Breaking bad, l’ultimo episodio


la serie pluripremiata e acclamata si accomiata dai suoi fan


Anche l’Italia sta per salutare Walter White e Jesse Pinkman: dopo quasi due mesi rispetto all’America infatti, sabato alle 22.00 il canale Axn trasmetterà il finale di Breaking Bad, Felina.
E’ il 20 gennaio 2008 quando sulla rete via cavo Amc debutta una serie scritta da Vincent Gilligan, già sceneggiatore per X-Files. La puntata si intitola Questione di chimica, ed è il preludio di uno show che nel corso di cinque stagioni avrebbe fatto incetta di premi, conquistando otto Emmy Awards ed entrando nel guinness dei primati come Serie Tv con il punteggio più alto sul sito di critica MetaCritic.com (99/100, mai avvenuto prima).
Inizia tutto con un camper che sfreccia nel deserto, un uomo in mutande alla guida, un ragazzo svenuto al suo fianco e due uomini distesi che scivolano lungo il pavimento del veicolo. Sullo sfondo, sempre più vicina, una sirena della polizia. Ma è, appunto, solo l’inizio: niente è come sembra.

Breaking Bad respira piano, si prende tutto il tempo di cui ha bisogno: il cartello messicano, la Dea sono ancora lontani. Iniziano invece a delinearsi i contorni di Heisenberg, l’alter ego criminale di Walter White, genio della chimica imbrigliato nella forma di un banale professore di chimica nel liceo di Albuquerque, Nuovo Messico.  Il riscatto avviene “cucinando” metanfetamina insieme all’ex studente Jesse Pinkman, tossico abbandonato dalla famiglia che lo aiuta ad entrare nel giro della droga.
Sempre più inebriato dalla brama di potere, quella di Walter White è una discesa negli abissi del male. Grazie al movente di una malattia mortale, un cancro ai polmoni, il protagonista squarcia il velo sulla sua vera essenza: Heisenberg non è la trasformazione di Walter, quanto piuttosto la sua lenta rivelazione.
Calcolatore, razionale, privo di qualsiasi imperativo interiore che non sia la propria convenienza, Heisenberg è il Demiurgo che ordina gli elementi che compongono il mondo di Breaking  Bad: è lui che muove le pedine cambiando gli equilibri tra i personaggi della storia. Con un’unica priorità: la famiglia.
Stagione dopo stagione, cambia la mimica facciale: le espressioni del viso si incupiscono, le sopracciglia si aggrottano; il lato oscuro si rivela nell’intensità dei primi piani che non cercano riscatti morali o retoriche redenzioni. All’apice della sua parabola, lo definisce bene Jesse Pinkman: «Quello è il diavolo». Del resto nessuno può saperlo meglio di lui, perché se il figlio di Walter White è Walter junior, il figlio di Heisenberg è proprio Pinkman, l’unico in grado di preparare la metanfetamina con lo stesso grado di purezza.
Breaking Bad è un racconto complesso, con una sceneggiatura mai scontata, una regia attenta al dettaglio e un cast in stato di grazia per tutte e cinque le stagioni.
Il protagonista non è un eroe positivo, eppure è difficile non lasciarsi conquistare dal fascino del male: sappiamo che Heisenberg si sta lasciando dietro una scia di sangue, ma questo non basta a provare una totale repulsione nei suoi confronti. La tensione sale di episodio in episodio: sotto i nostri occhi, come ha dichiarato lo stesso Gilligan, il protagonista è diventato antagonista.
Scrivere l’epilogo di una serie tanto apprezzata dev’essere stato tutt’altro che semplice, ma chi ha già visto Felina ne ha dato giudizi positivi. Da parte nostra, noi sappiamo che quando partiranno le note con cui calerà il sipario su Breaking Bad, Heinsenberg ci mancherà.
E chissà che il ruolo del protagonista-antagonista non stia già ispirando nuovi personaggi della serialità.



0 Replies to “Breaking bad, l’ultimo episodio”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*