Sanremo 2018 | La conferenza stampa dei vincitori Ermal Meta e Fabrizio Moro


Sanremo 2018 | La conferenza stampa dei vincitori. Parlano a caldo i vincitori i vincitori Ermal Meta e Fabrizio Moro. Partecipano anche Lo Stato Sociale, classificati secondi e Annalisa, terza.


Inizia Annalisa con i ringraziamenti alla sua squadra e al suo pubblico. Lo Stato Sociale commentano a caldo: “Avete presente quando organizzi uno scherso e poi ti scappa di mano? Non avevamo nessuna velleità di classifica e siamo arrivati secondi”. Quanto ha contribuito Paddy Jones? “Sicuramente tanto. Abbiamo provato a far succedere qualcosa ed è successo”.

C’è stato un momento durante la serata in cui avete pensato che potevate farcela? Annalisa: “Assolutamente no. Stavo per andare a mangiare”. Lo Stato Sociale: “Non ci abbiamo mai creduto e stavamo pensando a tutt’altro. Sarebbe stato bello vincere a questo punto. Ma esser arrivati secondi va bene lo stesso”.

Arrivano i vincitori Ermal Meta e Fabrizio Moro.

Inizia Ermal Meta con una battuta: “Ero convinto saremmo arrivati terzi”.
Moro: “Ci abbiamo messo tutte le nostre energie. Sono estremamente felice. La cosa più bella è che ho trovato un nuovo amico.”

Quanto senso di rivalsa c’è? Quanto vi ha motivati? “Ci siamo rattristati, ci siamo sentiti feriti. Però non c’è una sensazione di rivalsa. Quando tutto va al suo posto, ci si parla direttamente e si chiarisce, non ha senso provare certi sentimenti. Non c’è spazio per altro che per la felicità”.

Andrete all’Eurovision Song Contest? “Lo faremo con grande onore”

Avete vinto conuna canzone su temi sociali e non sull’amore, è cambiato il vento? “Questa è una canzone d’amore, in realtà”. Moro aggiunge che spesso ha provato a fotografare il contesto storico e la società.
Ermal Meta: “Alcune volte questo tipo di canzoni possono avere più impatto, possono coinvolgere i più le persone”.

Rispondono anche da Lo Stato Sociale: “Venire a Sanremo con una canzone d’amore non ci avrebbe rappresentato minimamente. Era l’unica condizione che ci eravamo dati per venire qui”.

Siete stati dati per vincenti dall’inizio. Vi ha pesato? “Non ci abbiamo mai pensato. Se ci avessimo pensato, non avremmo vito per ansia da prestazione. Mercoledì ci siamo preoccupati per il rischio di sospensione, onestamente”.

Ermal Meta, sei un uomo di frontiera, quanto è importante nei tuoi testi? “Tanto, è come se guardassi doppio. ll mio pensiero è come se in certe occasioni fosse metà albanese e metà italiano. Ma per un viaggiatore non ci sono né limiti né confini”.

La conferenza stampa finisce qui.



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