Un mondo nuovo: su Rai1 Il manifesto di Ventotene


la presentazione del tv movie che racconta la storia di Altiero Spinelli e della sua utopistica idea dell'Europa Unita.


E’ già stata lunedì a Bruxelles, dinanzi ad Anna Maria Tarantola e al Parlamento  Europeo nella Sala che porta il nome di Altiero Spinelli, il protagonista di questa nuova fiction televisiva – la produzione di Palomar e RaiFiction, “Un mondo nuovo”. Noi la vedremo sugli schermi di Rai 1 domenica prossima 23, in prima serata, ed è proprio il posto giusto. Sì, perchè il produttore Carlo Degli Esposti con Max Gusberti, gli autori di soggetto e sceneggiatura Alessandro Sermoneta, Chiara Laudani, Alberto Negrin, il produttore Rai Fabrizio Zappi, il producer Palomar Marco Camilli, il produttore esecutivo Patrizia Massa, capeggiati dal regista Alberto Negrin, sono stati da subito fermamente convinti che “Il Mondo Nuovo” sia un’opera controcorrente, necessaria per le nuove generazioni.

                                                                                

Ed è indirizzata difatti ai giovani, alla cui quasi totalità, oggi, il nome del padre fondatore dell’Europa Unita Altiero Spinelli non dice nulla o quasi. Né essi immaginano che quei partigiani, idealisti dal coraggio leonino, erano ragazzi come loro, che si chiamavano Eugenio Colorni o Ernesto Rossi o Sandro Pertini o Pietro Secchia.

Ragazzi che passarono la giovinezza in  carcere o al confino per opera del Fascismo, senza mai cambiare le loro idee democratiche, sapendo che ciò significava fame, freddo, malattie, soprattutto isolamento da tutto e tutti, terrore dei bombardamenti e paura della morte imminente.

La fiction è incentrata sull’isola di Ventotene, rocciosa e arida, come anche il libro “Un’isola” (del 1983) di Giorgio Amendola era incentrato su Ponza: le isole simboleggiavano appunto  l’isolamento, l’allontanamento dagli uomini, dalla vita, dalla società cosa che secondo tutti i regimi dittatoriali finisce per spegnere ogni resistenza e ogni reazione dell’individuo.

A Ventotene visse negli anni ’40 in regime di confino un gruppo di giovani dissidenti, antifascisti irriducibili, comunisti, anarchici, e la fiction ne segue le vicende sino alla liberazione, ai voltagabbana dei  più violenti dei Fascisti e alla realizzazione del progetto di Europa Unita del 1984, da essi – specie da Altiero Spinelli – fermamente voluta e perseguita. 

L'isola di Ventotene

Il regista Alberto Negrin è stato il grande attuatore dell’idea: “E’ stato uno dei film più difficili che mi sia accaduto di scrivere e dirigere – afferma –  Nel momento più buio della nostra storia, un pugno di giovani con la loro passione per la verità e la giustizia, la loro capacità di restare immuni da ogni calcolo personale, si sono trasformati in giganti invincibili e immortali. Nell’isolamento hanno anticipato misteriosamente il futuro, ideando un’Europa sopranazionale, senza barriere e con leggi comuni. Nulla ho dovuto inventare per dipingere la storia di questi moschettieri, partendo da lettere e biografie e ritengo – ma non solo io –  che questa fiction sia necessaria per le nuove generazioni alle prese con i nemici di oggi, la mafia, la camorra, la ndrangheta”.

Due anni di lavoro: ed ora tutto il cast era lì, nella platea del cinema Barberini per la presentazione della fiction “controcorrente”, alla presenza partecipe e tutt’altro che silenziosa degli alunni delle maggiori scuole superiori di Roma, convocati dall’AGIS Scuola. E, tanto per confermare a quanto sono abituati (anche ahimè dalla TV), i primi applausi scoppiavano quando due protagonisti si baciavano (seppur castamente): poi però, a conferma anche dei sentimenti che alla fine i ragazzi sentono dinanzi ad un lavoro serio, gli applausi sono venuti fuori nei momenti salienti del dramma e nel trionfo (lo era un pochino!) finale della giustizia.

“Un mondo nuovo”, con il suo scopo di far conoscere le origini dell’Europa e di far affezionare la nuova generazione alla politica, passa ora al giudizio del pubblico: i giovani attori Vinicio Marchioni nel ruolo di Spinelli, Orlando Cinque in quello di Colorni, Peppino Mazzotta  nella parte di Ernesto Rossi, Isabella Ragonese in quella di Ursula Hirschmann e gli altri, hanno avvertito la responsabilità dei ruoli, non hanno sentito di ‘fingere’ recitando, e si sono calati nelle parti  sino a fare con esse tutt’uno.



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