Maria Giulia Cavalli: “sono buona solo in Un posto al sole”


Intervsita all'attrice che da 13 anni interpreta Un posto al sole


 

Divisa tra la serena quotidianità di Ornella Bruni e altri ruoli al femminile prevalentemente cattivi, Maria Giulia Cavalli esprime, in questa continua trasformazione scenica, la poliedricità della sua recitazione. Amatissima dai fan di Un posto al sole, nella soap opera in onda su Rai3, è la tranquilla Ornella, medico, moglie e madre che, attualmente, vive un periodo di notevole stabilità personale e sentimentale: “una situazione alla quale noi tutti aspiriamo” sottolinea l’attrice che ha alle spalle una lunga carriera tra teatro, cinema e tv. In questa intervista Maria Giulia Cavalli si racconta a 360 gradi.

 Come è arrivata a Un posto al sole?

Sono stata contattata una prima volta per entrare nella soap, ma avevo precedenti impegni. Successivamente i responsabili del casting mi proposero il ruolo di Ornella, la nuova dottoressa di palazzo Palladini, ed io accettai subito anche perchè nella soap ritrovavo persone conosciute e stimate con le quali avevo condiviso in passato esperienze teatrali. Tra questi, Marina Tagliaferri e Patrizio Rispo.

E’ complicato inserirsi in un prodotto già arrivato alla puntata 1090?

Al contrario, è stimolante. Io sono entrata nel 2001 e mi sono allontanata da Un posto al sole due volte, ma i pretesti narrativi che giustificavano il mio allontanamento erano talmente credibili e ancorati alla realtà, che quasi nessuno dei fan della soap si è reso conto della mia assenza. Erano motivi familiari come ad esempio l’incidente avvenuto, nella fiction, a mii madre che mi ha tenuta lontana per un periodo.

Lei ha girato anche Una buona stagione, serie di Rai1, nel ruolo di una donna d’affari apparentemente spregiudicata

Io sono Olga Von Brurer, una donna che conosce l’ambizione, il potere, l’odio, ma anche l’amore. E’ un personaggio dalle infinite sfaccettature, ma indubbiamente appare cattiva.  Ho interpretato personaggi non positivi anche in altre fiction, tra cui Terra ribelle: ho recitato accanto a Lando Buzzanca ed è stata una esperienza di grande valore professionale e umano. Anche qui la figura femminile alla quale davo il volto era decisamente poco incline alla bontà

E’ vero che ha interpretato un ruolo femminile negativo anche in Don Matteo, la serie buona per eccellenza?

E’ accaduto nella sesta stagione della fiction con Terence Hill. Ero un’assassina di origini russe.

Lo sdoppiamento di ruoli in buona e cattiva è una sua precisa scelta?

Da tredici anni in Un posto al sole, Ornella Bruni è una donna di grandi qualità umane. E allora le volte che esco dalla soap opera, tiro fuori l’alter ego del mio personaggio al quale, tra l’altro, sono molto legata. Oltre ad essere un medico, Ornella è una donna che ha saputo affrontare la vita e ricostruirla dopo la separazione dal marito.

Tornerà a teatro?

Solo se riuscirò a trovare un personaggio femminile gratificante e positivo. Purtroppo le proposte finora valutate non rispondevano a questi requisiti per me fondamentali. Mi piacerebbe portare in scena un testo contemporaneo recitando con colleghi con i quali ho già condiviso esperienze. Dovrebbe essere uno spettacolo che affronti tematiche forti ma con il tono della leggerezza che induce a riflettere. Proprio come accade in Un posto al sole nel quale si racconta la realtà con le atmosfere da commedia  sempre finalizzate alla riflessione.

Lei assegna al teatro, anche a quello leggero, un ruolo di grande spessore

E’ così. Uno spettacolo deve avere un significato anche a livello sociale, deve saper comunicare un messaggio con intelligenza e coinvolgimento.

Fuori dal set, quali sono i suoi programmi tv preferiti?

Seguo con attenzione i talk show politici. E guardo i film in lingua originale perchè detesto il doppiaggio.

Le sue fiction preferite?

Mi sono appassionata a Braccialetti rossi e alla serie Fuoriclasse con Luciana Littizzetto. A livello internazionale sono una fan sfegatata di Desperate housewives.

A quali generi letterari, infine, è più legata?

Preferisco i romanzi, anche se, recentemente, mi sto dedicando a saggi di filosofia. Un posto particolare, nella mia libreria, occupano Ken Follett, Stephen King, Daniel Pennac, José Saramago



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