Vasco a Radio2: sono sempre stato un personaggio scomodo


le confessioni del roker di Zocca a Giovanni Veronesi nel programma Non è un paese per giovani


Accade oggi, all’interno del programma “Non è un paese per giovani”. Il rocker di Zocca rilascia una lunga intervista al conduttore Giovanni Veronesi che andrà in onda alle 12 su Radio2.

E’ una delle pochissime volte in cui Vasco si racconta. Intervistato da Giovanni Veronesi, che conduce il programma con Max Cervelli, il rocker di Zocca si lascia andare a considerazioni sulla Chiesa e sulle difficoltà di Papa Francesco. Racconta di non esser mai stato in grado di lasciare una donna, di aver sempre pensato di morire prima di diventare vecchio. E rivela a Radio2 molto altro. 

Veronesi chiede al ‘Blasco’ il suo giudizio sul nuovo Papa. “Lui è uno che vuole portare la Chiesa sulla strada della semplicità, anche della povertà…ma non credo che ci arrivi, sai la Chiesa costa! Però è simpatico e ha dato una bella impronta nuova alla Chiesa”.

Uno come Vasco Rossi si sente mai inadeguato? “Tante e tante volte, è una sensazione che ho sempre avuto. Quando la gente mi incontra non vede me ma il ‘personaggio’ e io non so se sono all’altezza di quello che hanno in testa”.

Ti sei mai sentito inadeguato anche con le donne? “E’ capitato ma poi sono sempre andate via contente. Le donne – prosegue il cantante – non le ho mai capite. Per esempio non sono mai riuscito a lasciarne una: se lei non vuole, tu non ci riesci. Io ho provato, ho detto “io ti lascio” e lei ha detto “no” e ho dovuto soccombere”.

Il roker di Zocca su Radio2

Una volta – chiede Veronesi – mi hai detto che ci sono state occasioni in cui avresti voluto scappare dalla musica. “E’ vero, ci sono dei periodi in cui avrei voluto scappare, mi sono sempre tenuto libero una porta per scappare. Poi mi sono accorto che l’avevo chiusa per amore. Avrei pensato di rimanere per soldi ma invece devo rimanere qui perché amo”.

Come vivi il tuo rapporto con l’esser una rockstar? “Lo sono da 30 anni, ho avuto una vita spericolata. Sono sempre stato scomodo ma è una realtà che mi va bene”, prosegue.

Credi che la vita sia troppo corta per fare tutto quello che si desidera? “La vita è corta ma è anche lunga abbastanza per rompersi i coglioni! Mi ricordo  che mio nonno, negli ultimi dieci anni di vita, non parlava più. Secondo me si era rotto. Ecco, io penso che arriverò a quel punto lì. Pensavo di morire prima e invece sono ancora qui…”

Chi è il tuo riferimento artistico? “Mick Jagger, per me è fondamentale, mi ha sempre ispirato, con lo sberleffo, l’esser giullare e il provocare coi gesti”.

Fai spesso concerti fuori dall’Italia: come sei messo con l’inglese? “Malissimo, sono messo malissimo! Ho fatto di tutto ma non riesco proprio”. Cosa hai fatto, in particolare? “Sono diventato pigro. Ho fatto venire un insegnante a casa ma non ha funzionato. Ho provato anche coi cd in macchina, che è una cosa umiliante”. Cosa hai imparato? “The station is across the  street”: ecco questo serve un casino, questo  lo insegnavano. ”Where is the station? The station is across the street”. Poi ho imparato trouble, perché io sono sempre in trouble…”, conclude a Rai Radio2, scherzando, Vasco Rossi.



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