maggio 2010 i due non dormivano più assieme: Michele Misseri dormiva su una sdraio e stando alle parole della moglie i due non avevano rapporti sessuali proprio da quel periodo. Rispetto alla puntata precedente, come immaginabile, la protagonista della serata è maggiormente Cosima Serrano.

Il 15 ottobre 2010 Michele Misseri coinvolse nei fatti la figlia Sabrina. La ragazza confessa all’intervistatrice che il padre da un paio d’anni era cambiato sotto l’aspetto psicologico, come se qualcosa non andasse. “Perché papà avrebbe ucciso Sarah? Per un movente sessuale“, dice la ragazza che quindi ritiene colpevole il papà dell’omicidio della cugina, commesso nel garage di casa. Però poi ammette di non aver mai intuito possibili interessi sessuali del padre nei confronti della ragazzina. Poi si discolpa ulteriormente: “Lui ha dichiarato che io sono scesa in garage, cosa che però non ho fatto. Se avessi assistito alla scena avrei chiamato subito i Carabinieri“.

In seguito, durante l’incidente probatorio, Michele Misseri cambiò nuovamente versione asserendo che era stata la figlia a far morire la nipote durante un gioco, finito tragicamente male. La Leosini sentenzia: “Questa è una dichiarazione di sontuosa imbecillità“: sulla stessa linea la Misseri figlia che dal canto suo definisce “recita” quella del padre. Anche Cosima Serrano pensa sostanzialmente che il marito abbia assassinato Sarah: “Non pensavo che fosse capace di uccidere, eppure è successo“.

Non siamo state né io né mia madre ad uccidere Sarah“, ribadisce la Misseri che non accetta la sentenza del tribunale e reputa anche poco convincente il movente di gelosia nei confronti di Sarah per il suo rapporto con Ivano Russo. La ragazza ribadisce che la ragazza non è entrata proprio in casa sua, sebbene la testimonianza di un imbianchino avesse visto la ragazzina intorno alle 13.45 andando nella direzione di casa Misseri. Dal canto suo, Cosima Serrano smentisce categoricamente la testimonianza di un fioraio locale che intorno al pomeriggio del giorno fatidico l’avrebbe vista strattonare la nipote e farla entrare bruscamente in auto. Il fiorario successivamente dichiarò di aver sognato tutto ciò.

Dopo l’arresto ad ottobre 2010 di Sabrina Misseri, nel maggio successivo anche la madre Cosima Serrano subì la stessa sorte per concorso in omicidio, accusa che lei però continua a smentire. “Chi ha ucciso Sarah? Io e mia figlia certamente no“, dice. “Ai giudici non hanno dato scelta, hanno archiviato la posizione di quello che si era autoaccusato (il marito, ndr) e quindi qualcuno dovevano incolpare“, aggiunge, pur dicendo di non poter dichiarare con certezza che sia stato il consorte ad ammazzare la nipote. A spingere la Serrano a voler uccidere la nipote sarebbe stato il fatto che la donna fosse furiosa del pettegolezzo messo in giro da Sarah sul mancato rapporto sessuale tra Sabrina e Ivano Russo. Accusa che però lei non ha mai voluto accettare.

Michele Misseri ha scritto numerose lettere alla figlia per chiederle perdono: la figlia dichiara di leggerle, ma non di avergli mai risposto. “Un giorno vorrò incontrarlo“, confessa. La ragazza, detenuta nel carcere di Taranto, spiega le sue attività nel carcere: sveglia alle 6.30, poi porta la colazione alle detenute e il pomeriggio frequenta anche un corso scolastico. È anche un’abile disegnatrice. “Il paradosso è che c’è molta più umanità qui dentro che fuori. Le altre detenute non mi hanno creato mai problemi e per questo le ringrazio“. Sabrina divide la cella con sua madre: “Non è facile aiutarsi a vicenda perché soffriamo entrambe. “. Cosima Serrano invece si dedica molto all’uncinetto: “È stata la mia salvezza“, dice.

Attraverso queste domande, si cerca in questo momento di scoprire la quotidianità delle detenute, andando oltre i tragici eventi che hanno stravolto loro la vita. Alcuni parenti si sono allontanati, altri sono rimasti loro accanto così come alcuni amici.

A me piacerebbe molto parlare con mia zia Concetta (la madre di Sarah, ndr). Spesso in tribunale ho cercato il suo sguardo per farle capire che non potevo aver fatto ciò di cui ero accusato. Lei mi manca“, dice Sabrina in risposta ad una lettera della zia che ha dichiarato di desiderare la conversione al geovismo della ragazza, religione professata da Concetta Serrano. Cosima: “Rivedere mia sorella? Certo, così potremmo chiarirci“. Madre e figlia si dicono a posto con la coscienza.

Porto con me il tormento se sarebbe giusto crederle o no“, conclude Franca Leosini al termine di un’intervista che nella parte finale ha ancor più cercato di entrare nell’animo dell’interlocutrice.

Termina qui la seconda puntata. La prossima sarà trasmessa domenica 25 marzo, alle ore 21.20, su Rai 3.



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