Caterina Balivo, la mia sfida tra Monte Bianco e Detto fatto


Intervista con la conduttrice a pochi giorni dall'esordio dell'adventure reality


 Una scommessa che valeva davvero la pena vivere. Perché non è da tutti i giorni conquistare il tetto d’Europa”, con i suoi 4mila e 810 metri di altezza. Caterina Balivo non sta più nella pelle. Non vede l’ora di mostrare l’avventura sua e dei suoi compagni di cordata. “Monte Bianco – Sfida verticale”, prenderà il via su Raidue il 9 novembre in prima serata. Cinque puntate in cui verrà descritta una “una sfida in verticale in tutti i sensi”. Accanto alla presentatrice ci sarà Simone Moro, uno dei più grandi alpinisti al mondo, che ha al suo attivo ben ben quattro scalate del monte Everest (con raggiungimento della cima annesso, naturalmente).


Caterina, dopo tante polemiche si parte, finalmente.

Finalmente si va in onda e tutti potranno vedere cosa sia davvero “Monte Bianco – Sfida verticale”. In molti hanno parlato in modo preventivo, senza sapere realmente di cosa si trattasse e di come ci fossimo mossi. Le polemiche sono arrivate il 3 di agosto, ma vi rendete conto? Più sterili di così. Lunedì invito tutti a seguirci, così finalmente sarà chiara a tutti l’inutilità di certe critiche.

Che programma è Monte Bianco?

E’ un adventure game che si è giocato su uno sfondo davvero incredibile, lo vedrete. E soprattutto è il primo programma interamente in verticale. Ma anche un tipo di programma in cui mi piacerebbe essere uno dei concorrenti, perché è una continua sfida con se stessi. Affidandomi questo adventure game Angelo Teodoli (direttore di Raidue, ndr) mi ha fatto un regalo bellissimo e io l’ho vissuto con grande emozione.

Quanto è stato duro affrontare il Monte Bianco?

E’ stata un’esperienza unica e al tempo stesso durissima perché vivere la maggior parte della giornata all’aria aperta, dover far tutto ma proprio tutto all’aperto, senza nessun tipo di confort, non è facile. Tuttavia io vivo in montagna, in un maso, sono stata tante volte in campeggio, quindi in parte ero abituata a questo stile di vita. Solo qualche anno fa non sarei riuscita ad affrontarla, ma quando l’anno scorso mi è stata proposta questa tipologia di programma, non ho potuto dire di no: mi sentivo pronta per questo genere di avventura perché ora conosco la montagna, grazie a mio marito e ai suoi figli che vivono ad alta quota. Devo dire anche che ci siamo preparati moltissimo. A parte le lunghe passeggiate che faccio in montagna con mio marito, prima dell’inizio del programma abbiamo affrontato a Courmayeur due settimane di preparazione a telecamere spente, che poi si è protratta sul campo.

La conferenza stampa per la presentazione del programma a Milano.

Lei non si limita a condurre, ma partecipa in prima persona a questo adventure games.

Sì, sono una conduttrice-attiva. Ma non sarò certo io a prevalere sugli altri. Anzi. La mia sarà una conduzione molto asciutta, anche un passo in dietro, perché i veri protagonisti sono loro, i concorrenti, e la montagna.

Come si svolge la giornata-tipo ad alta quota?

La sveglia suonava puntualmente alle 4 e mezza, tutti i giorni, e noi vivevamo la montagna attivamente fino alle 18. Dura, molto dura. Ma esperienza davvero unica, lo ripeto.

Quali sono le regole del gioco?

I sette concorrenti sono chiamati ad affrontare prove spesso molto dure. A ciascuna prova viene assegnato un punteggio. I peggiori si sfideranno in una scalata: solo il migliore potrà rimanere in gara. L’altro sarà eliminato.

Chi sono i concorrenti in gara e come li avete scelti?

Innanzitutto voglio sottolineare che ciascun concorrente ha voluto fortemente partecipare perché è una esperienza unica. Volevano capire cosa significasse davvero la montagna e avere un contatto diretto con la natura e la montagna stessa. Tutti hanno voluto arrivare alla fine del programma e si sono battuti per superare i limiti. Detto questo, i protagonisti di questa splendida impresa ad alta quota sono: Gianluca Zambrotta, Arisa, Jane Alexander, Stefano Maniscalco, Filippo Facci, Dayane Mello ed Enzo Salvi. Accanto a loro ci sono sette esperte guide alpine.

Ha mai avuto paura lassù?

Più che altro in alcuni momenti ho avuto paura per i concorrenti, ma mai dal punto di vista della sicurezza, sia ben chiaro. Io personalmente mi sono messa in discussione ogbni giorno. Avevo paura di non farcela con le mie gambe, ma per fortuna ho tenuto il passo e ce l’ho fatta.

Sarà stata un’esperienza particolarmente difficile per le donne in cordata…

Beh, sicuramente per delle ragazze non è facile trovarsi con i ramponi al alta quota. La fatica si sente eccome.

Sicuramente molto meno impegnativa dal punto di vista fisico è Detto fatto, in onda sempre su Raidue, dopo il tg2…

Si certo, ma anche Detto fatto è una sfida vinta. Siamo riusciti a tornare perfettamente in sintonia con il pubblico e quest’anno proponiamo una serie di grandi novità, tra cui tutorial sulla montagna.
    

   



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