Le Iene show, i servizi di questa sera, 22 ottobre


Mammucari e Blasi conducono una puntata in cui si parla di alta velocità


Nuova puntata de Le Iene show, questa sera. L’appuntamento, come al solito è alle 21,10 in diretta su Italia 1. Conducono Ilary Blasi, Teo Mammucari e la Gialappa’s Band. Tra i tanti servizi di questa sera, due, in particolare: uno sull’alta velocità e un altro sul figlio di un prete pedofilo di cui il programma si è occupato già la scorsa settimana.

La novità del primo servizio è che l’alta velocità non avrà seguito almeno fino al 2028- 2030. Ma procediamo con ordine. La TAV, la linea di treni d’alta velocità, fa parte di un progetto europeo per facilitare i trasporti.  Il NO TAV è il movimento che in Italia si oppone alla costruzione del tratto italiano di ferrovia veloce, quello che da Torino, attraverso la Valsusa, dovrebbe congiungersi a quello francese fino a Lione.  In seguito alle dichiarazioni di alcuni No Tav, Le Iene verificano la presenza in rete di un documento chiamato “Mobilitè 21”, lo studio sui trasporti francesi della commissione nominata dal Presidente Hollande. In uno edi punti si legge: “Nessuna grande opera, tra cui l’alta velocità tra Lione e Torino, si realizzerà in Francia prima del 2028-2030”. Le Iene intervistano, quindi, Ives Crozet, uno dei 10 membri della commissione Mobilitè 21, professore di Economia all’Università di Lione e membro del Laboratorio di Economia dei Trasporti.

Mediaset ha reso noto uno stralcio dell’intervista che riportiamo.

Iene: Cos’è Mobilitè 21?

Crozet: “Nell’ottobre 2012 il Ministro ha formato una commissione di 10 persone, sei deputati e senatori e quattro esperti tra cui io, per studiare l’insieme delle infrastrutture dei trasporti in Francia. Questa commissione è stata chiamata Mobilitè 21.

Iene: Ci può riassumere a che conclusioni è arrivata sul tratto francese Lione-Torino?

Crozet: “La principale conclusione del rapporto della Mobilitè 21 era di fare attenzione alla realizzazione di progetti di linee ad alta velocità, anche perché queste linee nuove creerebbero problemi di saturazione sugli snodi ferroviari esistenti. Piuttosto che concentrarsi sulla costruzione di centinaia di chilometri di linee ferroviarie ad alta velocità, era meglio concentrarsi sul dare molta più mobilità ai nodi ferroviari parigini, di Lione e Marsiglia. E abbiamo insistito che costruire il tunnel Lione-Torino avrebbe implicato spese estremamente ingenti e che i soldi spesi per la Lione-Torino avrebbero precluso gli investimenti sugli altri progetti nazionali.”

Iene: Abbiamo letto una data prima della la quale non potranno iniziare i lavori. Ce la può confermare?

Crozet: “Il Governo ha ricevuto il rapporto della commissione Mobilitè 21 alla fine del giugno 2013 e il 9 luglio 2013 il Primo Ministro ha fatto una comunicazione sugli investimenti futuri e ha confermato che avrebbero seguito le conclusioni del rapporto Mobilitè 21. Cioè, che avrebbe dato la priorità agli investimenti sulla stazioni parigine e che il solo progetto futuro entro il 2030 sarebbe stato la linea Bordeaux-Tolosa.”

Iene: Qual è la linea ufficiale del governo francese su quest’opera?

Crozet: “Per noi è molto chiaro che i Governi da molti anni cercano di rimandare questo progetto senza mai osare dire la verità: cioè che andrebbe fermato. Sempre più persone sostengono che il progetto è troppo costoso e che soprattutto non corrisponde a una reale domanda e che se si realizza questo progetto il traffico e l’utilizzo sarà veramente basso. Quindi sarà un progetto con una grande capacità di traffico ma non sarà utilizzato. Tutti i deputati, la corte dei conti, spiegano che questo progetto non è assolutamente prioritario, oltre ad essere molto costoso”.

Iene: In Italia si dà per certa la costruzione. Si dice che è fondamentale per l’Europa

Crozet: “Negli orizzonti futuri di realizzazione non verrà realizzato quasi niente prima del 2025-2030”

Iene: I lavori continuano o sono fermi?

Crozet: “Per il momento i lavori sono fermi”

Nel secondo servizio, Pablo Trincia continua ad indagare sul caso di Erik, il ragazzo di 33 anni, che, nella scorsa puntata, ha raccontato di come la madre, all’età di 14 anni, fosse stata abusata da un prete. Per anni il giovane, che nacque da quella violenza, ha chiesto alla diocesi di Ferrara di ridurre allo stato laicale quel prete. Nel 2011 Erik ha poi ottenuto il riconoscimento di paternità tramite il test del Dna. Ai microfoni della trasmissione, il ragazzo ha, quindi, fatto un appello a Papa Francesco affinché venga fatta giustizia; le Iene, hanno, inoltre, lanciato l’hashtag #papaascoltaerik attraverso il proprio sito e da una settimana, in rete, si è diffusa la notizia dell’appello di Erik. Moltissime le reazioni a questa vicenda, tra cui quella di un gruppo di ragazzi che, domenica scorsa, durante l’Angelus a Roma, hanno esposto lo striscione “#papaascoltaerik”.



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