The Voice of Italy 5 | le migliori perfomance della seconda puntata


La seconda puntata di The Voice of Italy, andata in onda ieri sera su Rai due, ha proposto ancora Blind Audition. Ecco la nostra selezione delle migliori performance dei giovani artisti.


E’ andata in onda, giovedì 29 marzo su Rai2, la seconda puntata di The Voice of Italy 5. I coach Al Bano, J-Ax, Francesco Renga e Cristina Scabbia hanno aggiunto artisti alle rispettive squadre che si stanno formando.

Per quanto riguarda gli ascolti, il talent show ha ottenuto  2.329.000 telespettatori con il 10.2% di share, confermando i risultati dell’esordio. Il team di giudici si è dimostrato ancora una volta all’altezza e pieno di brio.

Sono arrivati sul palcoscenico molti giovani artisti. Ma solo alcuni sono stati scelti assicurandosi l’accesso alla fase successiva. Ecco la nostra selezione delle migliori performance della seconda puntata di The Voice of Italy 2018.

– Antonio Marino -> “Who’s loving you”, Jackson 5:

Un’esibizione da crooner americano, ma con una voce nera. Acuti imprevedibili e perfetti per “Who’s loving you”, Antonio riesce a riarrangiare questo brano adattandolo al suo timbro classico, molto soul anni 70 – alla Luther Vandross. Il suo acuto è come una scala di note, che cerca di scavare, in chi la sente, quel sentimento perso o troppo lontano.


– Cinzia Carreri -> “The girls in 14G”, Kristin Chenoweth:

Una voce che non ti aspetti a The Voice, sembra di essere in “Alice nel paese delle meraviglie”. Una performance da musical, con timbro vocale molto educato, un inglese impeccabile ed una delicatezza che farebbe arrossire un bambino. I gorgheggi di Cinzia richiamano subito alla mente Judy Garland ne “Il mago di Oz”.

– Angelica Paola Ibba -> “Issues”, Julia Michaels:

Una voce classica, da pop idol delle teenager americane. L’adolescenziale ingenuità incontra un’armonia ammiccante, un mix tra Miley Cyrus e Selena Gomez. Angelica possiede quell’energia da hit estiva che mette di buonumore e fa sognare spiagge assolate e cocktail fruttati.

– Saverio Martucci -> “Shape of my heart”, Sting:

Il brano di Sting è sì pretenzioso per l’eleganza vocale, ma Saverio se la cava davvero molto bene, rimanendo fedele all’interpretazione originaria. Forse fin troppo accurata come esibizione, che è stata talmente “perfetta” dal punto di vista esecutivo da sembrare poco emozionale. Anche se è stato scartato, a Saverio non manca di certo il talento.

– Alessandra Machella -> “Andiamo a comandare”, Rovazzi:

Reinterpretare in modo acustico un brano di Rovazzi e renderlo così di classe e di impatto era missione ardua, ma Alessandra c’è riuscita alla grande, stupendo lo stesso J-Ax, che conosce bene la genialità e la finezza di Rovazzi nel comporre la sua musica. La presenza scenica della Machella sul palco è già da cantante affermata.


– Simona Marcelli -> “As long as you love me”, Justin Bieber:

Simona sul palco di The Voice sembra appena uscita dallo Studio 54, contornata dai divi del funky e del soul anni 70. Sembra una tigre ammaestrata, ma ha la potenza vocale ed il carisma di una Tina Turner 2.0. Pare quasi che il suo ruggito provenga dal profondo di una grotta.



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